Dramma a Pescara: il calciatore Morosini muore dopo malore in campo

Pescara, 14 apr 2012  – Il calciatore del Livorno Piermario Morosini è morto in seguito ad un grave malore avuto nel corso della partita Pescara-Livorno che si stava disputando nello stadio Pescara. La notizia del decesso del 25enne è stata confermata dal cardiologo dell’ospedale di Pescara Edoardo De Blasio. Subito dopo scene di dolore straziante tra i giocatori del Livorno che hanno saputo in diretta la morte del loro compagno di squadra.

IL MALORE E I SOCCORSI – Il calciatore, intorno alla mezz’ora del primo tempo di gioco, si era accasciato al suolo ed era stato subito soccorso con un massaggio cardiaco e trasportato in ospedale.  Al momento dell’ingresso dell’ambulanza sul campo molti giocatori erano in lacrime o con le mani ai capelli per quanto stava accadendo. Mentre il centrocampista veniva soccorso con un defibrillatore e i suoi compagni piangevano, il pubblico ha subito chiesto a gran voce di sospendere la partita. Cosa che effettivamente è subito accaduta: la gara è stata sospesa e rinviata a data da destinarsi.  Sugli spalti anche un tifoso ha avuto un malore ed è stato soccorso.  

Al calciatore sono state praticate manovre di ventilazione e rianimazione, poi è stato intubato, i tentativi di soccorso praticati in ospedale –  dove gli era stato anche applicato un pacemaker provvisorio ed era stato posto in coma farmacologico – non sono purtroppo bastati a salvargli la vita.

A soccorrerlo per primo allo stadio, dove stava seguendo la partita, scendendo dagli spalti e raggiungendo il campo, è stato Leonardo Paloscia, primario di Emodinamica all’ospedale di Pescara, che lo ha assistito fino all’arrivo al pronto soccorso. «Quando sono sceso in campo Morosini era in arresto cardiaco e respiratorio, abbiamo praticato il massaggio cardiaco per un’ora e mezza prima solo manualmente e poi con diversi strumenti, ma non c’é stato nulla da fare. Non si può dire se la causa sia cerebrale o cardiaca, questo può stabilirlo solo una eventuale autopsia» ha spiegato Paloscia. «Sono schizzato in campo perché ho capito subito che la situazione era seria, grave – ha aggiunto il massaggiatore del Pescara, Claudio D’Arcangelo, tra i primi a soccorrere Morosini – Non ho neanche atteso l’ok dell’arbitro: gli ho subito fatto il massaggio cardiaco e per un attimo ho avuto la sensazione si fosse ripreso, ma non c’é stato niente da fare». Il massaggiatore ha confermato che i soccorsi sono stati immediati, e che tutti volevano dare una mano, anche i giocatori del Pescara.

Secondo quanto diffuso dall’agenzia Ansa l’ambulanza che ha soccorso Morosini sarebbe rimasta bloccata per qualche minuto da un’auto che ostacolava l’ingresso al campo, per rimuovere il mezzo sarebbe stato rotto un vetro. Tuttavia, come ha sottolineato il cardiologo Paloscia «un minuto in più o un minuto in meno nei soccorsi non sarebbe servito a nulla. Il cuore si è fermato e non ha più ripreso a battere. Abbiamo infatti provato a rianimarlo in ogni modo per un’ora e mezza, ma tutto è stato inutile».

Il comune di Pescara ha comunque deciso «l’apertura di un’inchiesta interna» per accertare che cosa sia accaduto nei pressi del campo dello stadio di Pescara in merito ai soccorsi al giovane calciatore. Lo ha annunciato l’assessore alla Polizia municipale Gianni Santilli, rispondendo alle polemiche sulla presunta presenza di un’auto della polizia municipale, che avrebbe intralciato il passaggio dell’ambulanza. «Se ci sono stati errori e leggerezze lo verificheremo – ha detto l’assessore – Faremo piena luce e chiarezza sulla vicenda, assumendo tutti i provvedimenti necessari. Già abbiamo garantito la massima disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria affinché venga fatta piena luce e chiarezza su un dramma che ha sconvolto l’intera città, ma che non può e non deve generare processi di piazza. Mi preme però sottolineare che, come emerge anche dalle riprese televisive, i soccorsi in campo ci sono stati e sono stati tempestivi perché durante ogni incontro di calcio a bordo campo ci sono medici, 3 defibrillatori e medicinali. Tutte le manovre della rianimazione – prosegue – sono state effettuate in maniera tempestiva direttamente sul campo, come previsto dal protocollo, anche dal primario di Cardiologia dell’ospedale civile, Leonardo Paloscia. Ora è il momento del dolore e del raccoglimento attorno agli amici e ai parenti più prossimi di Morosini».

