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Abruzzo: dieci banche per un Confidi regionale grazie a L’Aquila e Teramo

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L’Aquila, 21 gen 2012 – Nei giorni scorsi si è svolto l’atto finale di fusione tra Ital Confidi e Confidi L’Aquila di Confindustria. Lo scopo della fusione nasce dalla necessità di rafforzare i Consorzi fidi per offrire un servizio migliore alle piccole e medie imprese abruzzesi in un momento così difficile, in cui le banche hanno ridotto in modo drastico l’erogazione di credito.

L’Abruzzo è una di quelle regioni in cui il numero di Confidi operativi in relazione al sistema imprenditoriale è tra i più alti in Italia. Si rende perciò necessaria una riduzione del numero dei Confidi attraverso la loro fusione ed un incremento del relativo patrimonio per renderli più credibili nei confronti del sistema bancario. Anche in questa logica si colloca la fusione tra Confidi L’Aquila e Ital Confidi.

Il Confidi unificato è convenzionato con dieci banche dislocate nelle quattro provincie della regione e perciò è in grado di offrire i propri servizi alle attività imprenditoriali dell’intero Abruzzo. E’ una struttura che opera da 35 anni ed ha acquisito una significativa professionalità nell’accompagnare le imprese nel proprio processo di sviluppo ed adeguamento alle profonde modifiche che in questi decenni hanno caratterizzato i mercati e la società.

A presiedere Ital Confidi sono stati chiamati due imprenditori: Antonio Ricci di Sant’Egidio alla Vibrata (presidente) e Maria Assunta Tricarico di Sulmona (vice presidente), già presidenti dei singoli Consorzi ora unificati.

«Siamo fiduciosi per il fatto che l’accresciuta dimensione del nuovo Confidi permetterà di migliorare ulteriormente l’accesso al credito delle PMI abruzzesi e di ampliare il numero di imprese cui offrire servizi  – hanno dichiarato Ricci e Tricarico  – e ora riteniamo necessario che la Regione dia un maggior supporto ai Confidi che in questo periodo così difficile per il mercato del credito hanno un estremo bisogno di rafforzare i fondi rischi da offrire in garanzia al sistema bancario. Attendiamo quindi una rapida emanazione dei bandi comunitari e l’avvio dell’operatività della nuova legge regionale sui Confidi».

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