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Terremoto: Gdf recupera 200 mila euro erogati per errore

L’Aquila, 31 gen 2012 – Nel marasma di ordinanze volte a fornire assistenza ai territori colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009, la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza de L’Aquila, in stretta collaborazione con la Corte dei conti abruzzese, è andata a esaminare anche i fondi richiesti ed erogati a favore di quelle aziende che avevano dovuto sospendere la propria attività economica. Nessun dolo e nessuna colpa grave, che avrebbero dato vita a procedimenti penali o amministrativi, ma pur sempre risorse economiche, 227 mila euro, erogati a opera dei Comuni, come previsto dall’ordinanza3789 del 9 luglio 2009, sottratte indebitamente dalle casse dello Stato. «Si tratta di un’attività diversa dal solito sempre in ambito del terremoto – spiega il Comandante provinciale della Gdf de L’Aquila, il colonnello Giovanni Castrignanò -, che ha interessato tutti i 57 Comuni inseriti nel cratere sismico».

L’occhio attento e vigile della Gdf ha vagliato in 6 mesi, da maggio a novembre 2011, a solo 2 anni dal sisma, oltre mille pratiche. A essere passati al setaccio, le procedure di emanazione dei fondi, come sono state redatte le pratiche, le quantificazioni delle liquidazioni in riferimento con le ordinanze. In tutto sono stati 26 i Comuni interessati e 200 le pratiche che sono risultate compilate erroneamente dai richiedenti o dagli uffici delle amministrazioni. «Diversamente dal solito abbiamo pensato ad eliminare gli sprechi anche pensando in prospettiva a possibili contenziosi. Si tratta di errori materiali di compilazione, di meri errori di calcolo, di interpretazioni sbagliate dell’ordinanza o dell’erronea individuazione dell’anno di imposta».

Il modus operandi della Gdf ha fatto sì che ben 205 mila euro, oltre il 90% delle somme erogate per errore, siano tornati nelle casse statali. Sono state le stesse amministrazioni ad attivare le procedure volte a recuperare i fondi.

Nel corso del monitoraggio sono stati, comunque, individuati alcuni profili di possibile rilevanza penale o amministrativa.

di Sarah Porfirio

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