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Movimento forconi: delegazione incontrerà i quattro presidenti delle province abruzzesi

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Pescara, 28 gen 2012- Una delegazione del Movimento dei forconi d’Abruzzo, che ha manifestato a Villanova di Cepagatti (Pescara) e a Pratola Peligna (L’Aquila) incontrerà lunedì mattina, nei locali della Provincia di Pescara, i presidenti delle quattro Province abruzzesi «in modo da concordare insieme eventuali interventi sia a livello regionale che nazionale». Lo hanno annunciato il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa e l’assessore provinciale all’Agricoltura Angelo D’Ottavio, che hanno incontrato questa mattina gli operatori che aderiscono al presidio pacifico di protesta in corso a Villanova di Cepagatti, nei pressi del casello autostradale.

Testa e D’Ottavio, seppur nei limiti di competenza della Provincia, hanno illustrato agli operatori i progetti dell’ente per incentivare la filiera corta e la commercializzazione dei prodotti tipici del territorio locale. Al presidio stanno partecipando cerealicoltori, produttori di ortaggi, allevatori e addetti delle imprese di servizi all agricoltura che chiedono alle istituzioni locali e nazionali maggiore attenzione alle problematiche del settore.

SMOBILITATI PRESIDI PRATOLA E VILLANOVA – Sono stati smobilitati i presidi degli allevatori e agricoltori ai caselli autostradali di Pratola Peligna e Villanova sull’autostrada A 25, organizzati nei giorni scorsi per protestare contro la crisi che colpisce il settore primario. Un documento stilato dal movimento dei Forconi Abruzzo è stato consegnato all’assessore regionale all’Agricoltura, Mauro Febbo, al presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa e ai Prefetti delle quattro province abruzzesi. Il documento, attraverso il quale si auspica l’azione a livello nazionale e regionale, prevede l’abolizione del "Corridoio verde" istituito in via sperimentale per l’importazione di prodotti agricoli dal nord Africa e poi divenuto permanente, fatto che permette la nazionalizzazione di quanto importato da multinazionali estere con la successiva collocazione sul mercato a danno dei produttori italiani. Altro argomento portato all’attenzione delle istituzioni è quello relativo alle quote latte.

«Chiediamo chiarimenti sulle 300 mila mucche italiane che produrrebbero latte vero – spiegano nel documento i Forconi d’Abruzzo – animali con età prossima agli 83 anni, mentre una mucca non vive un’età produttiva superiore a 8 anni. Forse per giustificare l’importazione di latte proveniente dei paesi dell’Est, come verbalizzato dalla Commissione di inchiesta nominata dell’ex ministro Luca Zaia. Ancora una volta si è permesso alle multinazionali di italianizzare il latte. Un prodotto assai delicato, utilizzato per alimentare soprattutto i bambini e le persone anziane. Questo, oltre che attentare alla salute pubblica, ha inciso fortemente sul prezzo del latte prodotto nelle stalle italiane, arrecando danni economici al settore zootecnico». Il movimento dei Forconi Abruzzo ha fatto rientrare la protesta nell’attesa di risposte da parte delle istituzioni, ma si dicono «Pronti a riallestire entrambe i presidi – spiega uno dei portavoce, Dino rossi – qualora le istanze dovessero rimanere disattese».

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