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Emilia scossa dal dramma.14mila sfollati

ULTIMO AGGIORNAMENTO ALLE ORE 20.43

La terra trema ancora in Emilia, nella provincia di Modena. Una scossa di magnitudo 5.8 è stata registrata questa mattina alle ore 9.00 a 9 chilometri a nord est dalla città di Mirandola causando 16 morti, 1 disperso e 350 feriti. E’ Medolla il centro che ha pagato il prezzo maggiore del terremoto con 6 vittime. Modena si trova a 38 chilometri dall’epicentro, Milano a 161.

L’ipocentro è stato registrato a 10.2 chilometri di profondità.

Due nuove forti scosse di magnitudo 4.5 e 4.7 sono state registrate alle 10.25 e alle 10.27.

Dopo una mattinata fitta di repliche di forte intensità, una scossa di magnitudo 5.3 è stata registrata alle 12.56 e una di 5.1 alle 13.01. A causa di queste repliche a Mantova è crollato il cupolino del campanile della basilica palatina di Santa Barbara annessa a palazzo Ducale. Dopo la prima forte scossa di questa mattina, la cupola della basilica cinquecentesca era già andata fuori asse. A Mantova si registrano danni al museo Diocesano e a Palazzo Te’ e in tutto il basso mantovano si registrano danni ad abitazioni e chiese.

Le risorse per fronteggiare i danni e gli interventi del terremoto in Emilia potrebbero arrivare da un mini-aumento dell’accisa sulla benzina. La decisione sarà domani sul tavolo del Consiglio dei Ministri.

La violenta scossa di terremoto che si è abbattuta oggi alle 9 sull’Emilia «non è stata una scossa di assestamento, ma un nuovo terremoto», indipendente cioè da quello altrettanto violento che si è verificato il 20 maggio sempre in Emilia. È quanto ha precisato il capo della protezione civile Franco Gabrielli, nel corso del [i]summit[/i] sull’emergenza sisma iniziato alle 14 e conclusosi alle 15.20 nel centro provinciale della protezione civile di Modena, a Marzaglia.

Il terremoto che questa mattina ha colpito l’Emilia Romagna potrebbe essere connesso alla «stessa faglia o ad una faglia parallela, orientata nello stesso modo di quella attivata il 20 maggio». A precisarlo, attraverso una relazione, è l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Sui luoghi del terremoto «serve urgentemente acqua potabile». È quanto sostiene la Protezione Civile di Sassuolo – al lavoro sin dalle ore della prima scossa del 20 maggio scorso – che invita i cittadini del comune emiliano a contribuire in aiuto della popolazione colpita.

«Chiunque ne abbia la possibilità e la volontà – è l’appello contenuto in una nota – è invitato a recapitare bottiglie d’acqua presso il magazzino comunale dal quale è già partito un furgone carico di bottiglie intorno a mezzogiorno mentre un secondo è in partenza proprio in queste ore».

Per far fronte all’emergenza terremoto le forze armate stanno impiegando, su richiesta delle Prefetture di Ferrara e Modena, circa 185 militari e oltre 85 mezzi vari.

La Procura di Modena aprirà fascicoli per le persone morte nel sisma di oggi. Per ora non sono stati avviati gli accertamenti in attesa di avere una percezione completa di quello che è accaduto. Il procuratore Vito Zincani ha costituito una unità di crisi rinforzando l’ufficio del Pm di turno esterno. Verranno aperti procedimenti guardando caso per caso, la natura dei procedimenti potrà essere infatti diversa. Un fascicolo conoscitivo era già stato aperto dal Procuratore Zincani, sul crollo di capannoni, anche di recente costruzione, provocato dal terremoto del 20 maggio nelle zone della Bassa modenese. Di questa inchiesta, molto tecnica, si occupa il procuratore aggiunto Lucia Musti.

Due uomini avrebbero perso la vita nel crollo del capannone dove stavano lavorando a San Felice Panaro, un terzo in un capannone a Mirandola.

{{*ExtraImg_34560_ArtImgRight_300x224_}}Una Vittima è stata accertata a Concordia, è un anziano morto per il crollo di un cornicione, a Nonantola un’altra.

I Vigili del fuoco confermano che alcuni operai sono rimasti seppelliti dalle macerie di un capannone industriale crollato a Medolla, nel modenese.

Una donna è morta a Cavezzo, sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi. Ci sarebbero anche dei feriti.

A Novi è morto Don Ivan martini il parroco della chiesa di S. Casterina a Rovereto, colpito dai calcinacci mentre stava facendo un sopralluogo insieme a un vigile del fuoco per cercare di recuperare la statua della Madonna. Don Ivan era parroco di santa caterian da 7 anni. Il vigile del fuoco è uscito illeso.