DISPOSTA AUTOPSIA – «Credo che il giovane Morosini sia morto per un’aritmia cardiaca» ha commentato il professor Ciro Campanella, cardiochirurgo e primario all’ospedale San Filippo Neri di Roma, in una nota. «C’é la possibilità – prosegue Campanella – di individuare i soggetti aritmici, ma i sistemi sono invasivi ed è difficile praticarli in maniera indiscriminata. Si tratterebbe di provocare con un catetere un’aritmia nei soggetti a rischio, ma non sempre è possibile, anzi quasi sempre non lo è, poterli individuare». «Noi siamo a disposizione – conclude – sia del presidente Petrucci che del presidente Abete per qualsiasi incontro che possa servire ad evitare episodi che stanno avendo una frequenza eccessiva».

Secondo cardiologo sportivo Bruno Carù, invece, la causa della morte potrebbe essere stata la rottura di un aneurisma cerebrale. Intervistato da Sky Tg24, il cardiologo ha sostenuto che da quanto ha potuto vedere attraverso le immagini televisive e dai primi resoconti giornalistici sull’accaduto, «la situazione non era recuperabile nonostante gli immediati soccorsi e la dotazione di appropriate apparecchiature in campo. I possibili tentativi di rianimazione sono stati tutti operati».

La salma di Piermario Morosini è stata trasferita nell’obitorio dell’ospedale civile di Pescara. Il pm della Procura pescarese Valentina D’Agostino ha disposto l’autopsia, che è stata affidata all’anatomopatologo Cristian D’Ovidio. Potrà essere effettuata trascorse le 24 ore dall’accertamento della morte, quindi non prima di domani pomeriggio o lunedì mattina. In ogni caso, occorrerà attendere che il Pm formuli i quesiti specifici ai quali dovrà rispondere il medico incaricato.

In queste ore tutti stanno cercando Zdenek Zeman, che è letteralmente sparito dalla circolazione. E’ andato via in silenzio dallo stadio dopo la tragedia di oggi. Il perché lo spiega il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani: «Il boemo è ancora scosso per la tragica morte del preparatore dei portieri Mancini di qualche settimana fa – ha detto – lui è ancora sotto choc per quella tragica scomparsa, e per lui questa di Morosini è una mazzata finale».

Alcuni tifosi del Livorno si sono radunati sotto la pioggia allo stadio appena saputa la notizia della morte del giovane calciatore. Nel piccolo gruppo di tifosi c’era anche Paolo Venturi, presidente del Coordinamento dei club amaranto: «Non avevo ancora avuto il piacere di conoscerlo, ma sono pietrificato – dice Venturi – Un ragazzo di 26 anni vederlo morire così. Siamo rimasti incollati alla radio mentre si rincorrevano le notizie, ad un certo punto sembrava ce la facesse perché a soccorrerlo dicevano ci fosse un medico del Pescara che è cardiologo. Poi é arrivata da Sky la notizia che non volevamo sentire. Davanti a una tragedia del genere passa tutto in secondo piano, non ci sono parole».

CARRIERA STRONCATA A 25 ANNI – Nato a Bergamo il 5 luglio 1986, Piermario Morosini era cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, con cui aveva perso nel 2005 la finale del Campionato Primavera contro la Roma. Subito dopo, Morosini – rimasto orfano quando non era nemmeno maggiorenne (la mamma Camilla è scomparsa nel 2001, il padre Aldo nel 2003) – viene prelevato dall’Udinese in comproprietà. Nei friulani si divide tra Primavera e prima squadra, colleziona 5 presenze in A (debutta in una partita contro l’Inter) e anche una in Coppa Uefa ma nella stagi
one 2006-07 viene mandato a farsi le ossa in B, col Bologna. L’anno dopo, riscattato dall’Udinese, viene mandato al Vicenza, dove resta fino al 2009. E con i biancorossi si guadagna un posto nell’Under 21 che va a giocare gli Europei in Svezia, prima di proseguire il suo girovagare che lo porta a Reggio Calabria, Padova e ancora Vicenza. La scorsa estate il ritorno a Udine, prima del prestito al Livorno fino al prossimo giugno per rilanciarsi. Una carriera oggi interrotta per sempre.

