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Caso Straccia funerali: in mille chiedono verità

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Fermo, 19 gen 2012 – Una bara bianca, portata a spalla dal padre Mario e dagli amici, una foto di Roberto sorridente, un pallone da calcio deposto dai compagni della Spes Valdaso accanto al feretro in chiesa, con la scritta ‘Lo sguardo fisso a te’. Oltre mille persone hanno preso parte nel pomeriggio, nella Chiesa dei Santi Lorenzo e Niccolò a Moresco (Fermo), ai funerali di Roberto Straccia, lo studente universitario di 24 anni scomparso da Pescara, dove studiava, il 14 dicembre scorso e ritrovato cadavere il 7 gennaio fra gli scogli di Bari Palese, trascinato fin lì dalle correnti marine.

Una morte ancora misteriosa, sulla quale indagano le procure di Bari e Pescara, con la famiglia Straccia – il padre Mario, la madre Rita, e la sorella di Roberto, Lorena – che aspetta ancora di conoscere la verità. A celebrare le eseguie il vescovo monsignor Luigi Conti e il parroco di Moresco, don Franz. Presenti il sindaco della cittadina e quelli di Pescara e Fermo, il prefetto e il vice presidente della Provincia di Fermo. «Carissimi Mario, Rita e Lorena – ha detto il vescovo nell’omelia – conosco la vostra fede. Molte sono le date che in questi giorni hanno caratterizzato questa vicenda, ma quella più importante è quella del Battesimo. Il 14 dicembre, poi – ha detto il vescovo parafrasando il Vangelo di Luca sulla morte di Gesù – si è fatto buio nella vostra vita: alle 15 del pomeriggio è arrivata l’ora presunta della difficoltà di Roberto. Nella preghiera silenziosa vi ho accompagnato – ha continuato – perché troppe sono state le curiosità e le parole dei media. E’ stato bello vedere l’amore degli amici di Pescara e di quelli della Valdaso, che si sono mossi per cercare Roberto e che hanno fatto diventare Moresco una grande città. Voi – ha concluso Conti rivolto ai familiari del ragazzo morto – avete dato una testimonianza rara nel nostro tempo, ma preparatevi a resistere per quando tutto sarà finito. Mai un figlio dovrebbe morire prima dei genitori, ma voi siete stati in grado di dare una grande testimonianza d’amore e di coraggio».

Fra i ricordi degli amici e dei calciatori della Spes, che in segno di lutto non assegnerà più a nessun giocatore la maglia n. 2 indossata dallo studente, le parole del sindaco di Moresco Amato Mercuri: «Bentornato Roberto, anche se speravamo fino all’ultimo che l’epilogo fosse diverso. Devo dire grazie alle forze dell’ordine e a quanti ci hanno aiutati, grazie alla stampa e ai magistrati, che prego di farci sapere che cosa sia successo quel giorno. Nessuno di noi crede che Roberto si sia fatto male da solo, non possiamo accontentarci di una verità residuale perché non c’é un’altra ipotesi». Dopo il rito, la salma è stata tumulata nel cimitero cittadino.

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