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‘Decreto sisma sia opportunità e non beffa’

«Le disposizioni contenute nel decreto legge, in preparazione per il territorio emiliano e contenente anche disposizioni per accelerare la ricostruzione nel territorio aquilano colpito dal sisma, rischia di diventare un’ulteriore penalizzazione per questo territorio». E’ pessimista il segretario regionale Uil Fpl Fabio Frullo, secondo cui «l’opportunità che ci si aspetta, che ci permetterebbe di dare risposte concrete alla città in termini di ricostruzione e di occupazione lavorativa, potrebbe svanire nel nulla e ricreare situazioni già sperimentate e sostanzialmente fallimentari».

«L’unica via perseguibile – aggiunge Frullo – è quella di riordinare tutte le competenze, anche quelle in ordine alle politiche del personale, assegnandole definitivamente agli enti interessati al fine di garantire il ritorno alle normali condizioni amministrative e di ricostruzione sulla base del riparto delle competenze già stabilito dalla stessa Costituzione. E’ obbligatorio sfruttare questa situazione per dare risposte al mondo del precariato interessato alla ricostruzione e già vincitore di procedure concorsuali attualmente impegnato nelle varie amministrazioni e non utilizzare, invece, lo strumento normativo per rendere concrete operazioni ai limiti dell’opportunità e della trasparenza che rischiano d’inficiare le aspettative di coloro che legittimamente operano nelle amministrazioni deputate al processo di ricostruzione. Non potrebbero essere comprese operazioni di opportunità che, utilizzando la situazione di emergenza, ripristinerebbero di fatto, momenti commissariali inopportuni ed inefficienti dando vita a provvedimenti sul personale sostanzialmente irricevibili».

«L’amministrazione comunale – conclude Frullo – deve impegnarsi insieme alle forze sociali e diventare parte attiva di un processo condiviso in grado di dare trasparenza e risposte alla città e ai lavoratori che in questi anni hanno dimostrato professionalità e dedizione. Il decreto sia un’opportunità per questa città e per la tutela dei livelli occupazionali e non l’ennesima beffa e penalizzazione o strumento operativo dei soliti notabili».

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