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Legge Barca: ritorno al passato

Il rischio è quello di un ritorno al passato. La nuova legge-Barca potrebbe insomma privare il cittadino della libertà di scegliere la ditta dalla quale farsi riparare la propria abitazione. Con diverse modalità insomma le piccole imprese di ricostruzione locali sarebbero tagliate fuori dal processo della ricostruzione della città. “Galeotto” l’articolo 5 della bozza che fa entrare in gioco il Comune con gare di evidenza pubblica in modi diversi.

La legge stabilisce infatti in ambiti di particolare compromissione dell’aggregato il ricorso ad un programma integrato attraverso un procedimento di evidenza pubblica con un unico soggetto attuatore previo consenso del proprietario. In caso di dissenso dello stesso il Comune può procedere ad esproprio. Il privato può anche su delega volontaria incaricare l’amministrazione di procedere con unico soggetto e evidenza pubblica. Nel caso in cui ci sia una maggioranza dei tre quarti dei proprietari si può approdare alla stessa conclusione. Il Comune entra in ballo anche in caso di consorzi non validamente costituiti ossia che non raggiungano il 51% dei proprietari.

Su questa modifica in senso pubblicistico della ricostruzione interviene anche il consigliere di Domani L’Aquila Pierluigi Properzi, promotore dell’associazione omonima. «Attraverso regole confuse – sostiene Properzi – si introducono procedimento forzosi sotto forma di programmi integrati imposti ai privati al fine di portare ad un unico soggetto attuatore scelto dal comune le parti più complesse, ma anche le più ricche della ricostruzione». Secondo l’architetto Properzi il procedimento di evidenza pubblica che si applica sia in caso di consenso che di delega da parte del proprietario, allunga ulteriormente i tempi di attuazione. Properzi ritiene peraltro che la legge non dovrebbe addentrarsi in questioni urbanistiche oggetto di Legge regionale. Il Comune dovrebbe limitarsi ad intervenire solo nei casi di inerzia del proprietario, prevalenza di parti pubbliche e particolare rilevanza e complessità. La regià inoltre della ricostruzione dovrebbe essere del Consiglio comunale. Necessario poi un Testo unico emendativo della normativa esistente. Fondamentale infine la legge regionale. Se non sarà fatta al più presto si potrebbe procedere con una legge di iniziativa provinciale.

A.Cal.

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