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Profumo a L’Aquila: le comunità intelligenti non hanno alla base la tecnologia, ma la necessità del cittadino

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L’Aquila, 18 apr 2012 – «Le comunità intelligenti non hanno alla base la tecnologia, ma le necessità e i bisogni del cittadino», una smart city deve portare il servizio alla sua communities, il vantaggio della creazione di città intelligenti è proprio quello di coprire le esigenze specifiche. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, ha spiegato oggi il concetto di smart city and communities affermando che «il nostro paese è un grande paese, ma ha delle difficoltà a trasformare la creatività in un sistema più ampio; passare dal prototipo al prodotto finito».

Le regioni coinvolte in questa programma sono in prima istanza otto, Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, definite della “convergenza” mentre Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna dette della “competitività”.

Il ministro Profumo ha iniziato il suo viaggio itinerante nelle regioni centro-meridionali per creare dei canali comunicativi diretti con i presidenti delle regioni coinvolte e con la popolazione, al fine di rendere il progetto altamente condiviso. I settori ai quali è rivolta l’offerta smart sono molteplici: scuola, sanità, mobilità, energia, turismo, cultura e così via e le regioni devono essere in grado di individuare le loro priorità per poter agire in maniera sistematica ed efficiente.

Per ogni campo d’azione deve esserci un progetto pilota, che nella sua parte hard, infrastrutturale, rimarrà a disposizione del territorio e nella sua parte soft, progettuale, sarà gestista a livello centrale per poter essere condivisa con le altre regioni. Fondi europei pari a 240 milioni di euro e fondi provenienti dalle regioni stesse come ricorda il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, presente all’incontro, «l’Abruzzo partecipa al progetto smart city con fondi regionali e l’obiettivo della nostra regione è quello di creare delle città creative che riescano a migliorare la qualità della vita e ci consentano di vivere in un ambiente innovativo e aperto».

Il bando relativo alle prime otto regioni scadrà il prossimo 30 aprile e il Ministro Profumo parla di «una risposta che deve nascere dalle comunità stesse attraverso le imprese, gli enti, le università e i professionisti che dovranno coinvolgere gli studenti, che rappresentano il nostro avvenire così da poter avviare nuove iniziative imprenditoriali atte alla creazione di  nuovi posti di lavoro. Stiamo costruendo un bene partendo dal basso».

Durante l’incontro sono state inviate a parlare alcune associazioni ed aziende interessate al bando, che hanno illustrato al Ministro e al Presidente la loro idea di smart city e il loro programma d’attuazione supportato dallo sviluppo di tecnologie innovative ed hanno espresso la volontà comune di lavorare in sinergia per poter coprire al meglio le esigenze della comunità abruzzese. (p.m)

CHIODI: INIZIATIVA IMPORTANTISSIMA –  «E’ un’iniziativa importantissima – ha commentato il presidente della Regione – nata da un’idea del Ministro che ha convocato le Regioni de Mezzogiorno alle quali ha sottoposto questa nuova concezione della città. L’obiettivo è il miglioramento della qualità della vita in città ‘intelligenti’ in grado di rispondere alle esigenze moderne della popolazione e di fondare la propria crescita su sistemi innovativi».

Secondo l’impostazione del Governo, le Smart Cities saranno finanziate con il recupero dei fondi europei in pericolo di disimpegno dei progetti PON delle regioni inserite in Obiettivo Convergenza . L’Abruzzo è fuori dalle Regioni in Obiettivo Convergenza e soprattutto non ha problemi di disimpegno dei fondi strutturali europei «avendoli pienamente impiegati», ma il presidente della Regione per l’Abruzzo ha dato la sua disponibilità. «Perché – ha detto – ci piace l’idea di una città con un ambiente creativo aperto all’innovazione, in grado di favorire il processo di apertura mentale, essenziale e indispensabile per la crescita e la maturazione di una società. Per la realizzazione delle Smart Cities la Regione, quindi, dovrà far riferimento a fondi del proprio bilancio».

Il bando prevede risorse per 240 milioni di euro, di cui 200 destinati a progetti "hard" che riguardano le grandi imprese fino ad un massimo di 5, con una soglia minima di finanziamento di 15 milioni; gli altri 40 milioni rappresentano una quota di riserva per progetti "soft" di "social innovation" rivolti soprattutto ai giovani.

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