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Terremoto: i baci di ieri e quelli di oggi

di Tiziana Pasetti

Un terremoto, quando arriva affamato, non sbrana solo le case. La terra, quando salta e si contorce e grida e poi cade e si frantuma, divora tutto. Divora la storia, divora i luoghi, divora tracce d’amore.

Ogni città è luogo di baci e ogni città ha i suoi luoghi bacio.

“Il mio primo bacio è sepolto in Piazza San Pietro” mi racconta Chiara. “Sono passati quasi trent’anni. Era un pomeriggio di fine settembre, di quelli che tornano a essere bui. Avevo tredici anni. Sapeva di ferratela, ne avevo appena mangiata una. Breve. E nemmeno un bacio, avrei scoperto poi. Però oggi è cristallizzato più di ogni altro nella mia mente, dietro quella scalinata”.

Io non sono nata in questa città e non sono cresciuta qui. Il mio primo bacio l’ho dato altrove. Ma ho baci sepolti alla Fontana Luminosa, in Via Cascina, alla Rivera, i baci di un luglio di non so neanche più quanti anni fa.

“I miei baci” sorride Giovanna “sono sepolti dietro al Boss. Li ho lasciati lì quando sono partita per andare a studiare in America. Un giorno però andrò a riprenderli. I baci e le labbra di quell’uomo”.

Maria i suoi baci li ha lasciati più di mezzo secolo fa in Piazza Duomo: “Andavo a portare le uova fresche alla sorella di mia madre. Mi aspettava Giovanni a capo Piazza. Mi accarezzava la fronte, dopo quel piccolo e timido contatto. Ti sposo, mi prometteva. Ha mantenuto la parola. E’ stato il mio solo amore”.

Altri baci li ho lasciati a Onna, appena dopo quella notte.

“I baci più belli, quelli che contavano, li ho dati sul prato di Collemaggio”, racconta Davide. “Anche quando c’era il campo, nelle tende. Quel luogo lo abbiamo onorato tutti” ride e scuote la testa, gli tremano appena le labbra.

“I miei baci sono al Castello”, dice Fabrizia, “andavo a correre dopo le lezioni all’Università. Ho inciampato nel sorriso assassino del mio futuro marito lì. Ci torno con i nostri bambini. Erano baci bellissimi”.
“Ho dato un bacio di Giuda al mio fidanzato sulla scalinata di San Berardino. Avevo appena baciato suo cugino a Piazza Paganica” brillano gli occhi di Silvia, mentre ricorda e ride appoggiata al braccio della sua amica, “era finita la guerra, c’era la musica e avevamo i vestiti nuovi, colorati. La vita l’abbiamo vissuta, e goduta, pure noi vecchiette, bella mia!”.

“Ho lasciato un bacio in sospeso la notte del 5 aprile in Via Agnifili” sospira Carla, “non ho dimenticato”.

Luca: “Ho baciato Al in Piazza San Silvestro. Che bello. Era dicembre. C’era la neve. Mi ha sfiorato con l’indice il palmo della mano. Io l’ho abbracciato. Ci scoppiavano i cuori”.

Daniela ha lasciato in Piazza del Teatro migliaia di baci: “Dieci anni, due figli. Tutte le mattine, prima di lasciarli a scuola e poi quando li riprendevo, baci baci baci. Alla De Amicis le elementari le avevo fatte anch’io. E mia madre. Qui ci sono anche tutti quelli che mi dava lei, insieme alla pizza bianca per merenda”.

Francesca aveva 12 anni nel 2009: “Che esistessero i baci lo sapevo, ma non consideravo l’idea, non per me. Il primo bacio l’ho dato due anni fa all’Aquilone, dietro Decathlon. Con lui è finita, mi ha lasciata. Ogni volta che vedo quel posto mi salta un battito di cuore”.

Claudia e Giulia ridono piene di apparecchi raddrizzadenti e allegria: “Avevamo quattordici anni, quando c’è stata la scossa. Oggi la città è tutta nostra. Con i nostri ragazzi abbiamo addomesticato una casa in centro. Regge bene, ce l’ha assicurato mio fratello che studia ingegneria. Andiamo lì. E’ bellissimo. Siamo liberi, sai? Abbiamo un posto nostro. Niente macchina o posti scomodi. Letti. Puliti. E pure gratis”. “Ma se vi scoprono? O se crolla tutto?” chiedo io con tutta la pesantezza dei miei quasi quarant’anni. “La vita è rischio, cara signora!” mi gridano dietro mentre se ne vanno veloci. La vita è rischio. Signora. Povera me. Povera, poverissima me.

Baci di ieri e baci di oggi, baci rimpianti e baci minacciosi. Baci nascosti e baci pirata. Baci sepolti e baci promessi.

Un terremoto non distrugge la passione. Non ammazza l’immaginazione. La terra trema e pulsa. Come i cuori.

Ladies and gentlemen

di scena, all’Aquila, da sempre, tutte le varianti.

Dell’amour, naturalmente.

tpasetti@gmail.com

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