FIGC DISPONE SOSPENSIONE DI TUTTI I CAMPIONATI – La Figc, in seguito alla morte di Morosini, ha disposto la sospensione della giornata di tutti i campionati di calcio in programma in questo fine settimana e lunedì. Lo ha confermato il direttore generale della Federcalcio, Antonello Valentini. Il presidente del Coni, Giovanni Petrucci, ha invitato le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si disputeranno in Italia da questo momento e per tutto il weekend in memoria del calciatore.

«Come da comunicazioni ufficiali della Federazione Italiana Giuoco Calcio – precisa il comitato regionale abruzzese Figc Lnd attraverso una nota –  anche tutte le gare organizzate dal comitato Abruzzo a livello regionale, provinciale  e locale – settore giovanile compreso – in programma domenica 15 aprile 2012 e lunedì 16 aprile 2012 non verranno disputate per onorare il lutto del calciatore Morosini. Per quanto riguarda il solo campionato di Eccellenza, per la regolarità dello stesso, le gare della 15a giornata di ritorno programmate per domenica 15 aprile 2012 slittano a mercoledì 18 aprile 2012 – stessi orari, stessi campi – mentre le gare programmate precedentemente per mercoledì 18 aprile 2012 – recupero 8a di ritorno – saranno recuperate a data da destinarsi. Per quanto riguarda tutti gli altri campionati, le gare sospese saranno recuperate secondo una programmazione che sarà resa nota a breve».

IL MALORE E I SOCCORSI [VIDEO]LA TRAGEDIA FA IL GIRO DEL MONDO

La tragica morte del centrocampista 25enne, in una manciata di ore ha fatto il giro del mondo balzando sui siti dei principali quotidiani sportivi e generalisti internazionali. E tutti ricordano come una nuova tragedia abbia colpito il calcio europeo a solo un mese dal collasso in campo di Fabrice Muamba, il giocatore del Bolton colpito sul campo da un arresto cardiaco e miracolosamente salvato nelle ore successive.

In Gran Bretagna la notizia è sulle pagine online dei maggiori quotidiani. «Il calciatore italiano Morosini muore dopo un collasso in campo», è il titolo della BBC che ricorda come in Italia, da quando è stato introdotto l’esame obbligatorio cardiocircolatorio per chi pratica attività agonistica da professionista, «l’incidenza dei decessi per arresto cardiaco dei giovani atleti è stata ridotta del 90% negli ultimi 30 anni». Il DAILY MAIL si sofferma sulle polemiche sul ritardo con cui sarebbe arrivata l’autoambulanza, mentre la morte di Morosini è in evidenza anche su DAILY TELEGRAPH, THE INDEPENDENT, THE SUN e DAILY MIRROR, e tutti ricordano come la tragedia del giocatore amaranto sia giunta solo quattro settimane dopo l’arresto cardiaco subito in campo dal centrocampista del Bolton Muamba.

«Otra muerte, un’altra morte colpisce il calcio», è il titolo dello spagnolo EL PAIS che scrive come, «dopo essersi ripreso dallo spavento di Muamba, il calcio europeo torni ad essere colpito da una tragedia». EL MUNDO ripercorre la biografia del calciatore, nel 2009 agli Europei con l’Under 21, e ricorda che lo sfortunato Morosini, tra il 2001 e il 2003 aveva perso entrambi i genitori. Unanime il cordoglio dei maggiori fogli sportivi iberici. MARCA, oltre alla cronaca, cita i numerosi precedenti alla tragedia di oggi in un articolo intitolato «Una lista troppo lunga», in cui si evidenzia come «un’altra giornata di lutto abbia colpito il calcio mondiale. E già sono troppe. La Fifa deve agire quanto prima per evitare nuove tragedie».

La drammatica immagine di Morosini riverso sul campo è in prima su AS, mentre il catalano MUNDO DEPORTIVO mette la notizia in prima con il titolo «Un’altra morte nel calcio». I

n Francia «Dramma a Pescara, Morosini è morto. L’Italia si ferma», è il titolo di EUROSPORT, mentre L’EQUIPE scrive «La Serie A sotto choc» e nella cronaca della tragedia titola «Morosini non è sopravvissuto». «Tragica morte di Morosini» é il titolo in prima di FRANCE FOOTBALL e la notizia è in evidenza anche su LE FIGARO.

