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Export Abruzzo, Febbo: «Nessuna crisi per vino e pasta della regione»

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L’Aquila, 26 gen 2012 – «I dati ufficiali a nostra disposizione sulle esportazioni ci dicono che non si può affatto parlare di discesa o peggioramento nei settori del vino e della pasta. Affermare che c’è una crisi appare improprio visto che i numeri ufficiali forniti da Istat, Cresa e Banca d’Italia si riferiscono al periodo gennaio-settembre 2011. Inoltre per correttezza di informazione bisognerebbe spiegare cosa si intende quando si parla del distretto industriale del Montepulciano d’Abruzzo».

A ridimensionare la fotografia allarmante scatta sulle esportazioni abruzzesi in questi giorni è l’assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo. «Inoltre – precisa Febbo – i dati che possiamo analizzare sono globali, a livello regionale, e sono molto chiari: nel periodo gennaio-settembre 2011 la voce "vini di uve" ha registrato un +3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente considerando però che nel 2010 abbiamo raggiunto il traguardo storico che ci ha visto superare i 100 milioni di esportazioni. Se volessimo analizzare una crescita regionale del 96,4% rispetto al 2003, con l’export italiano che nello stesso periodo è cresciuto del 45,5%, potremmo affermare che i vini abruzzesi marciano ad un passo più veloce rispetto alla media italiana. Il mercato delle esportazioni è diventato più importante di quello interno, come ha sostenuto anche Coldiretti, e per questo se si vuole sostenere il settore bisogna promuovere e sostenere i vini abruzzesi all’estero. Se invece volessimo fare delle previsioni al 31 dicembre 2011 si potrebbe prevedere un’altra grande performance per il vino abruzzese».

«Certo – aggiunge Febbo – considerando il periodo non certo roseo a livello globale si potrebbe preventivare anche un rallentamento della crescita ma il segno resterebbe sempre positivo. Ribadisco comunque che mancano ancora i dati ufficiali Istat su scala regionale relativi all’ultimo trimestre 2011. Discorso diverso per quanto riguarda la pasta per la quale c’è stata una lievissima flessione dello 0,1% rispetto al 2010 ma sono certo che almeno per quanto riguarda i due settori presi in esame escluderei in maniera decisa la possibilità di parlare di crisi. Eviterei inoltre inutili allarmismi che rischiano di essere dannosi per tutto il sistema rurale. Non possiamo e non vogliamo nascondere la realtà che ci mostra una regione e un Paese alle prese con una crisi economica mondiale che ha effetti negativi su tutto il sistema, ma allo stesso tempo dobbiamo mettere in risalto le preziose risorse a nostra disposizione, sempre più apprezzate a livello internazionale, che possono dare un contributo notevole per il rilancio dell’economia abruzzese».

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