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Piano Cave: progetto di legge di Rabbuffo

L’Aquila, 25 gen 2012 – Il Capogruppo di Futuro e Libertà in Consiglio regionale, Berardo Rabbuffo, ha depositato questa mattina un progetto di legge – sottoscritto anche dai Consiglieri Daniela Stati (Fli), Antonio Menna (Udc) e Gino Milano (Api) – per andare a modificare le norme introdotte con la Finanziaria regionale 2012, che disciplinano le autorizzazioni delle cave.

«Le disposizioni entrate in vigore il primo gennaio – spiega Rabbuffo – hanno creato una serie di storture nel settore, con il blocco di tutte le procedure autorizzative, anche di quelle il cui iter era iniziato già da anni, ma che non si era ancora concluso. L’articolo 29, infatti, prevede la redazione del Piano Cave da parte della Regione, uno strumento che si attende dal 1983. L’incapacità della politica, però, non può essere scaricata sugli operatori di un comparto strategico, funzionale all’edilizia, che rappresenta uno dei settori trainanti dell’economia regionale, anche alla luce dei lavori post-sisma. Il rischio è infatti la penalizzazione degli imprenditori locali, a tutto vantaggio di fornitori di materiale provenienti da altre aree del Paese».

La proposta di Rabbuffo prevede che la Giunta regionale provveda alla redazione del Piano Cave entro il 31 dicembre di quest’anno, cui seguirà l’approvazione da parte del Consiglio entro il 30 giugno 2013. Oltre questa data sarà sospeso il rilascio delle concessioni per l’apertura di nuovi impianti. Fino ad allora, però, continuerà ad essere applicata la normativa precedente all’entrata in vigore della Finanziaria.

«E’ un progetto di legge – continua il Capogruppo di Fli – dettato dal buon senso, perché è un preciso dovere della politica tutelare i legittimi interessi di chi ha investito in queste imprese, programmando investimenti e garantendo occupazione. E che oggi rischia di essere messo in ginocchio. E’ fuor di dubbio che l’adozione di un Piano Cave regionale sia necessaria, ma sono indispensabili anche delle regole che disciplinino questo periodo di transizione».

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