In Germania il dramma dell’Adriatico balza sui principali quotidiani, dallo SPIEGEL ONLINE alla FRANKFURTER ALLGEMEINE, fino alla BILD che pubblica il video dell’accaduto. La tragedia di Morosini, infine, varca anche l’Atlantico: negli Stati Uniti balza sulle pagine del WASHINGTON POST, della CNN e di USA TODAY; così come in Sudamerica è ripresa da numerosi media, dall’Ecuador all’Argentina, dove il CLARIN titola in prima: «Dolore in Italia per la morte di un calciatore».

OMAGGIO IN SPAGNA, 1′ SILENZIO AL BERNABEU  – Un minuto di silenzio è stato osservato allo stadio Santiago Bernabeu prima del match di Liga fra Real Madrid e Sporting Gijon per ricordare Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto oggi per un arresto cardiaco in campo. Al fischio dell’arbitro Perez Montero, i giocatori delle due squadre si sono abbracciati e allineati intorno al cerchio di centrocampo, il pubblico si è alzato in piedi, sui tabelloni è apparsa la foto del giocatore scomparso e gli altoparlanti dello stadio hanno diffuso una musica struggente.

TROPPI DRAMMI NEL MONDO DELLO SPORT

Il volto drammatico dello sport moderno torna a riaffacciarsi con prepotenza, trascinandolo nella cronaca: il cuore che tradisce l’atleta proprio mentre è in campo. Erano ancora fresche nella memoria le immagini dei crolli a marzo di Fabrice Muamba a White Hart Lane e del pallavolista Vigor Bovolenta a Macerata; oggi la tragedia ha colpito Piermario Morosini. Ancora uno choc in diretta: per tutti gli altri in campo, per gli spettatori, a casa e allo stadio, fra loro forse anche i familiari. Decisivi, a quel punto, sono le condizioni dell’atleta che affronta l’arresto cardiaco, così come la tempestività dei soccorsi.

Muamba oggi racconta la sua esperienza, Bovolenta e Morosini purtroppo no. Prima di loro era già lunghissima la lista di altri episodi drammatici. Lo scorso agosto il decesso di Naoki Matsuda, 34 anni, difensore ed ex nazionale del Giappone che aveva disputato il Mondiale di casa del 2002. Morì a due giorni dal ricovero d’urgenza, dopo aver perso i sensi durante un allenamento con la sua squadra di club, il Matsumoto Yamaga. Tra le scomparse più choccanti, poi, c’era stata quella di Antonio Puerta (nella foto accanto), giocatore della Nazionale spagnola e del Siviglia, crollato in campo nel 2007 durante una partita col Getafe. Dopo l’arresto, gli fu praticato il massaggio cardiaco e tornò nello spogliatoio, ma poi fu colpito da un nuovo, fatale arresto cardiaco. L’autopsia stabilì che soffriva di una displasia ventricolare destra, un’aritmia visibile solo ad esami approfonditi. Nel 2003 era stato lutto mondiale per Marc Foé, 28enne centrocampista del Camerun, stroncato da un arresto cardiaco in una partita di Confederations Cup. Ma la storia del calcio italiano si intreccia con tragedia sportive in campo. Impossibile dimenticare il caso di Giuliano Taccola, attaccante della Roma fulminato nel ’69 da un infarto nello spogliatoio di Cagliar
i e morto sull’ambulanza nel trasporto in ospedale. Allora c’era solo il precedente di Ferraris IV, mediano campione del mondo morto in campo per infarto, ma in una partita di vecchie glorie, quando aveva 43 anni. Il 30 ottobre 1977 fu la volta di Renato Curi, durante un Perugia-Juventus che era partita di vertice anche per gli umbri. Il 24enne centrocampista fece uno scatto, poi il crollo. Scena analoga, ma esito fortunatamente diverso dodici anni dopo, sul campo del Bologna, quando ad accasciarsi sull’erba fu Lionello Manfredonia. Arresto cardiaco, intervento di soccorso immediato e salvataggio.

