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Corte d’appello: apertura dell’anno giudiziario

L’Aquila, 28 gen 2012 – Reati per violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti, questi ultimi due in forma associativa; e poi furti, in particolare in appartamenti e supermercati soprattutto sulla costa, e usura, specie nei territori contraddistinti dalla presenza di etnia rom: è quanto emerge dalla relazione sull’amministrazione della giustizia in Abruzzo nel 2011, presentata nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dal presidente vicario della Corte d’Appello, Augusto Pace.

Secondo Pace, di «elevato allarme sociale» viene definito «l’aumento dei procedimenti per spaccio e di quelli di associazione a delinquere finalizzata alla cessione di stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione, perlopiù concentrato nella zona della Marsica e lungo la costa adriatica. Per quanto i canali di diffusione della droga – ha continuato Pace – siano ormai ramificati su tutto il territorio regionale, vanno segnalati gli ingenti sequestri di sostanze stupefacenti nel circondario di Pescara, che fanno ritenere tale centro un punto di riferimento anche per gli acquirenti provenienti da regioni limitrofe».

Secondo i dati, sono in aumento anche i reati legati all’usura e all’indebita percezione di contributi e finanziamenti statali, di altri enti pubblici o dalla Comunità Europea, soprattutto negli uffici giudiziari dell’Aquila e Sulmona, «come fenomeno connesso alla ricostruzione post terremoto» ha spiegato Pace. Lievemente diminuito il numero di omicidi volontari, aumentati, invece, gli omicidi colposi riferiti all’esercizio dell’attività medico chirurgica.

REATI DI TIPO MAFIOSO – Nel 2011 in Abruzzo sono aumentati i reati di associazione di tipo mafioso, soprattutto per l’attività di ricostruzione nel cratere del terremoto, definito il cantiere più grande d’Europa e quindi oggetto di interesse da parte di organizzazioni malavitose. Il dato emerge dalla relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto della Corte d’Appello dell’Aquila, presentata dal presidente vicario della Corte d’Appello, Augusto Pace, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario presso l’auditorium della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza di Coppito, all’Aquila.

«Quanto ai reati di associazione di tipo mafioso, è da evidenziare un significativo incremento nel periodo nei procedimenti iscritti dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura dell’Aquila – scrive Pace nella relazione – legati all’incisiva attività di contrasto nella ricostruzione post terremoto che, com’era facilmente prevedibile, ha comportato l’arrivo di ingenti finanziamenti pubblici e il correlato rischio di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata».

Nella sua relazione, il presidente vicario della Corte d’Appello ha lodato l’attività di monitoraggio, di alcuni settori economici più esposti a rischio di infiltrazioni criminali, da parte delle istituzioni preposte alla prevenzione e alla repressione delle infiltrazioni.

In particolare, ha sottolineato il ruolo del prefetto dell’Aquila: «Il modello d’azione per prevenire le ingerenze della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione post sismica (con speciale riguardo alle commesse per il risanamento dei centri storici a cura della Regione Abruzzo e delle autonomie locali), per investimenti di molti miliardi e un tempo misurabile in termini di non pochi anni, pur lasciando sostanzialmente invariati gli ordinari poteri e competenze antimafia, vede nella figura del prefetto dell’Aquila il nuovo e originale baricentro dell’azione di contrasto, risultandone rafforzata la funzione di coordinamento e di indirizzo rispetto alla rete dei diversi soggetti istituzionali coinvolti».

Il presidente vicario ha citato poi la recente indagine della Procura della Repubblica dell’Aquila che ha portato all’arresto di quattro persone legate alla ‘Ndrangheta, «che tentavano di ingerirsi proprio nei lavori commissionati dai privati con l’impiego dei fondi pubblici».

GIA’A PROCESSO REATI LEGATI A SISMA – Sono quasi tutti arrivati a processo «i reati di comune pericolo»: lo afferma, nella relazione sull’amministrazione della giustizia in Abruzzo nel 2011 presentata all’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente vicario della Corte d’Appello dell’Aquila, Augusto Pace. Il riferimento è ai reati di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose legate alle inchieste sul terremoto, attivate dalla Procura della Repubblica dell’Aquila.

«Merita fra essi una menzione particolare, per l’elaborazione di innovative tesi giuridiche – ha detto – il complesso procedimento penale attivato contro i componenti della Commissione Grandi rischi, chiamati a rispondere di omicidio plurimo aggravato». Al termine della cerimonia c’é stato un intervento del rappresentante dei Radicali Italiani, Orazio Papili, il quale «ha sottolineato l’urgenza di procedere all’amnistia come strumento per affrontare il problema dello sfacelo in cui versa la giustizia in Italia, uno scandalo senza fine che è destinato senza interventi a peggiorare».

LE CRITICITA’

CRISI PERSONALE, GIACENZE E TEMPI – Carenze di personale, necessità di ammodernamento del sistema giudiziario e preoccupante aumento delle giacenze di cause, oltre all’allarmante aumento del risarcimento a titolo di risarcimento per il mancato rispetto dei tempi ragionevoli del processo, arrivato nel 2011 a circa 6 milioni e mezzo di euro. Sono i punti critici dell’amministrazione della giustizia in Abruzzo toccati nelle due relazioni dal presidente vicario della corte d’Appello dell’Aquila, Augusto Pace, e dal Procuratore generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila, Giuseppe Falcone, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.

