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Movida a rischio ricostruzione

La grande gru incombe come una spada di Damocle sugli operatori della “[i]movida[/i]” di piazza Regina Margherita. Entro settembre partiranno i cantieri e le ditte hanno già fatto sapere che nell’area di lavoro è impossibile la convivenza dei lavori con i pub.

Così: “altro giro altra corsa” per i gestori di esercizi che si sono ricollocato con una agibilità parziale nei locali a pian terreno di piazza regina Margherita. Dovranno lasciare gli immobili e ricominciare la caccia ad altre mura. «Il Comune non ha scelta – spiega l’assessore al Commercio, Marco Fanfani. Purtroppo le norme relative alla sicurezza nei cantieri parlano chiaro. Abbiamo già avuto una riunione con i Lavori pubblici ma è stato ribadito che l’impresa vuole che l’area sia libera».

Sono 4 gli immobili i cui interventi partiranno a settembre che si affacciano sulla fontana del Nettuno. L'[i]info point[/i] per la stessa ragione è stato già rimosso, ma l’area è stata prontamente invasa dai tavolini dei pub. «Non possiamo bloccare la ricostruzione – continua l’assessore Fanfani – i commercianti nel momento in cui ci hanno chiesto l’agibilità parziale dei locali sapevano perfettamente di dover  andare via quando il cantiere avrebbe aperto i battenti». Insomma gli operatori di piazza Regina margherita avranno due mesi per cercare una sistemazione alternativa visto che il cantiere, a Dio piacendo, sarà concluso in due anni.

Per la prossima settimana intanto ci sarà un’altra riunione con il Comune dell’Aquila per cercare un piano B per i coraggiosi operatori tornati ad aprire i propri esercizi in centro storico. «Infatti – ricorda l’assessore Fanfani- il problema di questi gestori, investirà per gradi tutti coloro che si sono ricollocati in centro con l’agibilità parziale nel momento in cui cominceranno i lavori. Mi dispiace, ma la ricostruzione  ha la priorità – ribadisce Fanfani – Mi auguro che questa estate trascorra all’insegna del decoro da parte di gestori e avventori. Io ho sempre difeso gli esercenti del centro anche quando in seguito di episodi poco piacevoli Prefettura e Questura avrebbero voluto chiudere. Mi auguro che ci sia la comprensione dovuta visto che è arrivato il momento di ricostruire».

L’esodo dunque continua. A questo punto agli operatori del centro non resta che andarsene da dove erano venuti, magari viale della Croce Rossa, visto che comunque in centro i cantieri si moltiplicheranno nei prossimi mesi. É vero tutti lo sapevano, ma ora che è arrivato il momento qualcuno non ci sta.

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