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Regione Abruzzo: la comunicazione senza Agi

L’Aquila, 8 mar 2012 – L’Agi (Agenzia giornalistica Italia) ha deciso di tagliare dal primo marzo 2012 circa il 60 per cento dei collaboratori, 7 giornalisti su 12, nel territorio abruzzese, lasciando scoperte importanti aree. Nonostante ciò percepisce un compenso da parte della Regione Abruzzo, in virtù della convenzione per la distribuzione dell’Agenzia alle testate giornalistiche. Convenzione che la Regione Abruzzo si accinge a rinnovare nei prossimi giorni.

I tagli annunciati dall’Agi, Agenzia controllata dal gruppo Eni dal 1965, lascerebbero, ad esempio, senza collaboratori tutta la vasta zona della Marsica, compresa l’intera Valle Roveto e compreso il Carseolano, un bacino di ben l35 mila abitanti, oltre al la zona del l’Alto Sangro e Valle Peligna, oltre 70 mila abitanti, per un totale di 205 mi la abitanti e cioè il 75 % dell’intera provincia dell’Aquila. Tutto ciò per un risparmio di poche centinaia di euro al mese.

«La Regione Abruzzo – scrivono consiglieri regionali D’Amico, Di Pangrazio, Di Bastiano, Miano, Caramanico, Di Luca e Camillo D’Alessandro al Presidente Chiodi -, tra pochi giorni, rinnovando la convenzione con l’Agi, si troverà a pagare un servizio inevitabilmente incompleto ed, evidentemente, inefficace. Tutto a danno dell’informazione dalle e nelle aree interne e nell’Abruzzo meridionale, e a danno delle casse della Regione Abruzzo. Si tratta di tagli che, oltretutto, non corrispondono neanche a un criterio di organicità giornalistica e e che sembrano essere stati pensati in modo disordinato, quasi casuale. Basti pensare ad esempio che solo la Marsica comprende trentasette comuni e 200 mila ettari di territorio. La Regione non può pagare il inizio dell’Agi conoscendo a priori la situazione della stessa Agenzia ed il servizio che potrà fornire».

Le chiediamo pertanto, che I’Agenzia del Gruppo Eni, se interessata a rinnovare la convenzione la Regione Abruzzo, ripensi tali provvedimenti e continui a fornire un servizio adeguato, e completo, utile alla collettività e al sistema dell’informazione in Abruzzo. il sindacato dei giornalisti, Assostampa, e l’Ordine dei giornalisti, hanno già diramato un comunicato condannando duramente la decisione».

INTERROGAZIONE TOTO: IL MINISTERO E’ AL CORRENTE DEL RIORDINO DELL’AGI? – L’Abruzzo, in questo tempo, si confronta anche con le problematiche emerse nella fase apertasi dopo il terremoto, il 6 aprile 2009, nella quale esigenze fondamentali di cittadini e di comunità e interessi di varia natura, non sempre di legittima consistenza e di lecita coltivazione, si intersecano con la crescita di una regione sempre più al centro, non solo geografico, del Paese, avendo lo sviluppo portentoso dei decenni scorsi e il collegamento con le realtà esterne, specie con l’apertura delle grandi vie autostradali di comunicazione e, in parte, anche con l’espansione del trasporto aereo, determinato persino la fuoriuscita dell’Abruzzo dalle misure di sostegno comunitarie previste per le regioni ammesse al cosiddetto «Obiettivo 1». La realtà che ne consegue è quella di un territorio dinamico, fragile e appetibile insieme, ed esposto, per questo, a intrusioni, a sollecitazioni, a esposizioni, nelle quali gli attori e i protagonisti sovente si appalesano rappresentanti anche di organizzazioni criminali e la provincia dell’Aquila, pure per le intuitive ragioni riconducibili agli interventi ricostruttivi post-terremoto, è una delle più coinvolte dagli accennati fenomeni e, insieme, una delle più penalizzate dal riassestamento organico di AGI per il quale è previsto che le vicende e gli accadimenti registrate in ben tre quarti del suo territorio, che conta oltre duecentomila abitanti, non siano più seguite direttamente da alcuno dei collaboratori che, nel loro insieme, hanno sino ad ora assicurato la copertura, in campo nazionale, e specialmente in quello istituzionale, per esempio in ambito parlamentare, delle informazioni provenienti da quelle zone, ormai orfane di osservatori professionali, nel campo della comunicazione, dei fatti che vi si verificano quotidianamente e degli eventi, tra i quali le conferenze stampa, che vi si organizzano; AGI riceve dalla regione Abruzzo un cospicuo corrispettivo in virtù di una convenzione per la prestazione di servizi giornalistici che, alla luce dei tagli operati dall’agenzia giornalistica, non possono che impoverirsi molto, degradando inevitabilmente la loro qualità e quantità; la evidenziata, sensibilissima riduzione del numero dei collaboratori di fatto riduce, in sede locale ma anche nazionale, in modo preoccupante, la sfera dell’informazione «prosciugandone» le sorgenti, desertificando i luoghi, comunque vitali ed essenziali, della loro raccolta. Ciò reca un vulnus enorme e pernicioso alla solidità della democrazia con la quale l’esistenza di liberi strumenti di comunicazioni e di un’efficiente, adeguata e capillare osservazione giornalistica della realtà circostante, visibile o dissimulata, è direttamente raccordata; l’Abruzzo, regione troppo spesso esposta a pauperizzazioni, anche forzate, come, recentemente, decisioni di altri importanti soggetti, Trenitalia con la rivisitazione degli orari notturni di fermate dei treni nelle stazioni abruzzesi, hanno comportato, incassa un altro duro colpo alla qualificata strutturazione della propria realtà a causa di dette inopinate determinazioni che, oltretutto, in termini di mero risparmio finanziario, appaiono, nel loro complesso, di trascurabile entità -: se il Ministro sia al corrente del piano di ridimensionamento del personale giornalistico deciso da AGI, in Abruzzo e se non intenda chiedere delucidazioni sulle ragioni che hanno orientato la dirigenza di AGI verso le decisioni assunte in ordine alle collaborazioni professionali in Abruzzo; se il Ministro, non intenda, alla luce delle considerazioni svolte in premessa, con particolare riguardo alla sproporzione, assoluta ed evidente, tra i valori in gioco, primariamente quello della libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero, strettamente connesso con gli strumenti propri della comunicazione che un’agenzia di stampa tipicamente rappresenta, vulnerati, secondo l’interrogante, dalle decisioni di AGI in tema di personale e la limitata riduzione di costi così conseguita, assumere iniziative affinché AGI riconsideri il piano di riduzione dei collaboratori per il territorio abruzzese».