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Taglio tribunali: ‘Territorio mortificato’

«Il consiglio dei Ministri, insensibile ad ogni considerazione circa le gravi ripercussioni che ciò può avere sui cittadini ha approvato lo schema di decreto legislativo con cui ha ‘tagliato’ ben 37 tribunali, 38 procure della Repubblica, 220 sezioni distaccate di tribunale e 674 uffici del giudice di pace e tra questi vi sono sia il tribunale sia la procura della Repubblica di Avezzano». A confermare la notizia è il presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Avezzano Sandro Ranaldi.

«Lo schema di decreto – precisa Ranaldi – passerà ora al vaglio delle commissioni Giustizia di Camera e Senato che dovranno esprimere il loro parere entro trenta giorni. La classe forense marsicana, nell’esprimere il proprio disappunto per un provvedimento che non ha rispettato i criteri della legge delega ed ha mortificato le legittime istanze del nostro territorio, continuerà a sostenere le proprie ragioni nelle sedi istituzionali romane ed auspica il coinvolgimento concreto e fattivo di tutte le forze politiche e sociali e dei rappresentanti delle istituzioni locali unitamente ai tutti i cittadini marsicani».

DIFENSORE CIVICO: SU TRIBUNALI OPERAZIONE SCONSIDERATA – La scure della spending review, oltre che su Avezzano, si è abbattuta anche su Sulmona, Lanciano e Vasto. «La cancellazione dei tribunali cosiddetti minori – ha commentato il difensore civico della Regione Abruzzo, Nicola Sisti – è un’operazione sconsiderata, bisogna attivarsi per assumere ogni opportuna iniziativa diretta a cancellare un provvedimento scellerato e oscurantista i cui effetti sono devastanti».

«La sbandierata esigenza di deflazionare il carico dei processi ovvero la necessità di rendere più efficienti e funzionali le sedi giudiziarie, in realtà ha prodotto l’unico risultato di rendere più difficoltoso e costoso all’utente l’accesso al servizio giustizia – ha aggiunto Sisti – basti pensare all’introduzione della media-conciliazione obbligatoria, che ha allungato inutilmente i tempi del processo, aggravandone i costi, all’aumento spropositato del contributo unificato ed infine alla prospettata istituzione di un giudice-filtro in sede di appello civile. In questo sciagurato contesto ben si colloca la demolizione del servizio giustizia nel territorio, con il pretesto di una pseudo-razionalizzazione che non produrrà alcun risparmio nè a breve nè a lungo termine».

Secondo Sisti i tribunali abruzzesi di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto «sono un esempio di produttività e di efficienza che non merita di essere cancellato, peraltro in alternativa ad un accorpamento che presenta connotazioni negative in termini di disfunzioni e gravissimi disservizi anche la situazione attuale dei tribunali accorpanti. Come difensore civico della Regione Abruzzo è mio dovere non solo evidenziare ai cittadini dei circondari interessati, specie a quelli che non hanno ben compreso la portata del provvedimento del Governo, le pesanti difficoltà ed i notevoli costi cui andranno incontro, ma anche sollecitare i vari Consigli degli Ordini, la Regione, le Province, i Comuni, le rappresentanze politiche, i sindacati e tutti coloro che hanno a cuore la dignità e la civiltà dei nostri territori, a coordinarsi in permanenza, a promuovere comitati ed ad assumere ogni opportuna iniziativa diretta a cancellare un provvedimento scellerato ed oscurantista i cui effetti sono assolutamente devastanti. Per quanto mi riguarda sottoporrò immediatamente la questione all’adunanza nazionale dei Difensori Civici Regionali per le iniziative del caso».

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