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Inchieste Caligola e Santariga: interrogatori nel pomeriggio

L’Aquila, 23 gen 2012 – Per l’indisponibilità del giudice per le indagini preliminari Marco Billi sono slittati al pomeriggio gli interrogatori delle due inchieste di cui si sta occupando la Procura della Repubblica dell’Aquila. La prima, denominata "Caligola", su appalti e presunte tangenti dell’ambito dei programmi di cooperazione trasfrontaliera, ha portato a sette arresti ed è coordinata dal sostituto procuratore Antonietta Picardi. L’altra inchiesta – di cui è titolare il pm David Mancini – ha visto l’arresto dell’alto dirigente del Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche del Lazio, Abruzzo e Sardegna, Giancarlo Santariga. Santariga e gli ultimi due indagati di "Caligola", Corrado Troiano e Mario Gay, compariranno davanti al giudice Roberto Ferrari.

CALIGOLA, SEQUESTRATI DOCUMENTI UFFICIO REGIONE – Nuovi sequestri nell’ambito della operazione Caligola: gli agenti della Mobile di Pescara hanno sequestrato documenti negli uffici regionali all’Aquila. Nel mirino l’ufficio del dirigente regionale Vanna Andreaola, arrestata assieme a Lamberto Quarta e il patron della società Ecosfera. Gli agenti hanno prelevato documenti relativi agli appalti finiti nel mirino dell’operazione nata a Pescara e conclusa dalla procura dell’Aquila.

CALIGOLA, NUOVI INTERROGATORI A L’AQUILA – Si sono svolti oggi, a L’Aquila, di fronte al giudice Roberto Ferrari (non era disponibile il gip Marco Billi) gli interrogatori di Mario Gay e Corrado Troiano. E’ stato ascoltato anche il dirigente della Regione Puglia Bernardo Notarangelo, indagato nell’ambito della stessa inchiesta. Gay e’ coinvolto come componente della commissione d’appalto relativa al servizio di valutazione in itinere del Programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013, e oggi si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere «per scelta tecnica processuale che si addice a questa fase, relativa alle indagini preliminari» – ha spiegato l’avvocato Daniela Rocchi. «Tutto il materiale – ha proseguito – deve essere ancora messo a disposizione della difesa, tra l’altro il pm sta procedendo ancora alle indagini e sequestrando altra documentazione per cui confidiamo sul fatto che questa nuova documentazione faccia chiarezza sulla situazione, che merita un approfondimento di tutte le carte, non soltanto quelle che sono alla base della misura». Il legale ha spiegato che «Gay e’ provato da questa situazione» e assicurato che «si fara’ chiarezza sulla sua totale estraneita’ dei fatti. Confido nella magistratura – ha concluso – e sul fatto che questa nuova documentazione portera’ a chiarire tutta la vicenda e la sua estraneita’. Gay e’ disponibile a chiarire ogni aspetto, ma non in questa fase in cui gli atti sono parziali». Troiano, socio della Cyborg, una delle societa’ finite nel mirino della Procura, «ha risposto a tutte le domande, respingendo ogni addebito», come hanno chiarito gli avvocati Francesco Grilli e Federico Squartecchia. Notarangelo, invece, ha spiegato che «non faceva parte della commissione di gara, e questo e’ stato documentalmente provato» – ha detto l’avvocato Gaetano Castellaneta. «Riteniamo – ha aggiunto – di aver dato ampie spiegazioni e le effettive dinamiche e ruolo tecnico del Notarangelo. Confidiamo che la misura richiesta, che e’ quella interdittiva, non venga accolta. Lui e’ indagato soltanto per un episodio» ma per un «ruolo che non ricopriva in questa vicenda».

CALIGOLA: GAY NON RISPONDE, NEGANO TROIANO E NOTARANGELO – Il vice presidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics), Mario Gay, ai domiciliari, si è avvalso della facoltà di non rispondere, hanno parlato invece, secondo i loro legali respingendo le accuse, il socio della società Cyborg srl Corrado Troiano, anche lui ai domiciliari, e il dirigente della Regione Puglia, Bernardo Notarangelo, indagato sul quale pende un provvedimento di interdizione dall’attività pubblica. E’ questo l’epilogo dell’ultima ondata di interrogatori di garanzia relativi all’inchiesta denominata Caligola. Gli interrogatori di oggi sono stati seguiti dal Gip Roberto Ferrari, sostituito di Marco Billi, impossibilitato per un impegno. «La scelta del mio assistito di avvalersi dalla facoltà di non rispondere – ha spiegato il legale Daniela Rocchi – è di natura tecnica processuale trovandoci in una fase di indagini preliminari e in un momento in cui il magistrato sta procedendo tra l’altro all’acquisizione di altra documentazione. La situazione merita quindi un approfondimento ulteriore. Il dottor Gay – ha continuato il legale – è provato da questa vicenda, ma farà chiarezza e dimostrerà la sua estraneità. Confida nella magistratura e che con le nuove acquisizioni possa dimostrare il non coinvolgimento». Il legale di Troiano, Francesco Grilli, ha sottolineato che il suo assistito ha chiarito la sua posizione respingendo le accuse. L’avvocato Castellaneta, legale di Notarangelo, ha sottolineato di ritenere che il suo assistito ha fornito ampie spiegazioni. Il legale ha puntualizzato che Notarangelo non ricopriva il ruolo di presidente della commissione di gara «fatto documentalmente provato» e che confida sul fatto che non venga accolta la misura interdittiva. Gli altri arrestati ascoltati lunedì sono: Duilio Gruttadauria, 61 anni, domiciliato a Carsoli (L’Aquila), presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera, Gruppo spa con sede a Roma; la moglie Anna Maria Teodoro, 59 anni, socio della società Ecosfera Gruppo spa; Lamberto Quarta, 56 anni, domiciliato a Francavilla al Mare (Chieti), consulente della società Ecosfera Gruppo spa, arrestato nel 2008 quando ricopriva il ruolo di segretario generale della Giunta regionale nell’ambito dell’inchiesta Sanitopoli, Giovanna Andreola, detta Vanna, 54 anni, residente all’Aquila, dirigente del servizio Attività internazionali presso la Regione Abruzzo; il marito Michele Galdi, 56 anni. Indagati sono il vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, e l’ex consigliere regionale Camillo Cesarone.

