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Cdm: Indennizzi per attività produttive

Primo passo della legge sulla ricostruzione dell’Aquila (sotto forma di emendamento al decreto Sviluppo che approderà in parlamento il 12) approvata ieri nella seduta del consiglio dei Ministri. Proprio da Palazzo Chigi si apprende che il ritorno alla gestione ordinaria comporterà un risparmio per il Paese di 21 milioni di euro. La bozza approdata in Cdm è diversa rispetto a quella che circolava ieri l’altro e la scorsa settimana ed è composta da 4 articoli rispetto agli 8 della bozza precedente. La novità più importante è l’indennizzo per le attività produttive attuato con una riserva del 5% dei fondi Fas. Si tratta di una misura richiesta con forza dal sindaco Massimo Cialente e dal parlamentare Giovanni Lolli. Confermate anche le 300 assunzioni tramite concorsi ad hoc per i colletti bianchi del sisma, scompare invece la convenzione con Abruzzo Engineering (ora gli 80 precari rischiano il posto).

A sorpresa, invece, la legge (ed è una novità) assegna il personale non apicale dell’Ufficio di coordinamento fino al 31 dicembre agli enti locali e alle amministrazioni statali impegnati nella ricostruzione. Resta la norma che finanzia le seconde case cui “è riconosciuto un contributo per la riparazione e il miglioramento sismico, pari al costo comprensivo di Iva degli interventi sulle strutture, elementi architettonici esterni, comprese le rifiniture esterne, e della parti comuni dell’intero edificio compresi gli oneri per la progettazione (art.3)”. Restano anche molte delle norme urbanistiche ritenute incostituzionali, che decadranno tuttavia quando la Regione (entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge) avrà fatto la sua legge urbanistica.

“Le disposizioni (ricorso appalti pubblici per l’individuazione delle imprese in aggregati di particolare complessità, espropri e altre misure contenute nella precedente bozza ndr) – si legge – hanno efficacia fino all’entrata della competente legge regionale”. Accontentata anche l’Ance, visto che le imprese della ricostruzione – si legge nel comma 9 dell’articolo 3 – non possono accettare commesse il cui valore cumulato con le commesse in corso d’opera superi la somma del loro fatturato degli ultimi 5 anni. Scende al 30% (rispetto al 50% della precedente bozza) la percentuale del subappalto. Fra gli altri elementi che scompaiono c’è la definizione del cratere, mentre in sede di Consiglio dei ministri sarebbe scomparsa l’accisa per finanziare la stabilizzazione dei 300 dipendenti del sisma, sostituita da economie che il governo si sarebbe impegnato a trovare. Ancora, il metodo di indennizzo a forfait o parametrico sarà inserito in seguito con una Opcm, mentre la programmazione pluriennale delle risorse per la ricostruzione sarebbe affidata alla nuova legge Finanziaria (Stabilità) da approvare entro fine anno. In relazione alla governance contemplati gli 8 uffici per aree omogenee e l’ufficio speciale per l’Aquila “costituito dal Comune previa intesa con i ministri coinvolti, con il presidente della Regione Abruzzo e il presidente della provincia dell’Aquila”.

A.Cal.

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