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Operazione Caligola: scatta l’ottava misura cautelare

Pescara, 28 gen 2012 – La Squadra Mobile di Pescara, sotto la direzione della Procura della Repubblica di L’Aquila, ha eseguito questa mattina una nuova misura cautelare, l’ottava, emessa dal gip Marco Billi nell’ambito dell’ inchiesta denominata Caligola su un presunto giro di corruzione nell’ambito di appalti in Abruzzo. Il destinatario della misura cautelare è Domenico Peca, 36 anni, nato a Ortona (Chieti) e residente a Francavilla al Mare (Chieti), indagato per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata.

Gli altri arresti sono stati eseguiti dalla squadra mobile il 16 gennaio scorso e i destinatari delle misure cautelari, in carcere a ai domiciliari erano Lamberto Quarta, consulente della società Ecosfera molto noto in Abruzzo anche perchè è stato segretario generale della Presidenza della giunta regionale quando alla guida dell’esecutivo c’era Ottaviano Del Turco, Duilio Gruttadauria, presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera Gruppo spa, la moglie Anna Maria Teodoro, socio della società Ecosfera Gruppo spa, Giovanna Andreola, detta "Vanna", dirigente del Servizio Attività Internazionali presso la Regione Abruzzo, il marito Michele Galdi, Corrado Troiano, socio della società Cyborg srl, Mario Gay, componente di una commissione d’appalto relativa al Programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013. Peca è ai domiciliari.

A coordinare l’indagine sono il procuratore Alfredo Rossini e il sostituto Antonietta Picardi.

A ricostruire come si sono svolti i fatti per arrivare all’arresto di oggi è la squadra mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana. E’ cominciato tutto il 3 gennaio scorso, quando sono state eseguite alcune perquisizioni nell’ambito delle indagini che poi hanno portato agli arresti del 16 gennaio. Durante quelle perquisizioni sono stati acquisiti «importanti elementi di riscontro», spiega la mobile.

I controlli, compiuti nella sede romana di Ecosfera gruppo spa, sono stati estesi anche nella sede legale della Welfar Net, sempre a Roma, ma lì non sono stati trovati atti utili alle indagini. Questa società è di fatto «una consorziata del gruppo Ecosfera e – per la polizia – ha rappresentato lo strumento attraverso il quale sono state veicolate dazioni corruttive, sotto forma di contratti fittizi di consulenza, in favore di due indagati, cioè Michele Galdi e Lamberto Quarta».

Per gli investigatori la società «sarebbe stata costituita ad hoc tramite Peca, che ha svolto il ruolo di prestanome». Nel corso delle perquisizioni Peca non si è presentato, benchè gli fosse stato espressamente richiesto dal personale della mobile e si è reso di fatto irreperibile. Ma il giorno successivo la polizia ha saputo tramite le intercettazioni telefoniche che Peca avrebbe incontrato Lamberto Quarta nel parcheggio antistante il centro Commerciale "Megalo’" di Chieti Scalo. All’appuntamento si è presentata, a debita distanza, anche la polizia e Peca è stato bloccato poco prima dell’ incontro ed è stato trovato in possesso di un plico contenente varia documentazione relativa alla Welfare Net srl, tra cui fatture e contratti di consulenza a nome di Michele Galdi, per un ammontare di circa 75.000 euro. La mobile ritiene alla luce dell’accaduto che Peca «non fosse un semplice prestanome del gruppo Ecosfera, ma fosse pienamente partecipe dei programmi delittuosi dell’associazione criminale» smantellata con l’operazione Caligola.

CHIODI: GIUDIZI? ASPETTIAMO SENTENZE – «Sono vicende giudiziarie che la magistratura fa bene ad approfondire. Sapremo la verità giudiziaria dopo che ci siano state le sentenze» ha detto il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, che è anche commissario per la ricostruzione, commentando a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, la nuova ondata di arresti eccellenti, tra cui funzionari pubblici e della stessa Regione, in Abruzzo. Per il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, che di professione fa l’avvocato «i procedimenti sono all’inizio, come sempre i giudizi si danno alla fine e dopo che le sentenze sono passate in giudicate».

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