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Terremoto: Bertolaso e il ciak di inizio del Truman Show aquilano

L’Aquila, 19 gen 2012 – La spettacolarizzazione della realtà, la spettacolarizzazione del terremoto, la progressiva perdita del significato del reale. Non è certo la vicenda dell’Aquila a farcelo scoprire, ma le intercettazioni diffuse della telefonata tra Guido Bertolaso e Daniela Stati, alla vigilia della riunione della Commissione grandi rischi che avrebbe tranquillizzato i cittadini sul fatto che nessun main shock sarebbe arrivato, fanno riflettere, una volta di più, sulla grande messa in scena vissuta nel teatro del cratere aquilano dal 2009 in poi.

Oltre ad essere materiale utile per il procedimento giudiziario in corso sulla Commissione grandi rischi, un passaggio delle dichiarazioni dell’ex capo della protezione civile è l’esempio di come la narrazione istituzionale o politica possa sostituire i fatti. 

«Decidete voi – dice Bertolaso – , a me non me ne frega niente… In modo che è più un’operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti, diranno: è una situazione normale… sono fenomeni che si verificano… meglio che ci siano cento scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio, perché cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa quella che fa male…». Come ci hanno insegnato sociologi della contemporaneità, studiosi dei mass media e della comunicazione audiovisiva è così che si distrugge e sostituisce la realtà, con nuove narrazioni. 

E così, le scosse di terremoto sono state sostituite da un bicchiere di montepulciano, le conoscenze sulla storia della sismicità del territorio dell’Aquila dalla favola bella della Commissione grandi rischi, la ricostruzione dell’Aquila è stata sostituita dalle new town

Eravamo e siamo in un costante diretta televisiva e (non) lo sapevamo, un gigantesco Truman Show, la cui scenografia collettiva e di molti individui è costituita dagli appartamenti tutti uguali del progetto c.a.s.e. e m.a.p.. A cui si aggiungono le passerelle di vari "special guest" ai funerali per le vittime del sisma, al G8, alle inaugurazioni di qualsiasi prefabbricato antisismico, forse. 

Oggi possiamo collocare con più precisione la data di inizio di questo show, qualche giorno prima del 6 aprile 2009, per ammissione stessa di Guido Bertolaso che ha dato il ciak d’inizio alla messa in scena costruita sui fatti aquilani. Lo stesso uomo che per l’inchiesta legata agli appalti della Maddalena, aveva detto di aver subito «mesi di massacro mediatico». Certo avrà usato queste parole consapevolmente, sapendo bene il potere che i media possono avere sul "pubblico", sui cittadini. Ma bisogna stare attenti all’uso dei media perché questi possono distruggere con la stessa efficacia chi ha pensato di usarli a proprio vantaggio. di Alessia Moretti

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