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‘La rete di protezione sociale nei territori montani è a pezzi’

«Sempre più difficile la situazione per i lavoratori delle cooperative impegnate nella gestione dei servizi sociali nei comuni ricadanti le zone d’ambito della comunità montana Montagna Aquilana. A causa dei lenti, progressivi e inesorabili tagli alle risorse economiche da destinare all’assistenza alle persone operato dal governo Monti e dalla regione Abruzzo, con l’aggravante del taglio al fondo nazionale per la non autosufficenza che garantiva la copertura di migliaia di ore di assistenza domiciliare ai disabili gravi, la condizione della rete di protezione sociale nei nostri territori montani è a pezzi». E’ quanto dichiara Goffredo Juchich, segretario comunale Prc.

«Ci troviamo davanti ad operatori sociali che, spesso, con il loro impegno e i loro soldi continuando a lavorare senza stipendio si sostituiscono allo stato reggendo a loro spese il servizio che gli è affidato. Lavoratori che, in molti casi, continuano a prestare il proprio servizio al fianco degli utenti(anziani, disabili gravi e minori) senza avere nessuna certezza sulle retribuzioni e senza neanche un rimborso benzina a fronte delle migliaia di chilometri che fanno per portare sollievo alle persone. La regione, con l’assessore Gatti, e la comunità montana, con il presidente e i sindaci, prendano atto che questa situazione non è più sostenibile dalle donne e dagli uomini dipendenti delle cooperative e prendano le misure necessarie perchè i servizi sociali nei territori montani funzionino bene.Oppure si assumano la responsabilità, prima morale e poi politica, di sospendere l’erogazione dei servizi».

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