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Sanità: D’Alessandro, andiamo a verificare di persona perdite ed eccellenze

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L’Aquila, 26 gen 2012 – Sono stati ascoltati ieri i manager della ASL abruzzesi in quinta commissione consiliare permanente. «La richiesta di audizione, inoltrata dai consiglieri del Pd (Sclocco, Ruffini, D’Amico), è servita – si legge in una nota –  ad accedere ai contenuti dei rispettivi atti aziendali, per far luce in merito alle osservazioni inoltrate al manager di Chieti Francesco Zavattaro dalla Direzione politiche della salute in data 9 gennaio 2012».

«Come noto – afferma il capogruppo del Pd in consiglio regionale Camillo D’Alessandro – il Pd ha avviato il cosiddetto viaggio nella Sanità, iniziato già a Teramo prestissimo a Chieti e che proseguirà nelle altre province. Visita che ho annunciato ieri stesso a Zavattaro durante i lavori della Commissione. Proprio nel merito del confronto avuto in Commissione mi preme sottolineare le gravi problematiche che mi sono balzate agli occhi. La prima è la programmazione. Sembrerebbe che nelle ASL di Chieti e Pescara siano avvenute come se  si trattasse di mondi a parte. Per cui, permane una forte anomala contrapposizione di prestazioni e servizi e di Unità  Operative Complesse nelle aree cittadine di Chieti e Pescara a danno del vasto territorio di Chieti che va da Ortona-Lanciano-Vasto. Area questa che ha subito maggiori tagli di posti letto».

«La seconda, importantissima, questione che va analizzata con scrupolo –  prosegue Camillo D’Alessandro –  è che nell’atto aziendale della ASL teatina non va chiarito  e risolto il problema dell’Università, e non viene chiarito in alcun modo il ruolo che assume. Gravissimo,  perché così si rischia di vanificare le eccellenze , che esistono in Abruzzo, e dall’altro fagocitare la qualità della sanità pubblica ospedaliera. Non ha più alcun senso che l’Università resti chiusa, relegata in un recinto e non possa andare sul territorio. Questo tema non è affrontato ne risolto nell’atto di Zavattaro». 

Proprio da questo tema il consigliere capogruppo del Pd snocciola «il terzo punto di debolezza dell’atto aziendale del Manager Zavattaro»: «Mi preme sottolineare che stiamo girando l’Abruzzo in ogni presidio ospedaliero soprattutto per capire i motivi e conoscere i luoghi dove si generano le mobilità attive e passive. Sia regionali che extraregionali.  Tutto questo per comprendere e porre in essere tutte le iniziative possibili per poter spingere  l’acceleratore per la crescita delle eccellenze e lavorare alla migliore delle riorganizzazione dei punti di debolezza della nostra Sanità. In realtà è questo che dovrebbe fare un manager e purtroppo tutto questo non accade nell’atto aziendale che ci è stato sottoposto. Al contrario in esso non si riconfermano o premiano le UuOoCc  il tutto avviene a prescindere dai risultati e si lavora in direzioni opposte provocando la cosiddetta guerra dei “poveri e dei territori” e tra presidi e a farne le spese sono i cittadini che o si vedono costretti a fuggire, o addirittura si vedono privati di professionalità importanti che, in questo sistema non ci stanno più a esercitare la loro professione e abbandonano l’Abruzzo. Nelle prossime ore, passeremo al setaccio l’atto aziendale e continueremo a visitare ogni presidio ospedaliero, perché quelli sono i luoghi e gli strumenti dove si fa la Sanità».

«Zavattaro in Commissione ha provato a chiarire a rispondere circa i punti contestati al suo atto dalla Direzione che non vedeva l’atto stresso aderente alla linee guida dei Commissari. Ma ha lasciato zone d’ombra che mi impongono, per onestà intellettuale, il dovere di capire cosa si nasconda in realtà dietro quegli “appunti” che gli sono stati inviati. Se il centro destra –  conclude D’Alessandro –  ha problemi in casa sua, anche in materia di Sanità, dove siamo commissariati ed il commissario è proprio il Presidente, li dichiarino apertamente. Comunque, per mio conto, parola di capogruppo: lo scoprirò».

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