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Servizio Civile, bandi: gli stranieri potrebbero essere ammessi dal prossimo anno

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L’Aquila, 23 gen 2012 – Dopo la sentenza del tribunale di Milano che, lo scorso 12 gennaio, ha bocciato come discriminatorio il requisito della cittadinanza italiana imposto dai bandi che reclutano volontari di Servizio Civile, arriva la proposta di Asgi e Avvocati per Niente che aprirebbe il servizio civile anche agli stranieri a partire dal prossimo bando, permettendo però ai giovani già selezionati di poter partecipare ai progetti per i quali erano stati scelti.

Tutto nasce dal ricorso di un giovane di origine pakistana, Syed S.che era stato tagliato fuori da un progetto al quale avrebbe dovuto prendere parte. Il ricorso è stato accolto dal Tibunale di Milano che ha ordinato all’Ufficio Nazionale per il Servizio civile di sospendere le selezioni e riaprire i bandi anche agli stranieri.

L’Unsc, che si dichiara favorevole all’integrazione dei non italiani, è però ricorso in appello precisando le motivazioni: «non è contro l’ammissione di un ragazzo non italiano, ma solo contro quella parte della sentenza che obbliga ad annullare il bando e a rifarlo da capo, compromettendo la partenza già decisa di 18 mila giovani». La soluzione per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, sembra sia stata trovata dalle associazioni Asgi e Avvocati per Niente che, con la loro proposta, salverebbero i giovani già selezionati, scongiurando l’annullamento dei bandi già posti in essere, e permetterebbero in breve tempo, l’accesso agli stranieri già dal prossimo bando.

«La responsabilità della situazione venutasi a creare per i giovani ormai prossimi alla partenza non è certamente imputabile alla vicenda giudiziaria. L’amministrazione avrebbe ben dovuto redigere il bando secondo costituzione, come richiesto da tempo dalle associazioni e una decisione sul punto poteva e doveva essere presa dalla politica ben prima” premettono le due associazioni .e dando la possibilità agli stranieri di poter partecipare dal prossimo – spiegano le associazioni – La legge prevede la possibilità di un “piano di rimozione della discriminazione” anche secondo passaggi graduali, da definirsi in accordo tra le parti».

«Ci si potrebbe quindi accordare – concludono – su una apertura definitiva del servizio civile agli stranieri dal prossimo bando, ferma restando la salvaguardia di quel principio di non discriminazione che il Giudice di Milano ha affermato essere valore portante dell’ordinamento italiano».

GIOVANARDI (PDL) :VALUTARE CON BUON SENSO  UNA SENTENZA ABNORME – «E’ surreale che  la decisione di un magistrato di consentire ad un extracomunitario di far domanda  per un bando del Servizio Civile Nazionale, che essendo Difesa della Patria per legge richiede per poter partecipare il requisito della  cittadinanza, abbia impedito la partenza di 2000 giovani e metta a rischio nei prossimi mesi la partenza di altri 16.000. Al limite l’Ufficio nazionale, anche se la sentenza è chiaramente abnorme, può rivedere il bando relativo  al progetto  Impronte di Pace 2011  della Caritas ambrosiana, rivolto  a  16 giovani da impegnare all’estero,   per consentire al giovane Pakistano di far valutare  la sua domanda, senza tra l’altro la certezza che venga accolta,  visto che spesso il numero dei richiedenti è più alto del numero dei posti messi a disposizione. Invito il ministro Riccardi, in attesa  dell’esito  scontato   della richiesta di sospensiva, di interpretare con buon senso l’ordine del giudice, secondo il quale  si devono  bloccare tutte le partenze e rifare tutti i bandi, limitandone  l’applicazione soltanto ai posti del progetto al cui il ricorrente intendeva concorrere».

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