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L’Aquila, consiglio Comunale: duro attacco di Cialente a Monti

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L’Aquila, 19 gen 2012 – In apertura dei lavori in Consiglio comunale di stamane il sindaco Massimo Cialente è intervenuto con un duro attacco al Governo Monti e alle strutture commissariali.

«La ricostruzione è ferma, l’ultima ordinanza ne sancisce il blocco definitivo – ha dichiarato Cialente – e la cosa ha due responsabili: Chiodi e Fontana, che con i loro costosissimi apparati non sono stati capaci di avviare la ricostruzione e di far funzionare la filiera, con il conseguente blocco di migliaia di pratiche. Con atti non concordati e non condivisi con il Comune dell’Aquila il commissario Chiodi ha prorogato fino al 31 marzo il contratto con Cineas e fino al 30 aprile quello con Reluiss, ma quando scadranno queste convenzioni cosa accadrà? Il Comune dovrebbe sostituirsi alla filiera, che impiegava 160 persone e anche così era in affanno, con i dipendenti e le risorse che aveva al 6 aprile 2009.? E intanto – ha proseguito Cialente – non si sa cosa ne sarà delle pratiche relative alla ricostruzione delle abitazioni in categoria E presentate dopo il 31 agosto».

«In tutto questo, con la ricostruzione ferma e migliaia di persone ancora in assistenza, il Governo taglia le risorse. Si decurta il contributo di autonoma sistemazione con disposizioni anche retroattive – ha dichiarato ancora il sindaco – sulla base delle quali si prevede che i cittadini debbano restituire in media mille e 400 euro. Si tagliano le spese dell’emergenza. Ma quest’ultima è tale perché una struttura commissariale mastodontica, di cui fanno parte la Struttura di gestione dell’emergenza e la Struttura tecnica di Missione, vere e proprie truppe di occupazione che costano milioni di euro, non è riuscita a restituire le case agli aquilani. Così, con migliaia di persone ancora in assistenza, si dà alla città dell’Aquila questo schiaffo, proprio alla vigilia del passaggio delle competenze dall’Sge all’ente comunale. Ultimo affronto è l’ordinanza sui centri storici, ennesimo atto piovuto sulle nostre teste. Ci  avevano chiesto a suo tempo di quantificare i costi della ricostruzione del centro storico: abbiamo presentato un documento preciso al centesimo».

«È stato istituito un tavolo sulla materia – ha spiegato Cialente –  il Comune ha partecipato e ha presentato le sue proposte, che sono state ignorate, mentre oggi viene emanata un’ordinanza che contiene anche errori grossolani nell’individuazione delle competenze e che taglia i contributi sulle seconde case del centro storico. Chiodi e Fontana hanno sostenuto per due anni che  i Piani di ricostruzione servivano a ottenere le risorse per poter ricostruire anche le seconde abitazioni. Con questa ordinanza si stabilisce invece che il centro storico verrà ricostruito con gli stessi parametri normativi ed economici della periferia. Vale a dire che seconde case e attività commerciali avranno contributi fino a 80mila euro, del tutto insufficienti, e, dunque, il cuore della città non vedrà mai una ripresa. Tanto per far capire come ci trattano dico solo che sul piano di ricostruzione di Onna, per restare in tema, ci siamo sentiti dire che era incompleto perché mancava l’indicazione sul senso di marcia dei camion che lavorano con le ditte. E le abitazioni in categoria E della periferia? Avevano bisogno anche queste di un piano di ricostruzione? Perché 7mila e 500 pratiche sono ferme. La verità è che ci prendono in giro. Anche sui finanziamenti. Abbiamo visto che fine hanno fatto i fondi Meloni, per non parlare di quelli Giovanardi”. Cialente ha poi attaccato duramente il Governo Monti».

«Questo Governo – ha concluso il sindaco – si sta comportando peggio del precedente con L’Aquila, mostrandosi repressivo, superficiale, assente. Io al Governo chiederò che mandi via la struttura commissariale per intero: Chiodi, Fontana, Cicchetti e tutti i loro apparati costosissimi e inutili. Chiamo a questa battaglia contro “le truppe di occupazione” che sta bloccando la ricostruzione tutte le forze politiche cittadine, perché in momenti come questo bisogna essere uniti. Da questo momento chiamo alla mobilitazione la città, le rappresentanze politiche  e la società civile. Dobbiamo  scendere nuovamente in piazza – ha concluso Cialente – contro la struttura commissariale e contro il Governo Monti».

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