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Piano di ricostruzione “promosso”  dall’ordine degli architetti 

L’Aquila, 30 gen 2012 – L’ordine degli Architetti dell’Aquila nella seduta del 27 gennaio ha valutato positivamente il piano di ricostruzione dell’Aquila. La notizia è contenuta in una nota che lo stesso ordine invia all’attenzione del comune dell’Aquila. Una iniziazione di fiducia per l’amministrazione comunale  dopo le aspre critiche sollevate durante l’assemblea cittadina dall’architetto Antonio Perrotti (presumibilmente iscritto all’ordine) su Valle Pretara su una presunta scarsa condivisione dello strumento e dopo la frase  “inquietante” pronunciata dal commissario Gianni Chiodi nella sua lettera fiume sulla “reintegra” di Fontana proprio in relazione al  piano di ricostruzione del comune dell’Aquila.

É su tutte le furie l’assessore comunale Pietro Di Stefano: «Cosa significa dire: speriamo che non sia un piano solo a parole? – ha tuonato -. Che ci provino a dire che non va bene! Mi sembra che la struttura commissariale stia continuando a fare una politica che divide il territorio». Sempre  secondo l’assessore non è percorribile la proposta del presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Paolo De Santis il quale sostiene che il comune dovrebbe emettere il buono contributo entro i 60 giorni previsti dalla Opcm senza tener contro degli esiti della filiera. «In questo modo a rimetterci sarebbero  i cittadini».

A.Cal.  

ANDREINO RISDONNA – CONSIGLIERE DELLA X CIRCOSCRIZIONE DI PAGANICA: «SIAMO IN UNA BARCA DI GUAI» – «Venerdì, dopo quasi 3 anni di attesa il sindaco Cialente e la Giunta hanno presentano i Piani di ricostruzione del centro storico dell’Aquila e di tutte le frazioni. Guardando questi Piani  non sono riuscito a trovare nulla che assomigliasse a un Pdr, in quanto si fa riferimento solo ed esclusivamente al Piano regolatore generale (Prg) del 1975. Ovviamente è solo campagna elettorale. Questa presentazione è solo fumo negli occhi  per i cittadini inconsapevoli che ancora una volta abbiamo buttato al vento 3 anni per la rinascita della città. Con tutta la loro struttura, i tecnici, gli esperti venuti da fuori in soli 7 mesi ci hanno detto che abbiamo un Prg del 1975. La drammaticità di questa situazione  è che la nuova amministrazione comunale dovrà redigere i Piani di ricostruzione con un aggravio di tempo, ovvero di altri  anni. So bene il lavoro che richiede un Piano ben fatto visto che ho partecipato con un gruppo di ragazzi locali, la popolazione e l’Università di Camerino, al Piano di ricostruzione del centro storico  di Tempera e della Riserva del Vera che è stato già donato al sindaco Cialente. Gli elaborati del Piano di ricostruzione di Tempera sono stati di oltre 150 tavole  per 13 aggregati che rappresentano circa due ettari di territorio, mentre ciò che il Comune chiama Piano, in base alla documentazione scaricata da internet per il centro storico dell’Aquila e per  50 frazioni,  non mi sembrano i documenti almeno nella quantità sufficienti per elaborare le schede quantitative e qualitative, oltre ai conteggi di ogni singolo aggregato e non vorrei che accadesse come ad Onna dove il Comune non ha fatto i calcoli richiesti e per questo il Piano è stato rispedito al mittente dal Commissario per la Ricostruzione.
Mi sembra, che il sindaco Cialente stia facendo come l’allora sindaco Tempesta che a fine mandato, prima delle elezioni, ha proposto il nuovo piano regolatore. Cialente da 3 anni propone il suo nuovo piano urbanistico e questa volta sa bene di cosa ha bisogno per fare propaganda alle frazioni sapendo che le elezioni si vincono nei paesi. Faccio nuovamente appello ai consiglieri di circoscrizione affinché mi contattino per organizzare liste civiche, come i movimenti a L’Aquila, per difendere e tutelare le frazioni abbandonate a se stesse.
E’ sotto gli occhi di tutti come le nostre frazioni siano sporche, il verde non è curato da tempo, i cimiteri sporchi e al limite dell’agibilità ma in cambio ci chiedono i soldi ICI senza offrire alcun servizio per le frazioni. Cialente e la sua Giunta non hanno fatto nulla, escluse le chiacchiere. Gli unici veri Piani riportati nella documentazione sono Onna,Tempera e Bagno condivisi con il Comune ma realizzati autonomamente».

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