Sicurezza, Mancini: «Necessaria attività preventiva a L’Aquila»

 L’Aquila, 16 mar 2012 – «Ritengo necessaria un’efficace attività preventiva, nonché un’adeguata azione di contrasto ai fenomeni degenerativi che provocano nella comunità un rilevante allarme sociale, da attuare in sinergia con le altre istituzioni deputate a garantire la sicurezza del territorio». Queste le parole di Angelo Mancini che in una nota spiega la necessità «non più rinviabile» ci risolvere la vicenda dei poliziotti aggregati alla questura dell’Aquila, dopo il 6 aprile 2009.

«Inizialmente settanta, oggi qualche unità in meno, tutti aquilani in comando presso altre province da diversi anni, con coniugi, figli e genitori residenti all’Aquila – spiega Mancini –  Sono soprattutto giovani che il 6 aprile hanno avuto vittime fra i familiari e parenti, con le case inagibili e familiari che hanno perso il lavoro. Ma, la di là delle vicende umane che hanno segnato la loro vita, sono indispensabili per garantire un minimo di sicurezza nel territorio del Comune dell’Aquila. La loro presenza all’Aquila è a costo zero, non gli vengono pagati neppure gli straordinari, ma è determinante che un’ordinanza del presidente del consiglio dei Ministri codifichila loro aggregazione alla Questura aquilana almeno fino alla fine dell’emergenza».

«Nel frattempo, in maniera graduale, si creino le condizioni per una loro assegnazione definitiva, come è successo per le altre forze di polizia. Va potenziato inoltre l’organico della Polizia municipale, con l’assunzione del personale già inserito nella graduatoria ad esaurimento, onde garantire, in collaborazione con le altre forze dell’ordine, presidi territoriali nei nuovi insediamenti abitativi – conclude – È necessario installare sistemi di televigilanza nelle zone a più alto rischio, recuperare rapidamente gli spazi danneggiati e potenziare l’illuminazione pubblica, in particolare lungo le strade che conducono ai quartieri del Progetto Case e Map».