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Ricostruzione, Madonna mia pensaci tu

Varcando la porta della chiesa della Madonna Fore, colpiscono le sette spade conficcate nel mantello della Madonna dei sette dolori, tela dipinta dal Damini, icona che sembra sintetizzare in maniera eloquente le ferite della città dell’Aquila.

Oggi, dopo tre anni dal sisma, c’è stato il taglio del nastro della chiesetta tanto amata dagli aquilani alla quale si accede attraverso un sentiero impervio, che monsignor Giovanni D’Ercole ha voluto affrontare a piedi non servendosi della navetta messa a disposizione dai vigili del fuoco.

L’ex sottosegretario Gianni Letta ha voluto attribuire un significato simbolico alla inaugurazione della chiesetta, «che segnerà lo spartiacque della seconda fase della ricostruzione visto che – ha ricordato – proprio ieri il Consiglio dei ministri ha approvato la legge. Dunque mi piace pensare che il restauro di questa chiesa, simbolo di arte, fede e tradizione, segni il prima e il dopo e che possa diventare la protettrice della ricostruzione».

L’ex sottosegretario alla presidenza non ha rinunciato al suo ruolo di “mediatore di pace” soprattutto questa volta, auspicando che si possa continuare l’opera di ricostruzione all’insegna della «rinnovata sinergia fra gli enti locali». Parole che anche in questa occasione hanno scaldato il cuore, tanto che il sindaco Massimo Cialente non ha potuto fare a meno di rilevare che Letta è «un aquilano che qualche volta dorme fuori». É andato oltre il presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano, chiedendo per Gianni Letta la cittadinanza onoraria dell’Aquila.

Un giorno di festa dunque per tutti gli aquilani che in tanti hanno voluto riappropriarsi della chiesetta. La benedizione, dopo il taglio del nastro, è giunta dall’arcivescovo monsignor Giuseppe Molinari.

L’edificio di culto è stato restaurato grazie ad un finanziamento della Fondazione Carispaq di 210 mila euro. «La chiesa – ha spiegato il presidente della Fondazione Carispaq, Roberto Marotta – È un piccolo gioiello del nostro patrimonio culturale inserito in un contesto naturale ancora intatto. La riapertura di questo edificio restituisce un pezzo di storia agli aquilani».

L’intervento ha avuto come obiettivo il recupero e l’adeguamento sismico dell’edificio. Le lesioni sono state eliminate con la tecnica “cuci e scuci”, con mattoni pieni, con il restauro dei decori interni in legno tra cui il soffitto a cassettoni e la pulitura di tutti i materiali lapidei.

Il direttore Beni Cuturali, Fabrizio Magani ha sottolineato «il contesto irripetibile di cui fa parte Madonna Fore, che oggi trova nuova vita e torna ad essere baluardo e sentinella di un territorio unico e irripeteibile».

Il sindaco Massimo Cialente ha sottolineato l’importanza del bosco di San Giuliano di cui il parco di piazza d’armi rappresenterà in sostanza una prosecuzione.

La chiesetta, lo ricordiamo è di proprietà della confraternita dell’Addolorata che la gestirà, è un edificio ad aula unica dall’impianto medievale, ma rimaneggiato nel corso dei secoli fino all’ultima sistemazione settecentesca giunta fino a noi. Conserva alcuni oggetti d’arte come un tela del pittore Vincenzo Damini risalente al XVIII secolo e dedicata alla Madonna dei Sette Dolori, icona molto cara e famosa per tutti gli aquilani che la invocano e la ricordano nelle loro preghiere. A.Cal.

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