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Grandi rischi, la Stati: Bertolaso ci aveva commissariati

L’Aquila, 20 gen 2012 – «Commissariati da Guido Bertolaso». Con queste parole l’ex assessore regionale (all’epoca in quota Pdl e oggi esponente di Futuro e libertà per l’Italia) Daniela Stati, ha definito il metodo di gestione dell’emergenza post-sisma da parte della Protezione civile. Rimarcando, poi, la differenza tra l’operato del suo assessorato e quello di tutti gli altri politici locali quando, all’indomani del sisma del 6 aprile 2009, arrivò in regione la Protezione civile.

Una conferenza stampa indetta alcuni giorni fa per parlare della questione Abruzzo Engineering, ma che si è rivelata l’occasione per smarcarsi dalla politica regionale e locale, segnare le distanze dai «grandi amici del Pdl che mi volevano fare fuori già prima di essere nominata assessore», ma anche dai colleghi aquilani di Provincia e Comune: sindaco e commissari in primo luogo. E per dire che lei, «da appena 15 giorni assessore alla Protezione civile, si era affidata a Guido Bertolaso». L’ex capo della Protezione civile aveva avuto una conversazione con l’allora assessore Stati il giorno prima della riunione Grandi Rischi all’Aquila. Una telefonata trovata dal giornalista di Repubblica Giuseppe Caporale tra la montagna di intercettazioni che riguardano l’inchiesta sul terremoto. Nella telefonata si sente un Bertolaso determinato e anche seccato che dice alla Stati: «Li faccio venire all’Aquila o da te o in prefettura… Decidete voi, a me non me ne frega niente… In modo che è più un’operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti, diranno: è una situazione normale… sono fenomeni che si verificano… meglio che ci siano cento scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio, perché cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa quella che fa male…».

«Oggi strillano tutti», ha detto l’assessore, «il sindaco Massimo Cialente, il commissario Gianni Chiodi, l’ex presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane. Tutti urlano ma quando è arrivato Bertolaso con la tutto il suo staff, compreso di sarta, si sono lasciati commissariare. Tutti erano sudditi alla corte del re mentre i miei colleghi assessori e i miei tecnici non potevano muoversi, perché eravamo tutti commissariati».  

La Stati, accompagnata dal parlamentare abruzzese e coordinatore regionale di Futuro e libertà per l’Italia, Daniele Toto («l’unico che abbia sempre creduto in me e che non mi ha mai lasciata sola») non ha risparmiato strali a tutta la politica regionale, accusando i «grandi amici del Pdl» di avere intenzione di «tagliarla fuori forse prima ancora che venisse nominata assessore. Ma essendo stata la seconda eletta non potevano negarmi l’assessorato». Una poltrona che «gli amici del Pdl» consideravano, secondo il consigliere, «di non grande importanza, salvo poi doversi ricredere dopo la tragedia del sisma». Come a dire: prima non valeva nulla, per questo me lo hanno affidato. Adesso è un posto ambito e “pesante”, che dà prestigio a chi lo occupa.

FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA:

La Stati si è detta, poi, fiduciosa nei confronti dei magistrati titolari dell’inchiesta che la vede imputata insieme al padre Ezio, il genero Marco Buzzelli, Sabatino Stornelli e Vincenzo Angeloni, indagati per presunti casi di corruzione legati alla ricostruzione post-terremoto (avrebbero fatto pressioni per fare assegnare ad Abruzzo Engineering una commessa da 1,5 milioni di euro per lavori da eseguire dopo il sisma).

«La magistratura sta facendo un grande lavoro», ha detto la Stati, «dopo un anno e mezzo sono fiduciosa che si troverà la verità nei confronti del mio avvio di garanzia». La Stati ha lanciato anche un appello alla politica, dicendosi convinta che «si riuscirà a ridare dignità alla politica regionale. Riuniamoci», ha detto, «per ridare la giusta dignità alla politica».

GLI EX GRANDI AMICI

Il consigliere Fli non risparmia alcuno dei suoi ex colleghi del Pdl, compreso il senatore e coordinatore regionale del Popolo della libertà, Filippo Piccone. «Piccone non mi voleva più, forse mi volevano eliminare politicamente», ha spiegato. La Stati ha poi attaccato «commissario e vicecommissario alla ricostruzione, Chiodi e Antonio Cicchetti, che portano a casa compensi elevatissimi» e la parlamentare del Pdl Paola Pelino, «che arrivava fresca fresca come tutti gli atri a dirci cosa dovevamo fare».

Alla Statti a espresso la sua solidarietà il parlamentare Toto, che si è detto «contento di essere al fianco di Daniela in un momento così difficile».

M.Gianf.

PEZZOPANE: «BUGIE E SPECULAZIONI SUGLI AQUILANI»

«Bugie, speculazioni, e bieco cinismo sulla pelle degli aquilani». Così l’assessore comunale Stefania Pezzopane ha commentato l’intercettazione della telefonata intercorsa tra l’allora capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e l’allora assessore regionale al settore, Daniela Stati, la vigilia della riunione all’Aquila della Commissione Grandi Rischi, avvenuta 5 giorni prima il terremoto del 6 aprile 2009.

«Un’operazione mediatica. Un pericolo iniziato da mesi e scaturito poi nella tragedia del 6 aprile, ridotto ad una mera operazione mediatica. Ma ci rendiamo conto? Sembra quasi che la sottovalutazione iniziale fosse congeniale ad un disegno diabolico di promozione della grandeur del Governo del fare; d’altronde balza agli occhi la presenza dell’ing. Calvi, insieme membro tranquillizzatore della commissione grandi rischi e promotore dello strapagato progetto Case».

«Vorrei sapere – continua l’assessore – se al processo, quando si degnerà di comparire, Bertolaso avrà il coraggio di ripeterlo in faccia agli aquilani che la commissione grandi rischi doveva solo tranquillizzare la gente, vale a dire mentire. Un’operazione di facciata contro 309 morti. Uno scandalo inoltre, che una commissione scientifica costituita da scienziati di fama internazionale, si sia prestata a certi giochetti ben sapendo che la realtà è un’altra. Il Comune dell’Aquila si è costituito parte civile nel processo – conclude Pezzopane -. Mi chiedo perché anche alla luce di queste intercettazioni non lo facciano anche le altre Istituzioni e lo stesso Governo che dovrebbero, in questo momento, dimostrare il totale distacco da certi modi di fare ed una solidarietà sincera nei confronti delle vittime».

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