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Attacco a Monti, Cialente: «Nessun litigio, ogni mio atto è in difesa della città»

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L’Aquila, 21 gen 2012- Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, dopo il suo duro attacco di giovedì scorso al Governo Monti e alle strutture commissariali, esprime dissenso per le reazioni.

«Leggo ormai con fastidio, – ha dichiarato Cialente – questi rimproveri per i miei presunti atteggiamenti ‘rissosi’ o ‘litigiosi’ che per altro inimicherebbero i potenti, o meglio, nel nostro caso, i padroni del vapore di turno. Ribadisco, per l’ennesima e spero ultima volta, che ogni mio atto, ormai da anni, è teso solo a difendere l’interesse della città, dei cittadini e del loro futuro. Ritengo che atteggiamenti ipocritamente ecumenici o di mancata denuncia dei problemi, degli errori, delle sottovalutazioni e delle scelte sbagliate, se non evidenziati anche con forza, sfociano in atteggiamenti oggettivamente complici e omertosi. Del resto, nessuno può negare che a differenza di altri, che hanno fatto sterili polemiche, buone per i manifesti ma inutili a risolvere la situazione, il mio atteggiamento è sempre stato propositivo e costruttivo, anche nel momento della dialettica. Infatti, ho sempre fatto proposte anche scritte, dentro e fuori i tavoli istituzionali,  ben prima del momento in cui segnalavo con forza le cose che non andavano».

«Adesso – ha continuato il primo cittadino – di fronte al totale fallimento dell’azione commissariale per la ricostruzione, di fronte alla scomparsa di qualsiasi tavolo di confronto e di azioni di imperio non concordate con i Comuni, credo si debba far sentire con forza la voce dell’Aquila e degli aquilani come successo in altri momenti, in particolare con azioni anche forti, come è stato per la restituzione delle tasse. Tra l’altro, a riprova del fatto che far sentire con forza le proprie ragioni serve, giovedì sera ho ricevuto una chiamata dal Presidente Monti al quale ho espresso, in un lungo colloquio, le mie rimostranze e le mie preoccupazioni ormai drammatiche, per l’atteggiamento del Governo e la situazione nella quale versa la ricostruzione aquilana. Ho poi concordato con lui una serie di passaggi per individuare delle soluzioni reali».

«Questa mattina – ha proseguito Cialente – ho ricevuto anche la chiamata del Ministro Barca che mi ha annunciato, che anche a seguito del colloquio con il Premier di giovedì sera, nel Consiglio dei Ministri di ieri è stato approvato l’emendamento con il quale vengono sbloccati i novanta milioni di euro che avremmo altrimenti perso. Se un sindaco, per difendere l’interesse della propria città alza la voce, non crea inimicizie, ma avvia, come evidente, dei percorsi per trovare soluzioni».

“Il presidente dell’Ance – ha commentato il sindaco – può anche accontentarsi dell’ordinanza sui centri storici. Forse però dovrebbe porsi il problema che con questa ordinanza non si ricostruiscono i centri storici e soprattutto non sarà possibile esaminare i progetti, se non in un tempo di almeno 10-12 anni. Dovrebbe chiedersi, quindi chi esaminerà gli oltre 2mila progetti delle case E della periferia che ormai il Presidente Chiodi ha stabilito che non verranno esaminati dalla filiera. Se ne dovrebbe preoccupare sia per i cittadini proprietari degli alloggi ma ancor più per i propri associati che hanno quei progetti da realizzare”.

“Mi si accusa dal 2010 di cercare la rissa e di essere litigioso. – ha continuato Cialente –  Vorrei ricordare che se tutti avessero appoggiato le posizioni di chi gridava l’allarme forse oggi non ci ritroveremo con migliaia di progetti fermi, con i cittadini negli alberghi e nella Guardia di Finanza e a spendere 3 milioni e 200 mila euro di autonoma sistemazione al mese. Oltretutto a colpire i più deboli, in particolare gli anziani, ci pensa oggi il Vice commissario Cicchetti, che chiede la restituzione di centinaia e centinaia di euro che costoro hanno utilizzato per cercare di pagare un affitto di case che sostituissero quelle che il governo Berlusconi non aveva realizzato. Questo ritardo nell’avvio dei lavori delle case E della periferia, non colpisce solo l’università, nel drammatico problema della ricettività degli studenti, non colpisce solo la nostra economia, ma soprattutto le imprese dell’Ance che sono state a braccia conserte per tutto il 2011 con tutti gli operai in casa integrazione. Quadro che in buona parte, continuando così le cose si ripeterà , coma sa bene il Presidente Frattale anche nel 2012″.

“Apprezzo molto – ha concluso il sindaco – tutti coloro che, come il Presidente Frattale vogliono essere ‘uomini di pace e ‘costruttivi’, ma ritengo che egli converrà con me che gli atteggiamenti degli ultimi due anni, di porgere sempre l’altra guancia, ci hanno resi, noi aquilani, non solo succubi ma anche vittime. Spero che gli aquilani riscoprano non solo la propria aquilanità e il proprio orgoglio, ma soprattutto la consapevolezza di difendere il proprio futuro”.  

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