L'Aquila News IlCapoluogo - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Attualità e Sport

Simone Cristicchi in “Li Romani in Russia”: domani in scena al Pacifico di Sulmona

Più informazioni su

L’Aquila, 7 mar 2012 – Domani, 8 marzo al Cineteatro Pacifico di Sulmona andrà in scena "Li romani in Russia" di Elia Martelli, per la regia di Alessandro Benvenuti, con Simone Cristicchi.

 Li Romani in Russia nasce come poema in versi dalla penna di Elia Marcelli, reduce-scrittore e racconta l’orrore della guerra di chi l’ha vissuta in prima persona, in un originale connubio tra versi in ottava e dialetto romanesco.

Si tratta del genere della poesia in ottave in dialetto romanesco, una lingua viscerale e d’impatto che ben si presta a rendere la ventura/sventura dei soldati italiani, nello specifico romani, inviati a partire dal 1941.  Sul palco Simone Cristicchi, artista poliedrico e attore unico, capace di trasmettere emozioni spaziando dal cantautorato alla recitazione, senza mai rimanere imbrigliato in schemi né convenzioni. Quello di Cristicchi non è un semplice monologo, ma si potrebbe definire un dialogo a più voci per attore solo. Le voci sono quelle di Gigi, Nino, Mimmo, Nicola, Peppe e Remo, uomini prima ancora di essere soldati. Uomini nonostante la guerra, anche se «l’omo in guera è l’animale più bestia della tera».
Cristicchi indossa la divisa militare, parte in maniche di camicia per ricoprirsi di cappotto e guanti e sciarpa e coperta e scarponi con legacci stretti; si muove su una scena spoglia, minimalista: una sedia, e uno zaino affardellato insieme a un fucile nella custodia.
Inizia così il viaggio da Roma verso la lontana Russia, a millanta mila miglia dalla famiglia.
I personaggi a cui, con grande sensibilità, dà voce Cristicchi partono dalla caserma della Cecchignola, li aspetta un treno alla stazione Tiburtina, (con le donne straziate per la partenza dei propri uomini, che andavano verso la morte piuttosto che verso la gloria) che li conduce fino in Romania. Da qui inizia il viaggio a piedi e la decimazione, segue l’arrivo del Generale Inverno: la neve che tutto congela e che da sola sconfigge gli uomini, alleati o nemici che siano… L’attore sulla scena descrive la vista che lo circonda: carcasse di animali, muli squartati per fame, corpi di compagni morti e soprattutto l’odore, l’odore che inchioda.
Con ogni sua parola e ogni suo gesto rivive e fa rivivere una storia che non è solo di guerra. Una storia che ci ricorda di quanto squallore ma anche di quanta solidarietà sia capace l’uomo.

Più informazioni su

X