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L’Aquila, Legambiente: ‘ Edifici post terremoto’ bocciati

Il 43% degli edifici costruiti a L’Aquila dopo il terremoto mostra «problemi riconducibili a difetti di progettazione e di costruzione, di scelta dei materiali e di messa in posa». Lo afferma Legambiente in base alle fotografie agli infrarossi delle pareti (termografie) realizzate dai propri tecnici, che mettono in luce come, delle 16 tipologie di edifici costruiti nell’ambito del Progetto C.A.S.E., sette presentino «criticità rilevanti nella tenuta termica delle superfici opache esterne».

Le sette tipologie, precisa Legambiente, riguardano 85 edifici localizzati nelle frazioni di Sant’Elia, Tempera, Bazzano, Paganica sud, Paganica 2, Roio Poggio, Assergi, Coppito, Sant’Antonio, Camarda, Gignano, Cese di Preturo. Stando all’associazione ambientalista, la presenza di zone più calde e più fredde nelle foto termografiche evidenzierebbe un isolamento non omogeneo delle superfici, con conseguente dispersione di calore. «In questi edifici – spiega il vicepresidente nazionale di Legambiente Edoardo Zanchini – si hanno condizioni di scarso comfort per le famiglie, sia d’inverno che d’estate, malgrado dovessero essere modelli esemplari per i sistemi di costruzione grazie ai pannelli solari termici e a diverse tecnologie di efficienza energetica. E’ un’occasione persa – aggiunge Zanchini – soprattutto perché per la realizzazione di questi alloggi sono stati investiti molti soldi pubblici».

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