LEGALE SANTARIGA: HA CHARITO TUTTO – «L’ingegnere Giancarlo Santariga ha chiarito la sua posizione, questa è una vicenda ingenerata da un malinteso». Lo ha detto il suo difensore, Francesco Carli, al termine dell’interrogatorio di garanzia del suo assistito, alto funzionario del provveditorato interregionale alle opere pubbliche Lazio, Abruzzo e Sardegna ai domiciliari dal 18 gennaio scorso con l’accusa di concussione ai danni dell’imprenditore Agostino Bertone, responsabile e direttore tecnico della Prismo Universal Italiana Spa di Roma. Secondo il pm David Mancini e il Gip, Marco Billi, oggi sostituito da Roberto Ferrari – che si sono basati sulle indagini svolte dalla Guardia di Finanza – Santariga, numero uno del provveditorato in Abruzzo dove ha gestito svariati milioni di euro per l’emergenza e la ricostruzione post terremoto, avrebbe utilizzato per fini personali enon di ufficio tre auto a noleggio e i relativi buoni benzina, previsti nell’ambito dell’appalto per la realizzazione della nuova sede della guardia di Finanza a Pescara, lavoro non terminato dopo che per problemi economici la Prismo ha subito la rescissione in danno del contratto. L’interrogatorio di Santariga, accompagnato dalla moglie che si è scagliata contro i giornalisti definendoli «sciacalli», é durato oltre una ora. «Si tratta di capire se il malinteso – ha continuato il legale – è la conseguenza di una errata, cattiva visione del problema da parte di questo imprenditore che ha segnalato cose non vere, o invece è il frutto di una valutazione maliziosa. Questo dovrà essere valutato con attenzione» – ha spiegato ancora il legale il quale ha annunciato una iniziativa legale da parte del suo assistito contro l’imprenditore: «comunque, la valutazione porterà Santariga a determinarsi in un senso o nell’altro su questo aspetto». Il legale ha spiegato che al suo assistito non sono state contestat
e situazioni relative ad appalti legati al terremoto. «L’accusa non tiene conto di circostanze di fatto che sono agli atti: non è stata elargita una autovettura e il carburante in cambio di appalti, auto e benzina erano previste nel capitolato d’appalto preesistente a tutta questa vicenda e anche alla presa di funzione di Santariga». In riferimento alle parole del provveditore alle opere Pubbliche, Donato Carlea, che nelle intercettazioni prende le distanze da Santariga, l’avvocato Carli ha sottolineato che non si tratta di una clausola insolita, «è praticata in tutta Italia, ed anche all’Aquila dopo questa vicenda. L’azienda sapeva tutto essendo l’obbligo previsto nel capitolato e nel contratto e Santariga ha provveduto a far rispettare la disposizione chiedendo il carburante all’imprenditore. Come si fa a parlare di concussione?». Carli ha chiarito ancora che la clausola prevede che l’auto fosse a disposizione dell’ufficio, del direttore dei lavori o del responsabile unico del procedimento, quando c’é stata la rescissione del contratto, il ministero ha messo a disposizione di Santavicca macchina e buoni carburante, per i medesimi scopi, la clausola è una maniera diffusa per far risparmiare la Pubblica amministrazione». Carli ha chiesto la revoca della misura cautelare.

RESPINTA RICHIESTA INTERDIZIONE NOTARANGELO

Il giudice Roberto Ferrari ha respinto la richiesta della interdizione dai pubblici uffici avanzata per il dirigente della Regione Puglia Bernardo Notarangelo, indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica dell’Aquila su appalti e corruzione in Abruzzo. Notarangelo è stato ascoltato ieri dal gip Ferrari, in sostituzione di Marco Billi. Il rigetto, spiega l’avvocato Massimo Manieri,è legato al fatto che il giudice ha ravvisato «l’insussistenza del quadro indiziario sia sotto il profilo oggettivo che soggettivo».

E’ stato dimostrato, prosegue il legale, che Notarangelo «non era componente della commissione» di gara relativa ad un appalto sospetto finito nel mirino della Procura e per quanto riguarda il riferimento a una telefonata sospetta si e’ trattato di «un equivoco». «La prospettazione del pm alla luce del carteggio poteva starci, ma c’e’ stato un errore interpretativo, plausibile". «Riteniamo – conclude il legale – di aver chiarito tutto».

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