Politica

Navelli, la risposta del prefetto e la pubblicità degli aitti amministrativi

«Non ci sono parole per definire il comportamento del sindaco di Navelli che per settimane ha tenuto nascosta, magari sperando che restasse tale, la risposta del prefetto ad una sua richiesta di “chiarimenti sulla fonte giuridica della presunta obbligatorietà della pubblicazione online delle determinazioni dirigenziali”, sebbene l’invio in data 5 giugno scorso, per conoscenza, al sindaco stesso da parte del sottoscritto, in qualità di capogruppo di minoranza, di una nota di sollecito in assenza di un riscontro». E’ quanto afferma Gaetano Cantalini, capogruppo di “Svolta Democratica” al Comune di Navelli.

«A questo punto – aggiunge – non possono esserci più dubbi né tantomeno scuse. La risposta prefettizia è univoca nell’affermare in modo definitivo e categorico l’obbligatorietà della pubblicazione, da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici, nei propri siti informatici, degli atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale, ai sensi dell’articolo 32, comma 1, della legge n. 69/2009 che ha modificato implicitamente l’articolo 124 del D.lgs. n. 267/2000. Nella suddetta nota, oltre alla sentenza n. 1370/2006 del Consiglio di Stato, la quale ha chiarito che la pubblicazione negli albi pretori non riguarda soltanto le deliberazioni di Consiglio e di Giunta, ma anche le determinazioni dirigenziali, vengono ancora una volta richiamati al Sindaco il parere del Ministero dell’Interno, che si è pronunciato in modo conforme alla sentenza del Consiglio di Stato e, da ultimo, la nota prefettizia n. 1976 del 18.01.2012, la stessa che aveva suscitato dubbi interpretativi da parte del Sindaco, la quale invece “rappresenta, pur sempre, una fonte giuridica, ascrivibile alla categoria delle circolari amministrative e, in quanto tali, vincolanti per gli organi periferici sottordinati”. La Prefettura precisa infine che “allo scopo di non vanificare lo spirito delle nuove norme, chiaramente finalizzato al perseguimento della massima trasparenza dell’attività amministrativa, le determinazioni debbano essere pubblicate per intero”».

«La conclusione positiva di questa vicenda – prosegue Cantalini – che, nostro malgrado, si è protratta per troppo tempo fino a dover scomodare, come ricorderete, persino il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi, dopo una fitta corrispondenza intercorsa negli ultimi due anni tra vari enti ed istituzioni, a cominciare dalla prefettura di L’Aquila, e la presentazione in Consiglio comunale di una mozione anch’essa respinta dalla maggioranza, dimostra che la battaglia da noi condotta non era affatto pretestuosa ma semplicemente dettata dall’osservanza di norme di legge al solo scopo di assicurare a tutti indistintamente i cittadini il diritto alla trasparenza e all’informazione da parte di chi ci amministra. Adesso – conclude – l’Amministrazione comunale provveda “ad horas” alla pubblicazione all’albo pretorio di tutti gli atti. Il tempo per adempiere alla legge è ormai scaduto».

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