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Ricostruzione case A, Natalini: Sbloccate i pagamenti, imprese sono sul lastrico

Celano, 16 gen 2012 –  È un allarme quello lanciato da Ermanno Natalini al Comune di Celano ed a tutti gli organi interessati alla gestione dei pagamenti delle pratiche post-terremoto. «Quello che sta succedendo, non può essere catalogato e giustificato come “lungaggini della burocrazia” ma deve essere affrontato con determinazione ed in tempi brevi perché si rischia veramente di mandare sul lastrico tante piccole e medie imprese che hanno lavorato e che stanno lavorando nella ricostruzione post-sisma. Bloccate negli uffici comunali, ad oggi, ci sono fatture con scadenza nei primi mesi del 2011 che ancora non vengono pagate, nello specifico riguardanti i lavori nelle abitazioni classificate “A”.

                                                                                                                                                                               

Chiunque può rendersi conto di cosa significa per una impresa che, oltre ad aver dovuto anticipare il denaro necessario per svolgere i lavori, si trova da quasi un anno a non incassare un solo euro. La mancanza di liquidità e quindi l’impossibilità di far fronte al pagamento dei fornitori e dei dipendenti sta portando gravi conseguenze al tessuto economico e sociale del territorio. A questo si aggiunge anche il pressing quotidiano che le imprese ricevono dagli istituti di credito che chiedono di sanare il prestito erogato; ma non solo, diversi imprenditori in questi giorni non riusciranno neanche a far fronte alla rata dell’Inps (in scadenza oggi 16 Febbraio) come sono stati in difficoltà nei mesi scorsi ad onorare altri obblighi legislativi e contributivi. L’ingiustificato ritardo nei pagamenti sta mettendo in forse la sopravvivenza di molti artigiani e piccole e medie imprese trascinando nel baratro l’intera economia locale, per questo», ha concluso Natalini «chiedo a gran voce a tutte le istituzioni interessate che al più presto vengano sbloccati questi pagamenti dando alle imprese la possibilità di respirare, investire e tornare a crescere».