E’ stata, invece, smentita la morte del parroco del Duomo di Carpi.

Salgono a tre i morti estratti dalle macerie della Bbg a San Giacomo. Un morto alla Haemotronic di Medolla e altri sepolti.

Rolo: donna presa dal panico si butta dal secondo piano, è grave.

Due operai di un caseificio sono rimasti feriti, uno in modo gravissimo, a Castelvetro piacentino, nel deposito di stagionatura formaggi ‘Aimi’, per la caduta di un ingente quantitativo di forme di grana padano dagli scaffali. Riccardo Poli, cremonese, 20 anni, residente a Castelvetro, ha subito lo schiacciamento del torace ed è stato trasportato all’ospedale civile di Cremona in prognosi riservata. Laurentin Danut Popa, romeno, 44 anni, ha subito un trauma al piede giudicato guaribile in 30 giorni.

MILLE VIGILI DEL FUOCO AL LAVORO PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA TERREMOTO – Per fronteggiare l’emergenza terremoto «sono in arrivo altri rinforzi dei Vigili del Fuoco dal Nord Italia. Circa 220 uomini in tutto, tra cui squadre specializzate per la ricerca di persone sotto le macerie». Lo dice Luca Cari, capo ufficio stampa dei Vigili del Fuoco, spiegando che le unità specializzate «si uniscono agli 850 Vigili del Fuoco già al lavoro nelle zone colpite dal sisma» in Emilia Romagna.

Sono almeno 6 mila gli sfollati prodotti dal terremoto di oggi. Per l’accoglienza e l’assistenza si sta provvedendo all’invio di 7 nuove strutture mobili da altre regioni e con Federalberghi si sta cercando di incrementare la possibilità di sistemare le persone in hotel.

Cavezzo, cani tra le macerie per le ricerche di una donna di cui non si hanno più notizie dopo il crollo del suo condominio.

È stato evacuato, in via precauzionale, l‘Ospedale di Carpi, nel Modenese. I pazienti della Rianimazione saranno ospitati nelle strutture di Parma. Sempre in via precauzionale, sono state effettuate alcune evacuazioni a Reggiolo, Correggio e Cento. Sono in corso il trasferimento a Bologna dei pazienti della residenza sanitaria assistita di Crevalcore (Bologna) e l’evacuazione degli ospiti delle strutture di Concordia e Cavezzo, nel Modenese.

Vasco Errani rassicura la popolazione con al fianco il Presidente del Consiglio Mario Monti: «Riconosceremo i danni ai cittadini e alle imprese».

Monti: «L’impegno dello stato sarà garantito. Voglio assicurare che lo stato farà tutto quello che deve essere fatto per i soccorsi, l’assistenza e la ripresa delle persone e per le imprese, realtà molto importanti per l’economia di tutta Italia».

CAVEZZO, LA TENDOPOLI SOLO DOMANI. Il Comune di Cavezzo fa sapere che la tendopoli è in via di allestimento nella campagna in periferia ma sarà pronta solo nella giornata di domani. Per questa sera si invitano tutti i cittadini a dormire in auto o, meglio, a trovare alloggio da amici e parenti in altre zone.

NUMERI DI EMERGENZA PER LE ZONE COLPITE

Ferrara: 0532771546;
Modena 059200200;
Mirandola 0535611039;
San Felice 800210644;
Cento 3332602730

INGV, ANCORA REPLICHE FORTI – «La sequenza è destinata a durare nel tempo e a decrescere di intensità, ma con episodi di forte recrudescenza: in pratica ci saranno tante scosse per lo più piccole, ma anche superiori a magnitudo 4 e, in mezzo, anche di magnitudo paragonabili a quelle del 20 maggio e di stamattina». Il sismologo Walter Marzocchi, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, spiega così il fenomeno sismico che sta interessando l’Emilia Romagna, con ”repliche” anche molto forti e ravvicinate, che creano grande allarme nella popolazione.

Sono decine i capannoni crollati a Mirandola in seguito alla scossa avvenuta questa mattina fra le province di Modena e Ferrara. All’interno di queste fabbriche si trovavano numerosi dipendenti che stavano tentando di riordinare i macchinari per ricominciare a lavorare dopo la scossa del 20 maggio.

INGV: ‘FORSE ROTTA NUOVA FAGLIA’ – Potrebbe essere la rottura di una nuova faglia all’origine del terremoto avvenuto questa mattina nel modenese. Il sisma è avvenuto sul margine occidentale dell’arco di circa 40 chilometri attivato nel sisma del 20 maggio scorso. Allora le scosse più forti erano avvenute nella zona orientale. «Si temeva che con una struttura così complessa, potesse esserci spazio per altri terremoti di grande entità», ha detto il sismologo dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Alessandro Amato.

