Profumo racconta la sua maturità

«Non bisogna aver paura. Anzi. Più si è sereni, migliori saranno i risultati». A pochi giorni dall’inizio degli esami di Stato il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, rassicura gli studenti raccontando la sua esperienza da maturando, nel 1972.

«All’orale – racconta – avevo portato la mia materia che era fisica e poi hanno sorteggiato filosofia. E’ stato bello fare la connessione tra le due materie, mi è molto piaciuto». L’esito dell’esame del ministro è stato brillante: 60/60. «E’ stato il primo momento in cui mi sono trovato a dimostrare le cose da solo – ha aggiunto Profumo – E’ stata una crescita accelerata, ma non ho avuto paura».

«Quelli che si fanno a scuola – ha aggiunto Profumo – sono i primi esami della vita. Se si impara a rapportarsi con essi nel modo dovuto, la stessa serenità la si potrà dimostrare poi nella vita». Inviando un grande «in bocca al lupo» a tutti gli studenti, il ministro ha ricordato che «gli esami sono la sintesi di quel che si è fatto durante l’anno», quindi i ragazzi che hanno studiato durante l’anno non devono avere timori.

Oltre a gestire l’ansia fisiologica pre esame, gli studenti devono stare attenti a non cedere al fascino delle leggende metropolitane scolastiche, che promettono aiuti o dritte che puntualmente non arriveranno.

Quest’anno, con la distribuzione delle tracce attraverso un plico telematico, alle bufale classiche, si sono aggiunte anche bufale digitali legate a fantomatici hacker che sarebbero in grado di violare i server di viale Trastevere, un’operazione tecnicamente impossibile visto che le tracce saranno criptate e avranno una doppia chiave elettronica che potrà essere usata solo il giorno dell’esame: ogni tentativo di utilizzarla prima del tempo previsto ne farebbe decadere la validità.

Attenzione infine alla tracce inventate. L’anno scorso sono circolate ben due prove false: quella su Pascoli per la prima prova di italiano e una versione di Seneca per la seconda prova di latino. Nel 2010, prima dell’apertura delle buste, in rete ha iniziato a circolare una traccia su D’Annunzio, prontamente smentita dal Miur che in un comunicato stampa ha dichiarato che si trattava «di invenzioni che si ripetono identiche ogni anno, prive di qualsiasi fondamento».

Pascoli e D’Annunzio sono due grandi autori del Novecento che il Ministero non ha mai proposto nell’ultimo decennio, quindi è possibile che i mistificatori di tracce tentino la fortuna basandosi sul sul toto-esame, ovvero l’analisi degli argomenti usciti negli anni passati al fine di ipotizzare i temi che il Ministero potrebbe scegliere con più probabilità. In realtà c’è un solo modo per affrontare la maturità con successo: studiare.

red

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