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L’Aquila, pratiche “E”: guerra di cifre Comune – Commissario

L’Aquila, 3 mag 2012 – «Piacerebbe anche a me, da amministratore, ma soprattutto da cittadino aquilano, che la filiera avesse concluso l’istruttoria delle richieste di contributo presentate entro il 31 agosto, per le abitazioni E della periferia, come si apprende oggi dal Commissario Chiodi. Era nei patti che lui stesso aveva stretto con gli aquilani. Purtroppo i fatti, anzi i numeri, difficilmente mistificabili, dicono l’esatto contrario». Lo afferma l’assessore comunale alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano.

«Sono stati infatti diffusi esclusivamente i dati Reluis, – prosegue l’assessore – mentre, artatamente, si é glissato su quelli Cineas a cui bisogna purtroppo far riferimento per l’emissione di contributo. Gli ultimi dati Cineas dicono che é 1992 il numero delle pratiche ferme per le quali la stessa Cineas ha richiesto ai tecnici incaricati le integrazioni. Inoltre, di queste 1992, ben 486 sono quelle che si riferiscono alle parti comuni degli edifici in istruttoria; il Commissario sa bene che senza l’istruttoria delle parti comuni, sono di fatto bloccate anche le private che vi fanno riferimento. Se a questo aggiungiamo che le 486 parti comuni da esaminare a Cineas, costituiscono il 40% del totale delle pratiche di parti comuni presentate entro il 31 agosto, il quadro diventa addirittura sconfortante, perché delinea di rimando la gravità dell’impasse in cui si trovano migliaia di cittadini».

«Nella settimana compresa tra il 20 aprile ed il 2 maggio scorso, Cineas ha portato a conclusione 85 parti comuni che mettono in condizione il Comune di lavorare le pratiche di contributo dei relativi condomini. Consiglio il Commissario Chiodi – aggiunge Di Stefano – di astenersi dal diffondere notizie fuorvianti ed illusorie e gli rammento che lui stesso solo due settimane fa rivolse ai tecnici progettisti un appello per esortarli a presentare 2300 integrazioni di pratiche ferme a  Cineas. Da allora tutto é stato risolto? Secondo Chiodi, la filiera avrebbe dato persino l’avvio all’esame delle pratiche consegnate a partire dal 1° settembre 2011, che, come previsto dall’art. 19 dell’Opcm 4013, saranno concluse entro il 31 dicembre 2012. Approfitto del clima miracolistico nel quale nuota il Commissario – conclude – per esortarlo a non dimenticarsi che L’Aquila ha anche un centro storico importante e un notevole numero di frazioni; spero non si voglia e non si debba aspettare il 2013 per iniziare l’esame di quelle pratiche, vitali per la ricostruzione, dunque per la ripresa della vita economica e sociale. Il Comune dell’Aquila ha più volte avanzato le opportune proposte per fare in modo che anche le pratiche dei centri storici siano liberate in tempi accettabili».