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Abruzzo, sciopero tir: proseguono presidi

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Pescara, 25 gen 2012 – Proseguono in Abruzzo, nel terzo giorno di protesta, i presidi degli autotrasportatori. In particolare, secondo quanto riferito dalla sala operativa della Polizia stradale, mezzi pesanti sono presenti, in tutta la regione, nei pressi dei principali caselli dell’autostrada A14 e in alcuni di quelli dell’A25. Dalla Val Vibrata, nel Teramano, fino a Vasto (Chieti), i presidi si stanno svolgendo senza particolari problemi di ordine pubblico. La Polstrada riferisce però di alcuni disagi registrati nella notte e in mattinata, quando, nei caselli in cui erano assenti le forze dell’ordine, gli autotrasportatori avrebbero tentato di bloccare il traffico.

CONSUMATORI,RISCHIO AGGRAVI 144 EURO A FAMIGLIA – Se la protesta dei tir non si dovesse esaurire in pochi giorni, l’aggravio per le famiglie italiane potrebbe arrivare a 144 euro al mese. E’ la stima di Federconsumatori e Adusbef. Secondo le associazioni, pochi giorni di sciopero sarebbero costati circa 21 euro, ma «la ricaduta sulla spesa mensile di una famiglia potrebbe arrivare a 144 euro in più alla seconda settimana di blocco totale, per arrivare ad oltre 280 euro di aumento alla terza settimana, con effetti assolutamente imprevedibili e gravissimi».

CONFINDUSTRIA ABRUZZO,DANNI PER MILIONI DI EURO – La protesta degli autotrasportatori sta provocando «danni per diversi milioni di euro, danni che interessano le aziende locali e, più in generale, la collettività». E’ quanto afferma il vicepresidente di Confindustria Abruzzo, Paolo Primavera, che lancia un appello ai prefetti, affinché intervengano «per la rimozione dei posti di blocco. Abbiamo ricevuto decine e decine di segnalazioni – sottolinea Primavera – e le grosse aziende sono bloccate, con tutti i problemi che ne conseguono, a partire dalla cassa integrazione per i dipendenti. Le grandi imprese, infatti, sono senza materie prime, perché gli approvvigionamenti sono sufficienti solo per pochi giorni. Il problema – aggiunge il vicepresidente di Confindustria – é che i manifestanti stanno bloccando anche gli autotrasportatori che non vogliono scioperare, spesso minacciandoli. Riconosciamo che ci siano delle questioni da affrontare, come i costi del carburante che sono eccessivi, ma condanniamo le modalità della protesta, perché la categoria degli autotrasportatori non può bloccare il Paese».

SEVEL SI FERMA ANCORA, STOP ANCHE DOMANI – La Sevel di Atessa (Chieti) ha annunciato il blocco produttivo anche per il terzo turno, quello notturno, e il primo di domani mattina fino alle 13,40 a causa del blocco dei tir. La causa è ovviamente il mancato arrivo del materiale.

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