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Crisi, Chiodi: unica soluzione riduzione spesa pubblica

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Pescara, 21 genn 2012 – «La politica deve avere il coraggio di raggiungere il consenso dicendo la verità». È la premessa del presidente della Regione, Gianni Chiodi, nell’intervenuto di questo pomeriggio alla tavola rotonda organizzata dal quotidiano "La Discussione", all’auditorium "De Cecco" di Pescara, sul tema "La solidarietà sociale, un ponte tra economia ed etica".

«Non è più proponibile il paragone con i bei tempi – ha precisato Chiodi – perché siamo in un contesto completamente diverso. Prima l’economia occidentale dominava, mentre adesso è incastrata. Oggi lo scenario è difficile, io penso di poter porgere la testimonianza diretta di chi ha affrontato il problema dal punto di vista pratico e posso affermare che nei prossimi venti anni il compito principale sarà quello di ridurre la spesa pubblica. I diritti sono tutti giusti, ma in un contesto reale saremo costretti a ridurli».

Il Presidente ha quindi rappresentato l’esempio dell’Abruzzo. «Noi nel 2007 eravamo come la Grecia, la prima regione italiana che si è trovata nell’impossibilità di pagare i fornitori, perciò siamo stati costretti ad aumentare la pressione fiscale. Allora i cittadini non capivano, ora cominciano a rendersi conto. Non potevamo aumentare le tasse e anche il debito, dovevamo ridurre la spesa pubblica, non c’erano alternative. Un politico non deve solo evocare il giusto, ma sapere fare i conti. E non con il bilancio, ma con la realtà».

Il Presidente ha poi toccato un tema che gli sta particolarmente a cuore, l’eredità in termini di deficit che si lascerà alle future generazioni. «Se si accontentano tutti i diritti si sottraggono quote di futuro e speranza ai nostri figli. Il mondo, piaccia o non piaccia, è cambiato. Non esistono diritti senza i correlati doveri. Per ogni euro che si spende bisogna capire come finanziarlo. Prima la spesa pubblica era come la morfina, per tanti anni si è andati avanti trascinandola, adesso la bolla si è sgonfiata e bisogna cominciare a ricostruire il futuro».

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