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Dimissioni Fontana (Stm): Chiodi vuole che resti

L’Aquila, 30 gen 2012 –  Il presidente Gianni Chiodi non vuole che Gaetano Fontana, coordinatore della struttura tecnica di missione, abbandoni il suo incarico e le attività connesse alla ricostruzione dell’Aquila «nel richiederLe di voler continuare nel suo lavoro – dice in una lettera -, Le confermo il mio preciso impegno ad assumere compiutamente e integralmente tutta la responsabilità politica dell’incarico di Commissario delegato per la ricostruzione che il Governo nazionale ha inteso confermarmi nonostante che il 28 dicembre avessi rimesso la delega nelle mani del nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri». Chiodi si dice però d’accordo sulle motivazioni addotte qualche giorno fa in merito a «l’aver sempre e comunque assunto comportamenti conformi alle norme e a quanto, di volta in volta, concordato nel corso di lunghe e complesse riunioni non è visto quale normale esercizio dei compiti di un funzionario pubblico; anzi, la sua attività istituzionale è stata troppo spesso fatta oggetto di attacchi non tollerabili per un lavoro che dovrebbe svolgersi, è vero fra mille difficoltà, ma in un contesto sereno e con spirito fattivo: alla politica la lotta e lo scontro; ai soggetti istituzionali – come la Struttura Tecnica di Missione – il regolare e corretto svolgimento dell’attività amministrativa».

Poi il dito puntato sul Comune dell’Aquila e la sua resistenza ai piani di ricostruzione fino a qualche giorno fa «Quanto illustrato dal sindaco Cialente per quanto riguarda il centro storico di L’Aquila con la presentazione finalmente (quanto tempo inutilmente perso per la città!) dell’agognato – e non soltanto dalla Struttura commissariale ma anche dalla legge – Piano di ricostruzione è la cartina di tornasole: mi auguro che non sia, come già avvenuto, un documento che di Piano di ricostruzione abbia solo il nome; piuttosto, un elaborato che, contenendo i necessari e pertinenti elementi e dati tecnici ed economico – finanziari, mi permetta di poter condividere, con il Sindaco di L’Aquila e con il Presidente della Provincia attraverso lo strumento dell’intesa, tempi, modalità e risorse da destinare alla ricostruzione del centro storico della città,che potrà avvenire, naturalmente, anche per stralci».

Chiodi tuttavia prevede una riorganizzazione della Stm «partendo dalla unificazione delle contabilità speciali, preveda una riunificazione delle funzioni prima incardinate tra la Struttura Tecnica di Missione e la Struttura per la Gestione dell’Emergenza in un unico organismo che risponde al Commissario delegato quale soggetto delegato dal consiglio dei ministri per la ricostruzione» e aggiunge «È evidente che, anche a seguito dell’emanazione dell’ordinanza sui centri storici, la fase di attuazione dovrà, sempre più, essere posta in capo ai Comuni, mentre resteranno alla Struttura commissariale le attività regolatorie e programmatorie, nonché l’attività di monitoraggio dell’attuazione dei programmi di ricostruzione». Infine l’ammissione che «il costo della ricostruzione di L’Aquila e delle sue frazioni, così come dei comuni del cratere, è sicuramente maggiore delle risorse oggi disponibili e di quelle, sempre ad oggi, programmate. D’altro lato, i tempi della ricostruzione – 10/15 anni – sono tali che non impongono disponibilità finanziarie ulteriori per qualche anno. Da qui la necessaria considerazione che, in presenza di piani di ricostruzione che prevedono fabbisogni finanziari superiori, anche in misura notevole, a quanto oggi disponibile in cassa, lo strumento dell’intesa deve essere adeguatamente articolato e confermato in modo di garantire, spalmati negli anni necessari, flussi finanziari come budget annuali posti a disposizione e nella responsabilità dell’ente locale che dovrá utilizzarli sulla base di criteri, metodi e modalità predefiniti, chiari e conoscibili dal cittadino e rendicontarli puntualmente con riferimento alla quantità e qualità degli interventi attuati».

DE SANTIS (IDV), I SINDACI DEL CRATERE MANDINO A CASA CHIODI E FONTANA«E’ cambiato il Governo nazionale ed al politico Berlusconi è subentrato il tecnico Monti, al posto dell’onnipotente Letta è stato chiamato il ministro Barca come riferimento per la gestione della fase post sisma, ma nulla è cambiato nella governance e nelle procedure per dare trasparenza e celerità alla ricostruzione». Sono le dichiarazione del segretario comunale Idv, Lelio De Santis. «Le finte dimissioni prima del Commissario Chiodi e poi del Capo della Struttura tecnica di missione Fontana hanno illuso i cittadini su una possibile svolta nella gestione della vicenda ricostruzione, con un ruolo più attivo e responsabile degli Enti Locali, che contuano invece come prima a marciare in ordine sparso. Lo stesso incontro di Rocca di Mezzo è servito più a santificare Gianni Letta, che a ricercare strategie ed inizitive forti ed unitarie, ha rappresentato un palcoscenico utile più a Gianni Chiodi per assolvere Bertolaso dalle sue evidenti responsabilità che ai Comuni per avanzare le loro proposte. La nomina del Ministro Barca, come punto di riferimento del Governo per la rinascita dell’Aquila, è certamente un fatto positivo che può assicurare il necessario collegamento istituzionale con il livello nazionale e, allo stesso tempo, consentire di superare la gestione commissariale, molto onerosa  poco trasparente, incapace finora di dare risposte alle oltre 7.500 pratiche E ferme ed alla richiesta di sicurezza al 100 per cento, e non solo al 60 per cento, nella ricostruzione. D’altra parte, Fontana non ha mai spiegato le ragioni dei mancati risultati del suo operato a fronte di uno stipendio eccezionale, né Chiodi ha mai spiegato come e quando si dedica a L’Aquila, che continua a considerare residuale nel ventaglio dei suoi impegni e solo come medaglia di valore, insieme alle altre numerose appese al petto. I comuni del cratere, a cominciare da quello di L’Aquila, trovino finalmente il tempo e l’umiltà di dire che sono in grado da soli di relazionarsi con il Ministro, Barca, e tutti insieme di programmare la ricostruzione con un percorso alla luce del sole e con le risorse tecniche ed umane che offre il territorio aquilano».

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