Pezzopane : ‘primarie per la Regione’

«Guardo ai prossimi mesi come un tempo eccezionalmente favorevole per predisporre un programma forte e innovativo che dia le giuste risposte agli abruzzesi. Il risultato elettorale della città dell’Aquila, è un segnale forte e deciso e, la vittoria del centro sinistra alle elezione comunali del capoluogo, costituisce una spinta straordinaria alla storia del centro sinistra alla Regione». Stefania Pezzopane guarda avanti, con una delle due scadenze elettorali del 2013.

«Accanto al risultato dell’Aquiila – aggiunge l’assessore comunale alla Cultura – anche Avezzano rappresenta un elemento di assoluta novità nella Provincia, dove il centro sinistra, ha saputo riorganizzarsi e rafforzarsi dopo l’infausto risultato delle elezioni provinciali di due anni fa. Chiodi non ne fa una giusta, il suo fallimento è amministrativo e politico. Sull’Aquila ha giocato e continua a giocare una partita sporca, tesa più a strappare potere e garantire lobby, che non a fare gli interessi della città. Ha voluto condizionare il centro destra imponendo la candidatura di De Matteis, che era per lui il garante del proseguimento della devastante logica del commissariamento e della attribuzione di poteri straordinari nelle mani di una “trimurti” Chiodi, Fontana e De Matteis, che su l’Aquila hanno prodotto effetti di blocco della ricostruzione».

Uno sguardo a quello che sta avvenendo per l’Emilia, utile alla Pezzopane per evidenziare come «straordinariamente eclatanti e totalmente diversi da quelli adottati per l’emergenza dell’Aquila sono i provvedimenti adottati dal nuovo Governo per l’emergenza dell’ Emilia Romagna.

Lì un Presidente vero ha difeso i Comuni e li ha aiutati nello svincolo del patto di stabilità, cosa che nei Comuni terremotati in Abruzzo, dopo tre anni, ancora non otteniamo. E questo è solo un esempio».

«Ecco perché vincere le elezioni regionali è un compito che il centro sinistra deve assumere su di sé – prosegue l’assessore – con grande responsabilità, perché l’eredità che lascia Chiodi è un’eredità pesante che condizionerà purtroppo gli anni futuri. Per l’Aquila è essenziale cambiare il destino della Regione e rimettere al centro la ricostruzione come opportunità e banco di prova dell’intera classe dirigente regionale, così come anche l’Ocse nel suo documento per lo sviluppo dell’Aquila indica. Il centro sinistra deve costruire un programma partendo dal basso, ascoltando i territori e producendo innovazione ed entusiasmo.

Infine l’affondo ed il lancio per le primarie per la Regione: «Una condizione essenziale è scegliere il presidente candidato attraverso un percorso democratico e coinvolgente, fuori dalle segrete istanze, dalle mediazioni al ribasso ed evitando invenzioni romane calate dall’alto. Il candidato presidente deve essere il prodotto di un confronto, di una scelta, in cui siano gli elettori del centro sinistra a decidere, e in cui nessun partito si sente in dovere di ricattare gli altri secondo vecchie logiche che allontanano la passione e l’entusiasmo dei più. Alle primarie bisogna arrivare con un progetto forte, che veda protagonisti i pezzi migliori di questa società in sofferenza».

MASCITELLI: SI ALLE PRIMARIE REGIONALE PURCHE’ SIANO VERE – «Non abbiamo nessuna contrarietà o preclusione sulle primarie regionali, purché siano vere nei tempi, nei metodi, e nei contenuti». Lo sottolinea il segretario regionale dell’Idv Alfonso Mascitelli in risposta a Stefania Pezzopane.

«C’è una straordinaria richiesta di partecipazione da parte dei cittadini, alla quale vogliamo dare risposte credibili – ha aggiunto – se non si vuole alimentare ancor di più la reazione dell’astensionismo o il voto di protesta. Siamo quindi contrari ad accordi imposti dall’esterno, che non sarebbero capiti, o ancor peggio ‘accordicchi’ locali, in cui le intese sulle priorità del programma vengono sostituite dalle somme delle percentuali dei partiti. Vogliamo vederci però chiaro, perché non vogliamo che, all’interno del Partito Democratico si evocano le primarie soltanto per alzare il prezzo su riposizionamenti personali futuri o per una resa dei conti tra componenti diversi, perché non siamo disposti ad assecondare i giochini da prima repubblica. Tempi certi: bisogna muoversi da subito per mettere i possibili candidati in condizione di far conoscere la proprie proposte ai territori e non ridursi ai tempi supplementari a ricasco o successive alle vicende delle politiche nazionali, perché in questo caso sarebbero soltanto un ripiego. Il metodo deve comprendere regole trasparenti capaci di garantire parità di condizioni alle forze civiche e politiche che vogliono partecipare, con la precondizione di un codice etico a tutela della emergenza morale, che è tuttora presente nella nostra regione. E infine i contenuti: dire che la politica di Chiodi è un fallimento è soltanto la semplice fotografia della realtà. Costruire una proposta alternativa di governo è cosa ben diversa e deve vederci uniti sulle priorità da mettere in campo già da ora; se si vuole possiamo iniziare subito con fatti concreti, come l’abolizione del listino nella legge elettorale e una proposta seria di patto per lo sviluppo per l’Abruzzo diversa dai proclami propagandistici di Chiodi».

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