«Bisogna ammodernare il sistema giudiziario, adeguando norme e leggi per rendere più snelli processi e ridare fiducia al cittadino, – ha spiegato Falcone -. Le insufficienze e le inefficienze del sistema che determinano la crisi attuale del processo penale e di quello civile non possono essere ovviate solo con modelli organizzativi migliori o con l’utilizzazione massiccia di strumenti informatici, che, pur necessari, non sono tali, per sé soli, per imprimere una svolta decisiva al problema». «E’ in costante, consistente crescita – ha constato Pace – il flusso delle cause di equa riparazione per violazione del termine di durata ragionevole del processo, le cui iscrizioni hanno raggiunto un numero pari alla metà di quello relativo alle iscrizioni di tutti i procedimenti civili contenzioni pendenti dinanzi alla Corte d’Appello (834 nell’ultimo anno, rispetto a 695 del 2010, a 381 del 2009 e 480 del 2008)». Riguardo poi la carenza di personale, secondo Pace, «la criticità più evidente è quella della "sezione civile della Corte d’Appello nella quale, a fronte di una pianta organica di nove magistrati, sono attualmente solo sei magistrati, oltre al presidente».

COMMENTI

«L’azione di contrasto che si sta mettendo in atto contro le infiltrazioni malavitose è un’azione molto confortante, rassicurante: la preoccupazione che emerge e che emergerà prossimamente sarà il fatto che le infiltrazioni mafiose dovranno essere meglio monitorate per quanto riguarda la ricostruzione privata perché è il settore nel quale i rischi di infiltrazione sono molto molto elevati». E’ il commento del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, e commissario per la ricostruzione e in quanto tale interessato alla tematica, a margine della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario. «Sulla ricostruzione pubblica, – ha continuato Chiodi – i meccanismi delle certificazioni antimafia, le analisi della Prefettura, gli screening, hanno consentito di intervenire in due casi per altri attraverso informative atipiche. Per quanto riguarda la
ricostruzione privata, questi meccanismi sono ancora più blandi, c’é il rischio alto e quindi ci vuole un’attenzione alta».

Per il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, «ci fa piacere vedere che nonostante i problemi legati al post-terremoto, la giustizia abruzzese va avanti». «I numeri sono lusinghieri, vuol dire che abbiamo una categoria di magistrati particolarmente responsabile – ha continuato –  I tempi della giustizia sono un problema italiano, non abruzzese, soprattutto quella civile e pensiamo che purtroppo la lentezza dei procedimenti civili, allontana anche la crescita economica».

Il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, ha sottolineato: «ho apprezzato l’intervento del presidente della Corte di Appello dell’Aquila nel momento in cui ha messo in evidenza la peculiarità del nostro territorio in rapporto alle riorganizzazioni che si stanno facendo dei tribunali soprattutto per quanto riguarda i carichi di lavoro e delle distanze data la morfologia della provincia dell’Aquila che rappresenta la metà dell’intera regione Abruzzo». «Noi abbiamo un vero problema infrastrutturale – ha aggiunto Del Corvo – di collegamenti per cui aree come l’Alto Sangro hanno difficoltà nel venire all’Aquila per discutere un processo. Per cui spero e credo come ha detto lo stesso Pace che il Ministero prenda in considerazione queste problematiche».

PROTESTE

AVVOCATI PROTESTANO CONTRO ‘LIBERALIZZAZIONI CHE MORTIFICANO RUOLO’  – «Le norme governative sulle liberalizzazioni mortificano il ruolo dell’avvocato»: con queste parole il presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati del’Aquila, Antonello Carbonara, presente all’inaugurazione dell’anno giudiziario in rappresentanza degli avvocati abruzzesi, ha abbandonato l’aula in segno di protesta contro le ultime norme che hanno coinvolto la categoria nel pacchetto liberalizzazioni.

«Non possiamo mettere un banchetto per strada nel quale fare pubblicità, offrendo due cause al posto di una oppure promuoverci con insegne luminose installate fuori dai nostri studi – ha proseguito Carbonara -. Dobbiamo domandarci se questo é l’avvocato che si vuole al posto, invece, di un professionista che lavora con dignità e professionalità». L’abbandono dell’aula in segno di protesta da parte di Carbonara è stato accompagnato da una dichiarazione del presidente vicario della Corte d’Appello dell’Aquila, Augusto Pace, il quale ha sottolineato: «Non possiamo fare a meno che rammaricarci della decisione che priva quest’aula di una importante presenza».

PROTESTA RADICALI: 28MILA DETENUTI IN ATTESA – La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario all’Aquila è stata caratterizzata anche da un’altra protesta, questa volta all’esterno della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza di Coppito, dove uno sparuto gruppo in rappresentanza dei Radicali Italiani ha promosso un sit in. Riferiscono che non è stato consentito un loro intervento per denunciare il fatto che «28 mila persone stanno aspettando in carcere il momento del proprio giudizio». Recita un volantino da loro distribuito: «giustizia amnistia per la Repubblica, 28 mila cittadini in carcere in attesa di giudizio». Queste persone «non sono ancora state dichiarate colpevoli e la metà di loro verrà riconosciuta innocente», si legge ancora nel volantino, «68 mila detenuti sono ristretti in carceri che ne possono contenere appena 45 mila. L’Italia è al momento uno Stato illegale, non rispetta le sue stesse leggi e viola i diritti umani garantiti dalle convenzioni internazionali». «Per far ripartire la Giustizia, per eliminare la vergogna delle prescrizioni di massa – continua il volantino – i Radicali propongono una grande amnistia per la Repubblica, un’amnistia di diritto e non di classe, un’amnistia per riportare l’Italia a essere un Paese civile».

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