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Terremoto, Del Re (Cna): Basta con le liti, troviamo soluzioni

L’Aquila, 21 gen 2012 – Soluzioni e non proposte. Questo serve per sbloccare la ricostruzione della città e far ripartire «l’economia al palo» secondo il direttore della Cna della provincia dell’Aquila, Agostino Del Re, che interviene sulla situazione di crisi che il territorio colpito dal sisma sta attraversando e chiede «interventi certi e la fine delle contrapposizioni».

«Non è più tempo di fare proposte», spiega Del Re, «l’economia del territorio è al palo e bisogna cercare di recuperare lo sviluppo con ordinanze, che possono essere perfezionate. E’ indispensabile trovare soluzioni definitive», aggiunge. «Come si può, a distanza di quasi tre anni, affidarsi ancora a proposte? In un territorio in difficoltà, dove le imprese sono senza commesse si deve fare di tutto per trovare soluzioni, anche ricorrendo a ordinanze in deroga, visto che lo stesso commissario e governatore Gianni Chiodi ha sempre sostenuto che rappresentano un vantaggio rispetto a una legge». «Le ordinanze sono uno strumento meno rigido, che consente di correggere la rotta», continua Del Re «dunque sono senza’altro lo strumento adeguato a risolvere i problemi legati alla ricostruzione che non è solo materiale, ma investe tutte le componenti territoriali pubbliche e private. Compreso il settore delle costruzioni, del quale l’artigianato è parte fondamentale e attiva e vi appartengono numerose strutture e maestranze».

Del Re dice «basta alle contrapposizioni» e invita anche il governo a farsi parte attiva della ricostruzione della città, ascoltando le richieste d’aiuto che arrivano dal mondo politico e dell’impresa locale. 

«Non è la prima volta che la Cna chiede una presa di coscienza», ricorda Del Re, «per trovare una strada comune. E cioè strumenti ricostruttivi attuabili, nella fattispecie i piani di ricostruzione, sui quali trovare immediata e ampia intesa e condivisione per mettere fine all’agonia dell’intero territorio. Ma le continue contrapposizione delle componenti istituzionali stanno impoverendo il popolo dei terremotati: giovani, studenti, dipendenti, pensionati, attività produttive». E sono proprio le attività produttive, a giudizio del direttore della Cna, «ad essere ignorate, mentre il loro ruolo è determinante per la rinascita del territorio».

Bisogna quindi «restare uniti per chiedere a gran voce anche al governo centrale», conclude Del Re, «di quanto sia indispensabile una presa di coscienza dell’attuale situazione all’Aquila, per poter individuare interventi immediatamente applicabili. Non c’è più tempo da perdere».

M.Gianf.

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