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Oncologia: a lezione di alimentazione con il progetto Care/Humanitas

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L’Aquila, 26 gen 2012 – La qualità della vita dei pazienti oncologici può migliorare attraverso l’alimentazione. Questo lo scopo dell’incontro “L’alimentazione come prevenzione e cura” che si terrà domani 27 gennaio alle 16 alla Casa del volontariato a Pile.

Il progetto, partito a settembre, intende informare e formare ad avere un approccio più corretto verso i pazienti oncologici. Si articola in una serie di incontri durante i quali il problema della malattia verrà affrontato sotto diversi punti di vista. L’evento negativo del tumore può stravolgere la vita di chi ne è colpito e dei suoi cari. Gli aspetti che vengono affrontati sono l’alimentazione, gli stili di vita, la terapia comportamentale, l’affiancamento del malato.

A incontrare i parenti dei pazienti oncologici sarà Aurelia Costanzi, psico-dietista aquilana specializzata in disturbi del comportamento alimentare del Centro nutrizione del Torrione. L’iniziativa rientra nel progetto “Care, le famiglie e le patologie oncologiche” organizzato dal consultorio familiare Cif (Centro italiano femminile) e associazione Humanitas.

Dottoressa Costanzi, perché è importante l’alimentazione nella vita di un paziente oncologico e della sua famiglia?

Partiamo dalla premessa che è ormai scientificamente provato che c’è una correlazione tra alimentazione e tumore. C’è una netta evidenza che un modo scorretto di mangiare possa portare malattie gravi come il cancro. Quindi mangiare seguendo una dieta mediterranea, priva di sostanze dannose, è prima di tutto un discorso di prevenzione. Il paziente oncologico, poi, è molto delicato. Lo scopo dell’incontro è cercare di dare qualche strumento alle persone per imparare a mangiare correttamente. I destinatari dell’incontro sono soprattutto parenti di pazienti oncologici, perché sono loro che se ne prendono cura.

Ci fa qualche esempio di alimenti che potrebbero causare un tumore?

Un alimento che nessuno associerebbe al tumore è, ad esempio, il salame. Quello in commercio oggi è pieno di conservanti: nitrati e nitriti. In un precedente incontro ho notato che tante persone non lo sapevano. Mi hanno fatto domande che a noi specialisti e dottori sembrano scontate. Mi sono resa conto che non è così; c’è molta disinformazione. Quindi ben vengano queste iniziative.

Dunque la prevenzione deve partire dall’alimentazione in tutte le famiglie?

Direi proprio di sì. I genitori, in particolare, devono incominciare fin da subito ad alimentare i bambini con cibi senza conservanti, prediligendo la dieta mediterranea. E cioè tanta frutta e verdura, amidi (pane, pasta e riso), poca carne, da consumare una o due volte a settimana a favore dei legumi e del pesce. La carne rossa, inoltre, dovrebbe essere consumata il meno possibile e comunque non più di una volta a settimana. Insomma, dobbiamo tornare a mangiare come i nostri nonni.

Come si svolgerà la sua lezione domani?

Parlerò di prevenzione e terapia dei tumori. Per i familiari è difficile stare vicino al paziente oncologico. Ci sono situazioni molto delicate. Ad esempio se c’è tumore del tubo digerente, con cattivo assorbimento degli alimenti, il paziente è denutrito, diventa anoressico se non si sta attenti, perché non riesce a mangiare: ha nausee molto forti, vomito e così via. I familiari cosa possono fare? Innanzitutto ascoltare il paziente, e nutrirlo con alimenti normali se ci si riesce, altrimenti integrare con alimenti insapori, incolori e inodori. Oppure, in casi particolari, procedere con l’alimentazione parenterale. Ma i familiari devono sapere cosa devono fare. L’alimentazione è importantissima per queste persone. Più un paziente è denutrito e più muore: le risposte alla terapia dipendono anche dall’alimentazione e dal livello del nutrimento.

M.Gianf.

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