LE REAZIONI 

GNUDI, CONTROLLI MEDICI ACCURATI E FREQUENTI – «Prima di ogni cosa voglio esprimere il mio dolore per la scomparsa del giovane Piermario Morosini e cordoglio alla famiglia e agli amici del giovane campione. E’ sempre difficile accettare la morte di un giovane di 25 anni, tanto più in un contesto di divertimento e di gioco. Il recente ripetersi di drammatici avvenimenti di questo tipo ci deve anche sensibilizzare sulla necessità di fare tutto il possibile per garantire controlli medici accurati e frequenti, per limitare in ogni modo la possibilità che episodi analoghi abbiano a replicarsi». Lo ha dichiarato il Ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi. 

CAPO POLIZIA, GIUSTO SOSPENDERE CAMPIONATO – «Apprezzo profondamente la decisione del presidente della Figc, Abete di sospendere la giornata di campionato. Il mondo dello sport e tutti gli attori che ne fanno parte, compresi gli operatori della sicurezza, devono inchinarsi, come hanno fatto oggi, di fronte a tragedie del genere»  ha detto all’Ansa, che lo ha raggiunto telefonicamente, il capo della Polizia, Antonio Manganelli. «La sospensione del campionato – ha aggiunto – è doveroso omaggio ai valori a cui deve ispirarsi l’essere umano e lo sport».

FORUM GIOVANI, PIU’ CONTROLLI E PREVENZIONE – «Basta con queste tragedie in campo. Dopo gli episodi che hanno colpito Muamba e Bovolenta oggi è toccato a Piermario Morosini, non si può morire di sport a 26 anni»: è l’amara dichiarazione di Andrea Roberti membro del direttivo del Forum Nazionale dei Giovani e portavoce della campagna di prevenzione "Non mi gioco il cuore". «Bisogna intervenire con forza per una revisione completa delle regole che disciplinano le visite mediche e i controlli a tutti i livelli, e che obblighino le società sportive a dotarsi dell’attrezzatura adeguata a gestire i rischi fisici. Non possiamo più accettare passivamente che accadano tragedie del genere. Chiediamo al Coni e alle diverse Federazioni – conclude Roberti – di dotare di un defibrillatore ogni struttura sportiva di qualunque grado, dalle palestre amatoriali ai centri agonistici, è fondamentale che in nessun ambiente in cui giovani vengono messi sotto sforzo ci si trovi impreparati a gestire emergenze di carattere fisico. Chiediamo al ministro della Salute e dello Sport e al Presidente del Coni un tavolo di concertazione per accogliere le nostre richieste e trovare dei rimedi efficaci per porre fine a queste disgrazie».

PRESIDENTE LIVORNO: PER NOI MOMENTO DURISSIMO – «Siamo tutti a terra. Per noi è un momento durissimo, dal quale dovremo provare a uscire tutti insieme». Il presidente del Livorno, Aldo Spinelli, ha commentato così la morte di Morosini. «Dobbiamo avere coraggio – ha aggiunto con la voce rotta dall’emozione – ma adesso siamo in stato confusionale. Purtroppo contro il destino non c’é niente da fare».

IANNASCOLI (AD PESCARA) «C’E’ DAVVERO DA RIFLETTERE…»– «Speravamo in una buona notizia che purtroppo non è arrivata». Questo l’amaro commento di Danilo Iannascoli, amministratore delegato del Pescara, a Sky Sport 24. «Speravamo che ce la potesse fare. Abbiamo vissuto un altro dramma a 15 giorni dal nostro preparatore atletico Mancini. Lui era da solo..». Iannascoli ha aggiunto: «Non è possibile che possano succedere queste cose agli atleti, fermiamoci un attimo e riflettiamo. Ho visto questi occhi che mi stavano guardando, ero fiducioso, ho detto sta meglio, era in ottime mani del dottor Paloscia….era distrutto anche lui alla fine. Che possiamo fare? Una preghiera per questo ragazzo e sperare che non accada più. I giocatori sono sempre super controllati, veramente dobbiamo riflettere, hanno tutti i controlli del mondo e poi in campo a un ragazzo di 25 anni succede una cosa del genere».

PORTIERE PESCARA, «NON CI SONO PAROLE» – «Una disgrazia. Non ci sono parole». Lo ha detto il portiere del Pescara, Luca Anania, che ha assistito al momento in cui Morosini è stato colto da malore. «Avevano capito dalla panchina che era una cosa grave, quando l’arbitro ha sospeso ci siamo avvicinati e abbiamo capito. Siamo rimasti tutti scossi. Il pensiero va ai familiari che vedono la partita, poi abbiamo saputo che il ragazzo non ha neanche i genitori. Sospendere partita? Ci mancherebbe, con una persona che sta male a terra il calcio passa in secondo piano».

