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Elezioni, Appello per L’Aquila: ecco «la rivoluzione trasparente»

L’Aquila, 23 gen 2012 – Divulgato nello scorso ottobre, Appello per L’Aquila ha presentato oggi, nella sua sede di via Garibaldi (inaugurata con l’occasione), il suo candidato sindaco: Ettore Di Cesare. «Trasparenza totale nella Pubblica amministrazione, di tutti gli atti del governo municipale, qualcosa a cui non siamo abituati», e «tutte le misure utili per sviluppare le potenzialità dei giovani» sono i primi due provvedimenti che il candidato sindaco intende attuare in caso di elezione.

46 anni, laureato in Matematica, imprenditore nelle nuove tecnologie (ha fondato nel 2006 l’associazione “Openpolis” sulla trasparenza della politica e la partecipazione dei cittadini). Questo è il profilo di Di Cesare. «Il processo partecipativo che ha portato all’Appello», sottolinea Giusi Pitari, docente dell’ateneo aquilano, tra i firmatari dello scorso ottobre, «porterà alla formazione di liste civiche, fuori dal mondo dei partiti. Il percorso di Appello per L’Aquila non si fermerà con le elezioni ma andrà comunque avanti».

Di Cesare parla dell’Appello come «la rivoluzione trasparente», parlando dei progetti che si vogliono portare all’Aquila, come Openmunicipio «sulla massima trasparenza negli atti del Comune». e Openbilanci «per rendere leggibili a tutti i bilanci delle amministrazioni pubbliche», che, come spiega il candidato sindaco, sono tra le novità che partiranno in primavera con la prima adesione dei Comuni di Udine e Senigallia (An). Che vuol dire rivoluzione trasparente? Significa che «per esempio, – precisa il candidato sindaco – sulla pratica per la mia casa “E”, quotidianamente riceverò tutte le informazioni relative al suo stato di avanzamento e lavorazione, come avviene per la tracciabilità delle spedizioni postali».

Quanto al «com’era e dov’era – prosegue Di Cesare – non è possibile e bisogna convincersene. Non esistono ricette rassicuranti, ma tutti i cittadini devono compiere uno sforzo per ricostruire e rifondare la città, liberare tutte le energie positive che questa città dispone». Per esempio, a proposito dei «90 milioni che dovrebbero arrivare per l’economia , dovrebbero essere usati in buona parte per l’imprenditoria giovanile». Ecco un altro dei temi ricorrenti nell’Appello: i giovani, liste giovani, idee giovani, linguaggio giovane.

Quanto ai beni comuni, per L’Aquila, aggiunge il candidato dell’Appello, «il primo bene comune è il suo territorio ed il suo paesaggio. Per questo è necessario dare uno stop al consumo del territorio: in questa città bisogna ricostruire e non costruire; fin’ora si è ricostruito poco e si è costruito molto». Tornando ai provvedimenti «da attuare nei primi 100 giorni, c’è la democrazia reale e continua: gli amministratori dovranno rendere conto quotidianamente ai cittadini  delle loro scelte». La logica, spiega Di Cesare, è quella del «ti voto, ti controllo, partecipo, se sono soddisfatto ti rivoto», al posto di «ti voto e ci rivediamo tra cinque anni». Quanto al tema delle donne, «così come sono state importantissime nel dopo terremoto, per noi dovranno essere il 50% in Giunta e anche il 50% nei diversi consigli di amministrazione delle società partecipate e controllate, e prima ancora il 50% nelle liste da votare».

A proposito di liste, quante saranno le liste civiche che appoggeranno Ettore Di Cesare sindaco? «senz’altro più di una, su quante stiamo ancora decidendo», risponde il candidato. Appello per L’Aquila si è caratterizzato da subito come «movimento di rottura» rispetto al passato; c’è stata qualche scelta “azzeccata” dell’Amministrazione uscente, qualcosa da salvare, o è tutto da buttare? «Per Cialente – sottolinea Di Cesare – è stata una situazione oggettivamente difficile. Proprio per questo, però, doveva chiamare a raccolta la città intera per cercare di individuare le soluzioni migliori o possibili. In questo senso potremmo essere gli “enzimi di un’intelligenza collettiva” per mettere a disposizione i saperi del territorio. Cialente si è rinchiuso con la sua Giunta nelle stanze della politica ed il fallimento è certo e certificato». Infine un passaggio sul rettore Di Orio: «non ci ho mai parlato». In precedenza Di Cesare aveva ribadito che «come abbiamo firmato nell’appello, le nostre liste saranno fuori dagli schieramenti politici, anche se abbiamo dialogato con tutti, anche con molti partiti. E’ una questione di coerenza». L’invito è quello a partecipare alle «riunioni tematiche che si terranno tutti i giorni», presso la sede dell’Appello alle 17.30.

(red)

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