Ex Sanatrix: quasi sessanta lavoratori aspettano una firma del Comune
L’Aquila, 2 feb 2012 – Qualche mese fa venne raggiunto l’accodo con cui la casa di cura Villa Letizia avrebbe riassorbito i posti letto e i dipendenti della casa di cura Sanatrix, su iniziativa del patron di Villa Letizia, Enrico Vittorini, con un’offerta di circa due milioni di euro, l’unica, presentata al curatore fallimentare Giuseppina Ivone.
Tuttavia oggi, scrive "Il Centro" all’accordo manca solo una firma per dare il via libera alla ricollocazione dei circa 60 lavoratori ex Sanatrix, cioè la voltura di autorizzazione da parte del Comune dell’Aquila, necessaria per avviare le procedure per la ripresa dell’attività.
I lavoratori in cassa integrazione così commentano «Non siamo più disposti ad aspettare, prima abbiamo dovuto combattere una dura battaglia per ottenere una chiusura positiva della vertenza. E in questo siamo stati appoggiati, in modo incondizionato, dalle organizzazioni sindacali. Ma è assurdo che, sancito l’accordo tra il curatore fallimentare e la nuova proprietà, sia proprio il Comune, per un cavillo, a bloccare il reintegro delle maestranze». «Rivolgiamo un appello al sindaco, Massimo Cialente e a tutti i politici» affermano «perché prendano atto della grave situazione in cui ci troviamo, costretti a sopravvivere con un sussidio di 800 euro al mese. Non comprendiamo cosa aspetti il Comune a dare seguito alla voltura per il passaggio dell’attività sanitaria a Villa Letizia». «In città la disoccupazione è dilagante» aggiungono i lavoratori ex Sanatrix «i politici fanno a gara per intervenire sulle vertenze industriali a tutela delle aziende più grandi. Noi, invece, siamo stati abbandonati: nessuno spende una sola parola, né si preoccupa, come nel caso del Comune, di provvedere al rilascio dell’autorizzazione per farci tornare al lavoro».