MARINELLI, «UN RAGAZZO STUPENDO E SFORTUNATO»  – Un ricordo commosso di Piermario Morosini arriva anche da Vincenzo Marinelli, team manager della Nazionale Under 21: «Sono distrutto, Piermario lo conoscevo da circa sei anni, perché è stato con noi prima con la Nazionale Under 17, poi con l’Under 21. Un grande atleta, un ragazzo stupendo, ma allo stesso tempo sfortunato, perché quando era molto giovane perse i genitori e qualche anno dopo, in tragiche circostanze, un fratello. So che ora sta arrivando la fidanzata».

FAVINI: ERA DOLCE E SFORTUNATISSIMO – «Pensavo che la vita l’avesse già provato fin troppo e invece è arrivata anche quest’ultima tragedia»: Mino Favini, responsabile del settore giovanile dell’Atalanta, ricorda così Piermario Morosini. Negli anni trascorsi all’Atalanta, Morosini è stato colpito da un’incredibile serie di lutti familiari: «Mario è stato sfortunatissimo – prosegue Favini – aveva perso la mamma che era un bambino e poi il papà, poi il fratello handicappato si è suicidato e gli era rimasta la sorella, anche lei con handicap. Nonostante questo teneva sul volto velatamente triste una dolcezza incredibile e aveva una disponibilità totale nei confronti dei compagni». Per questo Favini ha «un ricordo dolcissimo» di Morosini e la sua scomparsa «é una cosa che mi lascia esterrefatto». «L’ho conosciuto quando aveva 12-13 anni – prosegue – ha giocato in tutte le nostre squadre giovanili e di tutte è stato capitano, fino alla primavera. Poi è stato acquistato dall’Udinese che prese in blocco quattro ragazzi nostri». «Non c’é mai stato nessunissimo problema in tutti i controlli medici a cui è sempre stato sottoposto. Abbiamo l’obbligo – conclude Favini – di compiere controlli e verifiche annuali e lui non ha mai avuto nessun problema».

UDINESE: CIAO MARIO, CI MANCHERAI – «Ciao Mario, ci mancherai. Di te rimarrà il ricordo di una persona eccezionale e di un professionista esemplare». E’ il messaggio comparso sul sito ufficiale dell’Udinese calcio. La società, proprietaria del cartellino del giocatore morto oggi a Pescara, la famiglia Pozzo, i giocatori, lo staff tecnico e medico, si legge nel sito internet «profondamente addolorati per la tragedia che ha scosso il calcio italiano, piangono la scomparsa di Piermario Morosini». 

IL BOLOGNA PIANGE L’EX ROSSOBLU‘ – Il Bologna, con il suo presidente Albano Guaraldi, i tecnici, i dirigenti, i dipendenti e i giocatori partecipano al dolore per la scomparsa di Piermario Morosini. Con il Bologna disputò un campionato di serie B nel 2006-2007, totalizzando 16 presenze «Abbiamo conosciuto l’accaduto – ha detto il tecnico Stefano Pioli – appena raggiunto l’albergo a Siena. Siamo profondamente addolorati, trovo giustissima la decisione della Figc di fermare tutti i campionati in segno di ris
petto verso la tragedia che ha colpito questo ragazzo». 

CORDOGLIO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELL’ABRUZZO – «E’ una tragedia incomprensibile, che sconvolge l’Abruzzo interno e ci lascia senza parole». Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano, che ha inviato un messaggio di cordoglio al Presidente del Consiglio regionale della Toscana, Alberto Monaci, e al Presidente del Livorno, Aldo Spinelli, per la morte del giovane giocatore ed ex azzurro Under 21, Piermario Morosini, avvenuta oggi sul campo del Pescara. «E’ una dramma che ci addolora e colpisce profondamente il mondo dello sport; morire così giovani – conclude il Presidente Pagano – è davvero inconcepibile. A nome mio personale e dell’Assemblea regionale abruzzese esprimo commossa vicinanza e partecipazione al dolore dei familiari del giovane giocatore, Piermario Morosini, e della società del Livorno Calcio».

[Foto: Ansa]