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Salotto urbano: Cialente fa chiarezza

«Da anni mi stanno chiedendo il salotto urbano. Non capisco il motivo di queste polemiche. Il mio obiettivo è riportare le persone in centro dove non ci sono locali agibili. Quella è l’unica area dove poter fare una struttura di questo tipo». Il sindaco Massimo Cialente respinge le accuse di Luigi D’Eramo sulla ubicazione della struttura temporanea nel parco del forte spagnolo.

«Non è un teatro – continua un primo cittadino – ma un luogo per favorire l’incontro fra i cittadini». Qualcuno però ricorda che lo Urban centre doveva sorgere nell’ex liceo Scientifico di via Majella. «E’ vero – ammette il sindaco – ma quella struttura non potrà essere pronta prima di un anno e mezzo».

Dalla soprintendenza, proprietaria del sito, fanno sapere che l’area individuata è quella in abbandono che ha ospitato finora i container dinanzi al parco giochi che dà sulla strada. La struttura sarà davvero temporanea, spiega l’ufficio stampa, sarà in legno e acciaio molto leggero, al pianterreno ci sarà un caffè e spazi per confronti.

Ma c’è di più: «In attesa del restauro del palazzetto dei Nobili – ricorda il sindaco Massimo Cialente che lo ha scritto nero su bianco nel programma di mandato – e comunque in aggiunta ad esso, la palestra della scuola elementare Giovanni XXIII, per la quale si prevedono tempi rapidi di recupero, diverrà la nuova Agorà della città, luogo di incontro e dibattiti fra i cittadini».

«Si fanno polemiche per piccoli dispetti – continua Cialente – Così come è accaduto per il centro Eni. Treno perso per la stessa ragione. Ad armare la guerra in consiglio in quel caso fu Enzo Lombardi. A Scaroni furono mandate persino mail chiedendogli di non fare più il centro di ricerca qui».

Per Cialente in questa città si litiga su tutto «perfino sul colore dei fiori posti lungo il corso perché sarebbero tristi». Poi un dardo tutto per Luigi D’Eramo consigliere del gruppo Prospettiva 2022 che aveva sollevato il caso: «D’Eramo non può parlare almeno fino a quando non sarà tolta l’ultima rotaia della metropolitana di superficie (l’opera infatti vide la luce quando egli era un assessore della giunta Tempesta). Deve tacere fino a quando il Comune non avrà pagato gli 8 milioni di euro frutto del contenzioso fra la Cgrt e l’amministrazione comunale».

Il sindaco ha poi messo in guardia gli aquilani dall’effetto isolamento della città visto che coloro che hanno fatto donazioni nel post sisma, ha ricordato, vogliono sapere perché le opere che dovrebbero essere realizzate con le risorse erogate non vedono ancora la luce. Non riescono spesso a capire i motivi di tante polemiche. Altro esempio emblematico è l’auditorium di Renzo Piano nel parco del Castello cinquecentesco. A.Cal.

LA REPLICA DI D’ERAMO – «Io parlo e parlerò ogni volta che lo riterrò opportuno e non sarà certo la confusione cialentiana a farmi tacere». A sottolinearlo, attraverso una dura nota, di seguito riportata integralmente, è il consigliere comunale Luigi D’Eramo.

«Invece di costruire scatole su scatole, senza alcun criterio e programmazione urbanistica – aggiunge D’Eramo – pensasse alla ricostruzione della città ed ai suoi processi amministrativi oggi in mano al caos totale. Cialente non rispetta il Consiglio comunale e lo tiene all’oscuro delle sue decisioni insieme alle commissioni competenti ed alla sua stessa maggioranza, che in questi giorni ha taciuto con grande imbarazzo sulla costruzione nel parco del castello del Salotto Urbano. Del resto – attacca il consigliere – un sindaco che indossa la fascia tricolore in déshabillé che rispetto può avere per le istituzioni? Resta il fatto che egli stesso meno di due anni fa, con una apposita deliberazione, definì la zona adiacente porta Castello inidonea ad ospitare strutture teatrali, magicamente oggi diventa perfettamente idonea. Chiederò l’immediata convocazione della commissione territorio e della commissione garanzia per fare completa luce sulla ‘delibera-sveltina’, alla quale lo stesso sindaco non ha preso parte e quindi è risultato assente. Sarà per questo che sostiene che non si tratta di un nuovo teatro benché sulla delibera è riportato chiaramente».

ARCHEOCLUB L’AQUILA INVITA AL CONFRONTO – «A distanza di più di tre anni dal sisma non è più rinviabile una specifica programmazione sull’uso delle risorse derivanti da donazioni, che deve in primo luogo essere indirizzata al ripristino di opere pubbliche e alla manutenzione di quanto già fruibile e in particolare dei parchi e delle aree verdi della città che, se trascurate, trasmettono ai cittadini e ai visitatori un’ immagine di abbandono e degrado». A sottolinearlo, attraverso una nota, è la presidente della sede aquilana dell’Archeoclub, che interviene in merito alle polemiche circa la realizzazione di in ‘salotto urbano al parco’ del Castello.

L’ Archeoclub L’Aquila, inoltre «auspica un rapido, fattivo e completo coinvolgimento delle associazioni e dei cittadini utilizzando già collaudate tecniche partecipative e ripropone quanto già espresso in altre sedi e cioè l’opportunità di porre sul centro storico un vincolo paesaggistico per non rischiare di alterare oggi e in futuro la preziosa struttura urbana di origine medievale giunta quasi intatta fino a noi malgrado i tanti eventi sismici subiti dalla città nel corso dei secoli».

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