Quantcast

Peretti (Ugl): Transcom e la storia di un perseguitato

L’Aquila, 25 mar 2012 – Dalla segreteria regionale abruzzese dell’Ugl Piero Peretti invia una nota su una vicenda relativa ad un dipendente del call center Transcom. Riportiamo integralmente il testo di seguito.

«Mario (nome di fantasia, ma la storia è verissima ed è di questi giorni) è dal 2000 un dipendente di Transcom e svolge mansioni di responsabilità all’interno del callcenter. Dopo il sisma del 2009, Mario insieme ad altri 280 colleghi viene licenziato da Transcom e decide, come tanti altri, d’impugnare quella palese ingiustizia e si affida quindi alla Legge. Il 14 Dicembre scorso Mario ed altri 55 lavoratori si vedono riconoscere dal Tribunale dell’Aquila giustizia. Il Giudice del lavoro sancisce, senza ombra di dubbio, che le motivazioni di Transcom per avviare una procedura di licenziamento collettivo erano infondate e che quindi i terremotati non potevano essere licenziati.

Dal 2009 al giorno della sentenza, Mario, che ha due figli piccoli, si è trasferito al nord con la sua famiglia, aggrappandosi al lavoro della moglie, ma sempre con la speranza di tornare appena possibile all’Aquila. Mario è aquilano e vuole continuare a vivere a L’Aquila. Contrariamente a tutti i suoi colleghi che hanno optato per il risarcimento anziché per il reintegro in Transcom, Mario, grazie anche ad un voluto ed insperato riavvicinamento in Abruzzo della moglie, decide di essere reintegrato sul posto di lavoro e quindi viene riassunto da Transcom a L’Aquila.

Sin qui la storia di Mario, sebbene travagliata, non avrebbe nulla di particolarmente opinabile, ma, purtroppo per Mario, il suo dramma è destinato a continuare.

La condannata Transcom, infatti, presumibilmente indispettita per il fatto che Mario ha rifiutato di sottoscrivere una transazione al ribasso per il danno economico ricevuto, ha ordinato a Mario un trasferimento nella sede di Lecce a far data dal 10 Aprile prossimo. 

La moglie che fa la pendolare per un lavoro, sì in Abruzzo ma lontano dall’Aquila, ed il marito trasferito “per dispetto” a Lecce comportano un crimine nei confronti di una famiglia aquilana che vuole restare aquilana! Chiedo quindi, da aquilano e da Segretario Generale della UGL Abruzzo, chiarimenti pubblici a Transcom per quanto sta accadendo a Mario ed alla sua famiglia! Io Mario da solo non lo lascio!».