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Rainaldi: «Giù le mani dai soldi della Zona franca»

L’Aquila, 28 gen 2012 – Giù le mani dai 90 milioni di euro della zona franca. Sono destinati alle imprese e nessuno deve pensare ad altri utilizzi. A mettere in guardia chi vuol farsi campagna elettorale su questo argomento è Ezio Rainaldi, imprenditore  e consigliere di Confindustria.

«Riunioni tipo quella convocata di recente dal sindaco Massimo Cialente non possono essere tollerate – ha spiegato Rainaldi – Non è più accettabile che si continuino a convocare vertici con i soggetti più disparati senza avere idee chiare sul da farsi e mettendo soltanto in campo strumentalizzazioni. Ciò che si è detto nella riunione è fuorviante perché far credere di poter disporre di quelle cifre liberamente  è assolutamente inesatto. I criteri sono sempre quelli stabili dalla Ue anche se la Zfu non è stata concessa. Non si può pensare di cambiare le carte in tavola solo  a fini elettoralistici. Siamo stufi di vedere che ora questo, ora quel candidato, cerchi di mettere il cappello sui soldi della zona franca. Da imprenditori non possiamo tollerare essere queste strumentalizzazioni viziate da idee di applicazione da un punto di vista tecnico sbagliate. Non può decidere il comune dell’Aquila cosa fare con queste somme, devono decidere gli imprenditori. Questi sono soldi delle imprese. Abbiamo assistito in maniera indecorosa a  questo balletto sulla zona franca e questo modo di fare è una presa in giro per chi lavora. Cialente faccia  la campagna elettorale  su altri argomenti».

Rainaldi si è detto stufo del modo scorretto e superficiale con cui vengono affrontati i problemi. Poi fa anche un mea culpa sulla incapacità delle associazioni di fare squadra. «Spesso ogni categoria non rappresenta neanche se stessa. Purtroppo anche le associazioni non sono unite. A volte le idee di qualcuno prevaricano sulle altre. Faccio autocritica in questo senso. É vero anche che a queste riunioni spesso si è tirati per la giacca. É necessario invece portare avanti  avere una linea condivisa.  All’ultima riunione non sono andate né Confcommercio, né la  Camera di commercio».

Secondo Confindustria sarebbe necessario costruire una piattaforma insieme agli enti non per decedere come spendere la somma, ma per portare sul tavolo del governo altre richieste quali  la Cassa integrazione  in deroga e la dotazione del de minimis fino a 250 mila euro per impresa. A.Cal.

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