CNR, IN EMILIA TERREMOTI COSI’ FORTI NON REGISTRATI DA OLTRE 500 ANNI: Erano almeno cinque secoli che in Emilia, zona tradizionalmente non sismica, non si registravano scosse così forti come quelle di questi giorni. Lo ha detto Giovanni Gregori, geofisico del Cnr, intervistato da SkyTg24. «La penisola italiana si sta riorganizzando dal punto di vista geologico – ha detto – succede con tempi secolari. In questa zona terremoti di questa intensità si sono registrati mezzo millennio fa. L’Italia è come una sbarra rettangolare compressa dall’Africa, nel giro di qualche decina di milioni di anni verrà schiacciata alla penisola balcanica. Ha dei punti di attrito che periodicamente si rilasciano. Le zone con maggiore sismicità sono quattro: Irpinia, l’Aquilano, l’Umbria e il Friuli».

IL PD HA APERTO UN CONTO CORRENTE PER LE DONAZIONI: 

Conto corrente IT02 N031 2702 4100 0000 000 1 494

Presso UNIPOL BANCA

Intestato

“EMERGENZA TERREMOTO EMILIA – ROMAGNA”

Partito Democratico Emilia-Romagna

Causale

TERREMOTO EMILIA – ROMAGNA

La scossa è stata avvertita chiaramente anche a Milano e in Toscana. In Versilia la scossa ha fatto scattare numerosi allarmi e provocato scene di panico nelle scuole e negli uffici pubblici. A Firenze sono state interrotte le lezioni e sono stati predisposti i piani di evacuazione. Come prevede il protocollo, gli alunni della Pieraccini insieme ai professori si stanno incamminando verso il ‘punto di raccolta’ in piazza Indipendenza.

Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato una serie di iniziative di natura finanziaria a favore delle imprese e delle popolazioni residenti nelle province di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova, colpite dal terremoto. E’ prevista la sospensione delle rate di mutuo fino a 12 mesi per i privati che abitano nelle zone colpite dal terremoto e che ne facciano richiesta e l‘istituzione di un plafond di 50 milioni di euro, da erogare sotto forma di mutui fondiari, chirografari e piccoli prestiti. Le finalità riguardano la ristrutturazione/ricostruzione dell’immobile danneggiato, nonchè la copertura delle spese da sostenere per fronteggiare le prime necessità.

FERROVIE RIPERCUSSIONI SU CIRCOLAZIONE: La forte scossa di terremoto che ha interessato il Nord Italia sta avendo ripercussioni sulla circolazione dei treni. Lo comunicano Fs, le quali spiegano che si viaggia con riduzione di velocità a 100 km/h sulle linee AV Bologna – Milano e Bologna – Firenze e sulle linee Bologna – Prato e Bologna – Rimini. Per consentire le verifiche sulla stabilità delle infrastrutture la circolazione è sospesa sulle linee Bologna – Verona, Bologna – Padova, Bologna – Piacenza e Verona – Modena. Non ci sono treni fermi in linea.

TRENI, NESSUNA PENALE PER MODIFICA PRENOTAZIONE – «A fronte della particolare situazione, per tutta la giornata Trenitalia ha disposto che i clienti possano modificare la prenotazione o rinunciare a mettersi in viaggio senza incorrere in alcuna maggiorazione o penalità. Nessuna maggiorazione o sovrapprezzo sono previsti sia che il cliente si rivolga ai tradizionali canali di vendita sia che la richiesta sia fatta a bordo treno». La comunicazione arriva da Ferrovie dello Stato che tuttavia rassicura i viaggiatori, sottolineando che attualmente non si registrano interruzioni alla circolazione ferroviaria. Secondo i rilievi delle Ferrovie dello Stato infatti «risulta pressoché regolare la circolazione sulle linee ad Alta Velocità» con una sola riduzione a 200 Km/h sulla Milano-Bologna, tra Piacenza Ovest e San Pellegrino. Sulla linea Modena-Suzzara-Mantova-Verona, completamente riattivata alle 15.45, i treni transitano ora con una riduzione a 80 Km/h nel solo tratto tra Suzzara e Mantova. Riattivata su entrambi i binari la circolazione tra Piacenza e Bologna, con una riduzione a 100 Km/h tra Parma e Bologna. Permangono riduzioni precauzionali di velocità anche tra Verona e San Bonifacio a 30 km/h; tra Ravenna e Faenza e tra Ravenna e Castel Bolognese, a 60 km/h e, infine, tra Bologna e Ferrara a 100 km/h.

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