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La strumentalizzazione del dolore: un posto in prima fila per Berlusconi in tutto il mondo ai funerali del terremoto di L’Aquila

L’Aquila, 19 gen 2012 – I funerali delle 309 vittime del terremoto, celebrati il 10 aprile 2009, sarebbero stati strumentalizzati perché rappresentavano cinicamente una opportunità mediatica imperdibile e potentissima. Ad aprire uno squarcio insanabile su Guido Bertolaso e Gianni Letta, nell’aprile 2009 rispettivamente capo della Protezione civile e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ancora alcune intercettazioni, ancora Repubblica.

Le bare, poste una a fianco all’altra nella piazza interna alla scuola della Guardia di Finanza di Coppito, oggi intitolata al 6 aprile 2009, secondo quanto emerge da Repubblica, avrebbero offerto una finestra sulla scena mondiale da sfruttare, manipolare a proprio vantaggio. La gestione mediatica sarebbe stata progettata a favore di Silvio Berlusconi: la morte di 309 persone, lo strazio di parenti e amici, del dolore di una città intera erano solo lo scenario giusto.

Per Letta il rischio era che l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Berlusconi, diventasse, in ordine di importanza, «il quinto, il sesto» rappresentante politico a L’Aquila se fossero stati presenti il Presidente della Repubblica, Giorgio

Napolitano, il presidente del Senato, Renato Schifani, il presidente della Camera, Gianfranco Fini e il presidente della Corte Costituzionale: a Berlusconi sarebbe toccata «solo la seconda fila».

«No! Io ti stavo per chiamare, infatti, – le parole di Bertolaso – per dirti che non è affatto detto. Non sono dei funerali di Stato! Sono funerali solenni!». Per far avere un posto in prima fila all’allora Presidente del Consiglio, Bertolaso afferma: «ritengo di poter immaginare, che se facciamo capire al presidente di Camera e Senato che è bene che mantengano gli impegni che hanno, dovrebbero riuscire a farlo, no?». Gli impegni a cui si riferisce sono le visite programmate a L’Aquila per Schifani il sabato e per Fini la domenica: «Ci penso io – dice a Letta -, fammi lavorare!».

Alle esequie, però, Silvio Berlusconi ha preso parte alla cerimonia tra i parenti delle vittime. Sempre in prima fila.

(s.p.)

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