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Terremoto, Chiodi: «L’Aquila non sarà una nuova Pompei»

L’Aquila, 27 gen 2012 – «Il rischio che L’Aquila sia una Pompei moderna non esiste, ma bisogna capire quali saranno i tempi. Ci si potranno mettere 10, 15, 20 anni, a seconda di quanto saranno bravi soprattutto i comuni, ma sul fatto che si ricostruirà non c’é ombra di dubbio».

Lo ha affermato il presidente della Regione Abruzzo e commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, nel corso di una conferenza stampa a Pescara. «Qualcuno ha fatto credere agli aquilani che la ricostruzione sarebbe avvenuta in tempi brevi – ha aggiunto Chiodi -, invece ci vorrà molto tempo. Quello che manca all’Aquila è la serenità. Per ricostruire ci vogliono coloro che diffondono e alimentano speranze. Siamo di fronte a normative non più emergenziali. Gli appalti richiedono tempi lunghi».

"Ci si possono mettere anche una ventina d’anni, ma L’Aquila si ricostruisce. Non c’e’ dubbio. Qualcuno ha fatto pensare agli aquilani che si potesse ricostruire tutto in brevissimo tempo. Invece ci vorrà molto tempo, con molte difficoltà e complessità. Quello che manca a L’Aquila, ha aggiunto, è il clima sereno e una comunità che si stringe e questo è dovuto anche al susseguirsi di momenti elettorali, prima la Provincia e ora il Comune». Chiodi ha riconosciuto che la ricostruzione è  «lenta, così come è necessario, purtroppo, ma non è ferma. La filiera – ha spiegato poi – è lenta perchè non si può sbagliare e ci sono delle responsabilità molto grosse, e comunuqe stiamo cercando di accelerare».

Dai dati Cineas mostrati da Chiodi emerge che, per la ricostruzione privata, su 7.467 pratiche presentate al 31 agosto 2011 ne sono state esaminate con esito positivo il 45 per cento, per il 10 per cento c’e’ stata necessita’ di integrazione eil 34 per cento richiede tuttora una integrazione, mentre l’11 per cento è in lavorazione. Il dato Reluis e’ dell’81 per cento di pratiche esaminate con esito positivo. Chiodi ha anche sottolineato che la ricostruzione pubblica a L’Aquila costera il 20 – 25 per cento in meno rispetto a quella privata». Per gli interventi già eseguiti sul patrimonio pubblico l’importo stanziato è stato di 150 milioni, per quelli con gara pubblica indetta l’importo è di 60 milioni e per i progetti già affidati la somma stanziata è 244 milioni di euro, per quanto riguarda il Provveditorato opere pubbliche.

Il presidente si è poi soffermato sulla ricostruzione del centro storico: «ribadisco che solo oggi sembrerebbe che il Comune dell’Aquila abbia reso noto il piano di ricostruzione – ha detto il presidente – D’altronde è una legge voluta da noi ad imporlo. E’ il ministero dell’Economia a richiederci i piani di ricostruzione, così da poter elaborare una stima dei costi». Citando i dati relativi all’assistenza alla popolazione, il commissario per la ricostruzione ha detto che "ad oggi le persone che usufruiscono di autonoma sistemazione sono 11.777, quindi il 57,6% in meno rispetto al febbraio del 2010, le persone negli alberghi sono diminuite del 93,8% e quelle nelle caserme dell’84,4%. Tutte queste persone – ha detto Chiodi – dove pensate che siano andate? Sono tornate nelle loro case, una volta aggiustate».

Poi ha specificato «dopo che le case sono state riaggiustate – e ha mostrato i dati ufficiali in suo possesso. Nel 2009 – ha detto –  27.788 persone usufruivano del contributo di autonoma sistemazione, mentre oggi sono 11.777; 6.165 persone, poi, erano in albergo e oggi sono 382; e ancora 1.137 persone erano nelle caserme e oggi sono 177. Il 6 aprile 2009, questo il dato globale sull’assistenza alla popolazione, 67.459 persone erano senza casa, a gennaio 2012 33.439 persone sono rientrate a casa».

Chiodi ha parlato anche della rimozione delle macerie: negli ultimi tre mesi ci sarebbe stato un aumento della rimozione del 133 per cento e nel mese di dicembre sono state rimosse 16mila tonnellate di macerie (mentre la media dei primi nove mesi del 2011 e’ stata di circa 6mila tonnellate). «Ho fissato l’obiettivo al soggetto attuatore – ha annunciato Chiodi – di 40mila tonnellate di macerie al mese e l’ultima stima di macerie esistenti e’ pari a due milioni e mezzo di tonnellate». Per quanto riguarda le somme residue disponibili sono pari a 1,472 miliardi di euro.

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