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‘No al centro giovani nell’ex mattatoio’

Un edificio a quattro livelli con una sala conferenze da 150 mq, foyer, libreria, uffici e amministrazione, biglietteria, spazio espositivo, locale tecnico e un parcheggio interrato da 1 500 metri quadrati. Bella struttura, ma i ragazzi vorrebbero che i fondi ex Meloni fossero davvero utilizzati per un progetto sociale; idee, insomma, piuttosto che cemento. «E questo sarebbe il villaggio della gioventù?», hanno commentato, «non si può costruire l’ennesima cattedrale nel deserto».

Il timore di molti ragazzi della città è che i 2 milioni 500 mila euro siano appena sufficienti per realizzare il centro polifunzionale contiguo al Museo d’Abruzzo nell’area della Rivera che rischia di rimanere vuoto senza un progetto sociale ad ampio respiro. Invece, dicono i ragazzi, quei fondi devono essere utilizzati per un progetto sociale indipendentemente dalla location o dal contenitore. Proprio alla vigilia dell’incontro fra l’assessore alla Cultura Stefania Pezzopane e l’assessore Regionale Paolo Gatti, alcune associazioni che rappresentano il mondo giovanile cittadino hanno chiesto di “congelare” il progetto dell’ex mattatoio per avere più tempo per una proposta condivisa sull’utilizzo dei fondi del ministero.

La proposta è giunta stamane in occasione di una riunione convocata da gruppo di consiglieri comunali: Fabio Cortelli (L’Aquila Oggi) e Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila), insieme a Ettore Di Cesare(Appello per L’Aquila) e Vincenzo Vittorini (L’Aquila che Vogliamo),che non ha potuto partecipare. Dall’Udu, all’Uds, dalla Modus all’Aquila Young e al 3e32, in molti hanno osservato che il progetto del centro sembra più funzionale al museo d’Abruzzo piuttosto che alle esigenze dei ragazzi. «Si tratta di tanti soldi – spiega Cortelli – è una occasione che non possiamo perdere. Vogliamo riempire di contenuti gli spazi fisici». Dello stesso avviso Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila) che ha spiegato come sia stato difficile l’accesso al progetto di cui si è avuta notizia solo da qualche giorno. Ettore Di Cesare (Appello per l’Aquila) ha detto basta agli interventi spot: «Occorre invece un piano sulle politiche giovanili».

A.Cal.

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