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Melania: inizia il processo a Parolisi

Teramo, 29 mar 2012 – Con l’affidamento degli incarichi a due periti, comincia di fatto oggi il processo con rito abbreviato condizionato a Salvatore Parolisi, unico imputato per la morte della moglie, Melania Rea, uccisa il 18 aprile 2011 con 35 coltellate nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo). Parolisi è entrato in aula da un ingresso secondario evitando così la folla di curiosi, telecamere e giornalisti.

Il Gup di Teramo, Marina Tommolini, affiderà la superperizia chiesta dalla difesa al medico legale Gianluca Bruno e alla genetista Sara Gino. Ma è prevista la presenza di altri cinque periti: Adriano Tagliabracci, per la Procura; Lorenzo Varetto ed Emiliano Giardina, per la difesa di Parolisi; Francesco Introna e Marina Baldi, per la famiglia di Melania. Saranno loro, quindi, a dover stabilire l‘ora della morte e la dinamica del delitto, come chiesto dai difensori di Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, i quali hanno anche ottenuto che vengano ascoltati tre testimoni: il conduttore del cane molecolare usato per le ricerche (già definito "inaffidabile" dalla Procura); un ragazzo che ha dichiarato di aver visto un uomo vestito di scuro sul pianoro di Colle San Marco (Ascoli Piceno), ma che non ha saputo specificare l’ora, indicando un arco di tempo dalle 10 alle 17; una vedetta del battaglione di Chieti, in servizio vicino al poligono di Ripe il quale non avrebbe visto l’auto di Parolisi transitare nella zona dove fu poi trovato il corpo di Melania, devastato da 35 coltellate.

PRELIEVO DEL DNA PER DUE STRANIERI – Il gup Tommolini, ha deciso di effettuare il prelievo della saliva a due operai macedoni che si trovavano al lavoro in un cantiere nei pressi del luogo del delitto, a Ripe di Civitella (Teramo). Il prelievo servirà ad individuare altro Dna, oltre quello di Salvatore Parolisi, eventualmente presente sulla bocca della donna di Somma Vesuviana. Questa pista tracciata dal giudice, della quale non si conoscono particolari anchè perchè l’udienza di stamane durata quasi sei ore era a porte chiuse, non era stata ancora espletata. Su questo aspetto il legale delle parti civili, Mauro Gionni, giudica utile "ogni elemento che possa portare all’accertamento della verita’". Dunque per il giudice Tommolini la prova regina su cui basare il processo resta il Dna isolato sulla bocca di Melania.

PROCESSO FISSATO PER IL 13 LUGLIO – Il processo a Salvatore Parolisi è stato fissato dal Gup Marina Tommolini per il 13 luglio. Lo ha deciso durante l’udienza odierna, svolta a porte chiuse, che è ancora in corso, e che ha visto i giuramenti dei 5 periti, e la formulazione dei quesiti. In aula ci sono i genitori e il fratello di Melania.

NUOVO SOPRALLUOGO CONSULENTE A RIPE DI CIVITELLA – Tra oggi pomeriggio e domani mattina, il consulente della parte civile Roberta Bruzzone effettuerà un nuovo sopralluogo a Ripe di Civitella (Teramo) dove il 18 aprile scorso è stata uccisa Melania Rea, il cui corpo è stato trovato due giorni dopo. Il nuovo sopralluogo è legato alla necessità di consolidare elementi utili circa la dinamica dell’omicidio e di trovare ulteriori riscontri sul luogo del delitto. 

L’11 MAGGIO INCONTRO PERITI, TRE MESI PER RISPOSTE A GUP TERAMO – E’ stato fissato all’11 maggio un incontro tra tutti i periti i quali, da oggi, avranno 90 giorni di tempo per rispondere ai quesiti posti dal gup, Tombolini, e che non è stato ancora possibile apprendere in quanto l’udienza é in corso e tutti gli avvocati, nella breve pausa, hanno mantenuto il più assoluto riserbo. Secondo quanto si è appreso il Gup ha ritenuto non ammissibili le due criminologhe proposte dalla parte civile. Sono stati ascoltati due dei tre testimoni richiesti dalla difesa e ammessi dal gup: il ragazzo che disse di aver genericamente visto sul Pianoro di Colle San Marco, fra le 10 e le 17 una signora con una bambina e più tardi un uomo, senza però riconoscere né Parolisi, né la moglie e la figlia, e la vedetta del Battaglione che vicino Ripe di Civitella stava facendo esercitazioni, che ha confermato di non avere visto l’auto di Parolisi né di aver sentito urla. E’ in corso la deposizione del conduttore del cane molecolare, già ritenuto "inattendibile" da un esperto internazionale nominato durante le indagini, dalla Procura della Repubblica di Teramo.

I QUESITI POSTI DAL GUP AI PERITI – Il Gup, Marina Tommolini, ha posto ai periti una serie di quesiti riguardanti, in particolare: l’ora della morte di Melania; la presenza della giovane madre sul pianoro di Colle San Marco; la dinamica del delitto; l’esame saliva trovata nella bocca di Melania. In primo luogo, l’ora della morte, stabilita in base ai tempi di assimilazione della caffeina e sulla valutazione del contenuto gastrico indicati dal consulente tecnico dell’accusa, il professor Adriano Tagliabracci. Non è possibile stabilire che Melania Rea sia morta tra le 13.30 e le 14.30 del 18 aprile, dice la difesa dell’unico accusato: quello spazio temporale coincide con lo stesso in cui l’alibi di Parolisi non regge, in bilico sulla sua effettiva presenza sul pianoro di Colle San Marco con la famigliola alla ricerca della moglie scomparsa nel nulla. Melania era sul pianoro, lo direbbe – secondo la difesa – una flebile traccia di una cella agganciata dal suo cellulare, in un punto in cui anche Piergiorgio, un cane molecolare che una perizia della Procura ha definito "inaffidabile", fiutò odori della vittima. Poi la dinamica dell’omicidio. Infine, la presenza di tracce di saliva, molto probabilmente per un bacio, è durevole perché in un cadavere la lingua e le labbra nel loro movimento non possono cancellarle. Dunque, chi l’ha uccisa sarebbe stato anche l’ultimo a baciarla. Il responso su questi quesiti avverrà nell’udienza del 13 luglio. Gli avvocati di Salvatore Parolisi, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione. L’avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, ha riferito di aver eccepito al gup la non opportunità che uno dei periti incaricati dal giudice collabori con lo studio di un perito della difesa, ma la Tommolini ha risposto di essere a conoscenza di questo particolare e che non vi è alcun pregiudizio.